Raffaello Sanzio – Amor, tu m’envesscasti con doi lumi

Amor, tu m’envesscasti con doi lumi
de doi beli occhi dov’io me strugo e [s]face,
da bianca neve e da rosa vivace,
da un bel parlar in donnessi costumi.

Tal che tanto ardo, ch[e] né mar né fiumi
spegnar potrian quel foco; ma non mi spiace,
poiché ‘l mio ardor tanto di ben mi face,
ch’ardendo onior più d’arder me consu[mi].

Quanto fu dolce el giogo e la catena
de’ toi candidi braci al col mio (altro…)

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Emanuele Celesia – Un tintore di seta

I

Le valli del Bisagno e della Polcevera sono delle piú belle e rigogliose che i viaggiatori ricordino. Il facile pendio de’ lor poggi sempre distinti di fiori, l’ubertà del terreno, i marmorei palagi disseminati per le digradanti colline, le vestono di tale incanto, che vedute una volta, piú non si scorda tanta armonia di natura, tanta lucentezza di cielo. (altro…)

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La lanterna di Genova

I

Lo spettacolo piú degno di contemplazione che ci si possa spiegare innanzi, quello è certo delle bellezze della natura, accompagnate dai portenti dell’arte e da illustri reminiscenze. Allora le immagini piú luminose della creazione si intrecciano ai pensieri piú nobili, agli affetti piú generosi; poiché gli occhi, la mente ed il cuore godono al tempo stesso di tutte le (altro…)

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Oscar Wilde – The New Remorse

The sin was mine; I did not understand.
So now is music prisoned in her cave,
Save where some ebbing desultory wave
Frets with its restless whirls this meagre strand.
And in the withered hollow of this land
Hath Summer dug herself so deep a grave,
That hardly can the leaden willow crave
One silver blossom from keen Winter’s hand.

But who is this who cometh by the shore?
(Nay, love, look up and wonder!) Who is this
Who cometh (altro…)

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Oscar Wilde – ON THE SALE BY AUCTION OF KEATS’ LOVE LETTERS

These are the letters which Endymion wrote
To one he loved in secret, and apart.
And now the brawlers of the auction mart
Bargain and bid for each poor blotted note,
Ay! for each separate pulse of passion quote
The merchant’s price. I think they love not art
Who break the crystal of a poet’s heart
That small and sickly eyes may glare and gloat.

Is it not said that many years ago,
In a far Eastern town, some (altro…)

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Oscar Wilde – At Verona

How steep the stairs within King’s houses are
For exile-wearied feet as mine to tread,
And O how salt and bitter is the bread
Which falls from this Hound’s table, – better far
That I had died in the red ways of war,
Or that the gate of Florence bare my head,
Than to live thus, by all things comraded
Which seek the essence of my soul to mar.

‘Curse God and die: what better hope than this?
He (altro…)

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Vittoria Colonna – A quale strazio la mia vita adduce

A quale strazio la mia vita adduce
Amor, che oscuro il chiaro sol mi rende,
E nel mio petto al suo apparire accende
Maggior disio della mia vaga luce!
Tutto il bel che natura a noi produce,
Che tanto aggrada a chi men vede e intende,
Più di pace mi toglie e sì m’offende,
Ch’ai più caldi sospir mi riconduce.
Se verde prato e se fior vari miro,
Priva d’ogni speranza trema l’alma
Chè rinverde il pensier del suo bel frutto
Che (altro…)

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Vittoria Colonna – Mentre io qui vissi in voi, lume beato

Mentre io qui vissi in voi, lume beato,
E meco voi, vostra mercede, unita
Teneste l’alma, era la nostra vita
Morta in noi stessi e viva nell’amato,
Poichè per l’alto e divin vostro stato
Non son più a tanto ben qua giù gradita,
Non manchi al cor fedel la vostra aita
Contro il mondo vêr noi nemico armato,
Sgombri le spesse nebbie d’ogn’intorno
Sì ch’io provi a volar spedite l’ali
Nel già preso da voi destro sentiero.
Vostro onor fia, ch’io chiuda (altro…)

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Vittoria Colonna – Perchè del Tauro l’infiammato corno

Perchè del Tauro l’infiammato corno
Mandi virtù, che con novei colori
Orni la terra de’ suoi vaghi fiori,
E più bello rimeni Apollo il giorno;
E perch’io veggia fonte o prato adorno
Di leggiadre alme e pargoletti amori,
O dotti spirti a’ piè de’ sacri allori
Con chiare note aprir l’aere d’intorno;
Non s’allegra il cor tristo, o punto sgombra
Della cura mortal che sempre il preme:
Sì le mie pene son tenaci e sole
Chè quanta gioja lieti amanti ingombra,
E quanto (altro…)

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Vittoria Colonna – Chi può troncar quel laccio che m’avvinse

Chi può troncar quel laccio che m’avvinse,
Se ragion diè lo stame, amor l’avvolse,
Nè sdegno il rallentò, nè morte il sciolse,
La fede l’annodò, tempo lo strinse?
Chi ‘l fuoco spegnerà che l’alma cinse,
Che non pur mai di tanto ardor si dolse,
Ma ognor più lieta a grande onor sì tolse,
Che nè sospir nè lagrimar l’estinse?
Il mio bel sol, poi che dalla sua spoglia
Volò lontano, dal beato regno
M’accende ancora e lega e in cotal modo,
Che (altro…)

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Vittoria Colonna – Oh che tranquillo mar, oh che chiare onde

Oh che tranquillo mar, oh che chiare onde
Solcava già la mia spalmata barca,
Di ricca e nobil merce adorna e carca,
Con l’aer puro e con l’aure seconde!
Il ciel ch’ora i bei vaghi lumi asconde,
Porgea serena luce e d’ombra scarca;
Ahi quanto ha da temer chi lieto varca!
Chè non sempre al principio il fin risponde.
Ecco l’empia e volubile fortuna,
Scoperse poi l’irata iniqua fronte,
Dal cui furor sì gran procella insorge.
Vènti, pioggia, saette insieme aduna,
E fiere (altro…)

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Vittoria Colonna – Alle vittorie tue, mio lume eterno

Alle vittorie tue, mio lume eterno,
Non diede il tempo o la stagion favore:
La spada, la virtù, l’invitto core
Fur li ministri tuoi la state e ‘l verno.
Col prudente occhio e col saggio governo
L’altrui forze spezzasti in sì brev’ore,
Che ‘l modo all’alte imprese accrebbe onore
Non men che l’opre al tuo valore interno.
Non tardaro il tuo corso animi alteri,
O fiumi o monti, e le maggior cittadi,
Per cortesia od ardir rimaser vinte.
Salisti al mondo i (altro…)

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Vittoria Colonna – S’alla mia bella fiamma ardente speme

S’alla mia bella fiamma ardente speme
Fu sempre dolce nodrimento ed esca,
Ond’è che, quella spenta, l’ardor cresca,
E in mezzo ‘l foco l’alma afflitta treme?
Fugge il piacere e la speranza insieme,
Come dunque la piaga si rinfresca?
Chi mi lusinga, o qual cibo m’inesca,
Se morte ha tolto i frutti, i fiori, e ‘l seme?
Quel foco forse che ‘l mio petto accende,
Da così pura face tolse amore,
Che l’immortal principio eterno il rende.
Vive in sè stesso il (altro…)

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Vittoria Colonna – Quella superba insegna e quell’ardire

Quella superba insegna e quell’ardire,
Che per la tua vittorïosa mano
Fece ogni sforzo, ogni disegno vano,
Mostra or vigor, sfoga or gli sdegni e l’ire.
Spense l’ardor del suo folle desire
Già il tuo valore invitto e più che umano,
Chè le cittadi, e i fiumi, e i monti, e ‘l piano
Gli chiudesti con suo grave martíre.
Non fortuna d’altrui, non propria stella,
Virtù, celerità, forza ed ingegno
Diero alle imprese tue felice fine.
La chiara fama qui, la gloria (altro…)

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Vittoria Colonna – Per cagion d’un profondo alto pensiero

Per cagion d’un profondo alto pensiero
Scorgo il mio vago oggetto ognor presente;
E vivo e bello sì riede alla mente,
Che gli occhi il vider già quasi men vero.
Per seguir poi quel divin raggio altero,
Ch’è la sua scorta, il mio spirito ardente
Aprendo l’ali al ciel vola sovente,
D’ogni cura mortal scarco e leggiero:
Ove del suo gioir parte contemplo,
Chè mi par d’ascoltar l’alte parole
Giunger concento all’armonia celeste.
Or se colui, che qui non ebbe esemplo,
Nel mio (altro…)

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Vittoria Colonna – Scrivo sol per sfogar l’interna doglia

Scrivo sol per sfogar l’interna doglia,
Di che si pasce il cor, ch’altro non vole,
E non per giunger lume al mio bel sole,
Che lasciò in terra sì onorata spoglia.
Giusta cagione a lamentar m’invoglia:
Ch’io scemi la sua gloria assai mi dole;
Per altra penna e più saggie parole
Verrà chi a morte il suo gran nome toglia.
La pura fè, l’ardor, l’intensa pena
Mi scusi appo ciascun, grave cotanto
Che nè ragion nè tempo mai l’affrena.
Amaro lagrimar, non (altro…)

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We are not Charlie and we will never be.