Seduta 595ª (XVI legislatura)

-) Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata -) Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Angeli; Pisicchio; D’Ippolito Vitale e Carlucci; Renato Farina ed altri: Norme per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti (124-859-937-3010-A) -) Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Nicola Molteni ed altri; Volonté ed altri; Narducci ed altri: Modifiche alla legge 5 giugno 1997, n. 147, concernenti la durata dei trattamenti speciali (altro…)

Francesco Petrarca – Quando fra l’altre donne ad ora ad ora

Quando fra l’altre donne ad ora ad ora
Amor vien nel bel viso di costei,
quanto ciascuna è men bella di lei
tanto cresce ‘l desio che m’innamora.

I’ benedico il loco e ‘l tempo et l’ora
che sí alto miraron gli occhi mei,
et dico: Anima, assai ringratiar dêi
che fosti a tanto honor degnata allora.

Da lei ti vèn l’amoroso pensero,
che mentre ‘l segui al sommo ben t’invia,
pocho prezando quel ch’ogni huom desia;

da lei vien l’animosa leggiadria
ch’al (altro…)

Francesco Petrarca – Se la mia vita da l’aspro tormento

Se la mia vita da l’aspro tormento
si può tanto schermire, et dagli affanni,
ch’i’ veggia per vertù de gli ultimi anni,
donna, de’ be’ vostr’occhi il lume spento,

e i cape’ d’oro fin farsi d’argento,
et lassar le ghirlande e i verdi panni,
e ‘l viso scolorir che ne’ miei danni
a llamentar mi fa pauroso et lento:

pur mi darà tanta baldanza Amore
ch’i’ vi discovrirò de’ mei martiri
qua’ sono stati gli anni, e i giorni et l’ore;

et (altro…)

Francesco Petrarca – Lassare il velo o per sole o per ombra

Lassare il velo o per sole o per ombra,
donna, non vi vid’io
poi che in me conosceste il gran desio
ch’ogni altra voglia d’entr’al cor mi sgombra.

Mentr’io portava i be’ pensier’ celati,
ch’ànno la mente desïando morta,
vidivi di pietate ornare il volto;
ma poi ch’Amor di me vi fece accorta,
fuor i biondi capelli allor velati,
et l’amoroso sguardo in sé raccolto.
Quel ch’i’ piú desiava in voi m’è tolto:
sí mi governa il velo
che per mia morte, et (altro…)

Seduta 594ª (XVI legislatura)

-) Informativa urgente del Governo sulle recenti vicende della compagnia di navigazione Tirrenia, con particolare riferimento alla questione dei collegamenti da e per la Sardegna -) Seguito della discussione delle mozioni Forcolin ed altri n. 1-00873, Fluvi ed altri n. 1-00882, Borghesi ed altri n. 1-00883, Bernardo ed altri n. 1-00884, Galletti, Della Vedova ed altri n. 1-00888 e Cesario ed altri n. 1-00892 concernenti l’applicabilità degli studi di settore in (altro…)

Seduta 593ª (XVI legislatura)

-) Discussione delle mozioni Zamparutti ed altri n. 1-00760, Braga ed altri n. 1-00877, Libe’, Di Biagio ed altri n. 1-00878 e Dussin ed altri n. 1-00879 concernenti interventi per la difesa del suolo -) Discussione della mozione Forcolin ed altri n. 1-00873 concernente l’applicabilità degli studi di settore in relazione al nuovo regime dei contribuenti minimi -) Discussione del testo unificato delle proposte di legge: Angeli; Pisicchio; D’Ippolito Vitale e (altro…)

Homerus – Omero – Iliade – Traduzione di Vincenzo Monti – Libro XVI

E così questi combattean la nave.
Presentossi davanti al fiero Achille
Patroclo intanto un caldo rio versando
di lagrime, siccome onda di cupo
fonte che in brune polle si devolve
da rupe alpestre. Riguardollo, e n’ebbe
pietà il guerriero piè-veloce, e disse:
Perché piangi, Patròclo? Bamboletta
sembri che dietro alla madre correndo
torla in braccio la prega, e la rattiene
attaccata alla gonna, ed i suoi passi
impedendo piangente la riguarda
finch’ella al petto la raccolga. Or donde
questo imbelle tuo pianto? Ai Mirmidóni
o (altro…)

Homerus – Omero – Iliade – Traduzione di Vincenzo Monti – Libro XV

Ma poiché il vallo superaro e il fosso,
con molta di lor strage, i fuggitivi
nel viso smorti di terror fermârsi
ai vôti cocchi; e Giove in quel momento
sull’Ida risvegliossi accanto a Giuno.
Surse, stette, e gli Achei vide e i Troiani,
questi incalzati, e quei coll’aste a tergo
incalzanti, e tra loro il re Nettunno.
Vide altrove prostrato Ettore, e intorno
stargli i compagni addolorati, ed esso
del sentimento uscito, e dall’anelo
petto a gran pena traendo il respiro
nero sangue (altro…)

Homerus – Omero – Iliade – Traduzione di Vincenzo Monti – Libro XIV

De’ combattenti udì l’alto fracasso
Nestore in quella che una colma tazza
accostava alle labbra; e d’Esculapio
rivolto al figlio: Oh, che mai fia, diss’egli,
divino Macaon? Presso alle navi
dell’usato maggiori odo le grida
de’ giovani guerrieri. Alla vedetta
vado a saperne la cagion. Tu siedi
intanto, e bevi il rubicondo vino,
mentre i caldi lavacri t’apparecchia
la mia bionda Ecamède, onde del sangue,
di che vai sozzo, dilavar la gruma.
Del suo figliuol si tolse in questo dire
il brocchier che giacea (altro…)

Homerus – Omero – Iliade – Traduzione di Vincenzo Monti – Libro XIII

Poiché Giove appressati ebbe alle navi
con Ettore i Troiani, ivi in travaglio
incessante lasciolli: e volti indietro
i fulgid’occhi a riguardar si pose
del Trace di cavalli agitatore
la contrada e de’ Misii a stretta pugna
valorosi guerrieri e de’ famosi
Ippomolghi, giustissimi mortali
che di latte nudriti a lunga etade
producono i lor dì: né più di Troia
dava un guardo alle mura, in sé pensando
che nessun Dio discendere de’ Teucri
o de’ Greci in aita oso sarebbe.
Né invan si (altro…)

Giovanni Boccaccio – Conclusione della Giornata Quarta del Decameron

Se le prime novelle li petti delle vaghe donne avevan contristati questa ultima di Dioneo le fece ben tanto ridere, e spezialmente quando disse lo straticò aver l’uncino attaccato che essi si poterono della compassione avuta dell’altre ristorare.

Ma veggendo il re che il sole cominciava a farsi giallo e il termine della sua signoria era venuto, con assai piacevoli parole alle belle donne si scusò di ciò che fatto avea, cioè (altro…)

Commissione Affari sociali della Camera

Audizione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulle linee programmatiche del suo dicastero.
(Seguito dello svolgimento, ai sensi dell’articolo 143, comma 2, del regolamento, e conclusione). Intervengono il ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero e il sottosegretario di Stato per le politiche sociali Cecilia Guerra.

Il ministro Elsa FORNERO e il sottosegretario Cecilia GUERRA intervengono in replica e forniscono e ulteriori precisazioni.

Seduta 589ª (XVI legislatura)

-) Svolgimento di intepellanze e di interrogazioni -) Seguito della discussione della proposta di legge: Tenaglia ed altri: Definizione del processo penale nei casi di particolare tenuità del fatto (2094-A) -) Seguito della discussione della relazione sui punti nascita approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali (Doc. XXII-bis, n. 3)

Giovanni Boccaccio – La moglie d’un medico per morto mette un suo amante adoppiato in una arca, la quale con tutto lui due usurai se ne portano in casa. Questi si sente, è preso per ladro; la fante della donna racconta alla signoria sé averlo esso nell’arca dagli usurieri imbolata, laond’egli scampa dalle forche e i prestatori d’avere l’arca furata sono condannati in denari

Solamente a Dioneo, avendo già il re fatto fine al suo dire, restava la sua fatica, il quale, ciò conoscendo, e già dal re essendogli imposto, incominciò.

Le miserie degli infelici amori raccontate, non che a voi, donne, ma a me hanno già contristati gli occhi e ‘l petto, per che io sommamente disiderato ho che a capo se ne venisse. Ora, lodato sia Iddio, che finite sono (salvo se io non (altro…)

Giovanni Boccaccio – Messer Guiglielmo Rossiglione dà a mangiare alla moglie sua il cuore di messer Guiglielmo Guardastagno ucciso da lui e amato da lei; il che ella sappiendo, poi si gitta da una alta finestra in terra e muore e col suo amante è sepellita

Essendo la novella di Neifile finita, non senza aver gran compassion messa in tutte le sue compagne, il re, il qual non intendeva di guastare il privilegio di Dioneo, non essendovi altri a dire, incominciò.

Emmisi parata dinanzi, pietose donne, una novella alla qual, poi che così degli infortunati casi d’amore vi duole, vi converrà non meno di compassione avere che alla passata, per ciò che da più furono coloro a’ quali (altro…)

Giovanni Boccaccio – Girolamo ama la Salvestra; va, costretto da’ prieghi della madre, a Parigi; torna e truovala maritata; entrale di nascoso in casa e muorle allato; e portato in una chiesa, muore la Salvestra allato a lui

Aveva la novella d’Emilia il fine suo, quando per comandamento del re Neifile così cominciò.

Alcuni al mio giudicio, valorose donne, sono, li quali più che l’altre genti si credon sapere, e sanno meno; e per questo non solamente a’ consigli degli uomini, ma ancora contra la natura delle cose presummono d’opporre il senno loro; della quale presunzione già grandissimi mali sono avvenuti e alcun bene non se ne vide giammai. E (altro…)