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Pino Casamassima, Bandite! Brigantesse e partigiane – Il ruolo delle donne col fucile in spalla.

24-lug-14

C’è un filo rosso che unisce le storie delle brigantesse e delle partigiane. Le donne che a cavallo dell’Unità d’Italia imbracciarono il fucile, lo fecero dopo la rottura di un equilibrio domestico e umano determinato dall’uccisione o cattura del loro uomo o per seguirlo in un destino ribelle contro uno Stato che non riconoscevano.
Quelle che scelsero la lotta armata, unendosi ai partigiani durante la Repubblica sociale, risposero a un doppio richiamo: affettivo e civile, rivendicando la loro essenza di donne: «Non abbiamo fatto la guerra noi», dice una di esse. «Abbiamo fatto solo le donne».

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Pino Casamassima, Bandite! Brigantesse e partigiane – Il ruolo delle donne col fucile in spalla.
Collana Senza finzione, Stampa Alternativa, 2012
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L’opera viene rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate.

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Teresa Valiani e Raffaella Viccei, Lupo. La vera storia del bandito Valerio Viccei – Passioni, ossessioni e scelte dell’“uomo d’oro”.

24-lug-14

Una vita dentro a un grido, l’ultimo, che concentra in un istante migliaia di emozioni, tutte a tinte forti. Teresa Valiani e Raffaella Viccei raccontano l’uomo che hanno conosciuto in momenti diversi, la sua sfrontatezza, l’intolleranza alle regole vissuta, come in un paradosso, per tanti anni dietro le sbarre. Ma anche il suo volto inedito,
di figlio, fratello, amico. Valerio Viccei andava avanti, solo avanti, troppo, per diventare “un bandito in pensione”. Così è il Lupo raccontato da chi lo ha visto vivere da capobranco e morire come chi brucia la candela da entrambe le parti.
La famiglia Viccei rompe il silenzio e racconta senza censure una vita “contro”, il viaggio all’inferno nei penitenziari di massima sicurezza italiani e inglesi e la profonda sofferenza di chi ha visto il proprio primogenito trasformarsi da un giorno all’altro nel pericolo pubblico numero uno.
Fino alla rivelazione finale.

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Teresa Valiani e Raffaella Viccei, Lupo. La vera storia del bandito Valerio Viccei – Passioni, ossessioni e scelte dell’“uomo d’oro”.
Collana Senza finzione, Stampa Alternativa, 2012
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L’opera viene rilasciata sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate.

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Giovedì 24 Luglio 2014 – 290ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

24-lug-14
Seduta Antimeridiana
Ora inizio: 09:31

L’Assemblea ha ripreso l’esame del ddl costituzionale n. 1429, e connessi, recante disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, il contenimento dei costi delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della Costituzione.

E’ ripresa la votazione degli emendamenti volti ad inserire norme prima dell’articolo 1, riguardanti la circoscrizione estero.

Il sen. Mario Mauro (PI) ha invitato il Governo a sospendere l’esame del ddl costituzionale per passare all’esame della legge elettorale.

Il sen. Divina (LN-Aut) ha denunciato la deriva cesarista legata all’atteggiamento del premier che aizza i cittadini contro le istituzioni. Ha ricordato inoltre che le minoranze stanno difendendo non i loro privilegi, bensì il diritto dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti.

Secondo il sen. Morra (M5S), agitando la minaccia di elezioni anticipate per ridurre al silenzio la minoranza, il premier conferma quel piglio autoritario che lo induce a rifiutare ogni mediazione politica per sbloccare l’impasse.

Il sen. De Cristofaro (Misto-SEL) ha invitato il Governo a riflettere: nonostante la demolizione sistematica dell’immagine del Parlamento, i cittadini non apprezzano il Senaticchio non elettivo prefigurato dal ddl. Sarebbe meglio abolire il Senato.

Secondo Minzolini (FI-PdL) il vero ostruzionista è il premier: se ascoltasse l’opinione pubblica e il Parlamento, accettando un Senato elettivo anziché nominato, la riforma costituzionale sarebbe approvata rapidamente.

Secondo il sen. D’Anna (GAL) non si comprende attraverso quale mutazione un PD che avversava la riforma costituzionale del 2004 e non perdeva occasione per denunciare l’autoritarismo di Berlusconi, si acconci, per interessi di partito, ad assecondare un progetto restrittivo della libertà che umilia il Senato e prevede un meccanismo elettorale simile alla legge Acerbo.

Il sen. Zanda (PD), constatato l’andamento dei lavori, ha chiesto al Presidente Grasso di convocare una nuova Conferenza dei Capigruppo per rendere il dibattito costruttivo ma anche conclusivo.

La seduta è sospesa.

Tratto da senato.it

FACT SHEET: Increasing Investment in Rural America

24-lug-14

WASHINGTON, DC – This week, the White House Rural Council will host the inaugural Rural Opportunity Investment Conference (ROI) to promote potential investment opportunities that exist throughout rural America. Top leaders from the business community and financial institutions, senior government officials, rural economic development experts and others from across the country, will come together to discuss ways to develop partnerships that create jobs, grow small businesses, and invest in critical rural infrastructure.

In conjunction with this event, the White House Rural Council is announcing a $10 billion dollar investment fund to promote rural economic development. This fund will continue to grow the rural economy by increasing access to capital for rural infrastructure projects and speeding up the process of rural infrastructure improvements. The fund is immediately open for business and more investors can now add to the initial $10 billion in available capital.

The ROI conference and the new investment fund are part of the Obama Administration's ongoing efforts to promote investment in rural America, strengthen the nation’s infrastructure, and grow the U.S. economy. Since the creation of the White House Rural Council in 2011, the President has made historic investments in rural America designed to drive job growth, invest in rural education, provide emergency services, and address health disparities.

Public-Partnerships at Work

  • Rural Infrastructure Opportunity Fund. The U.S. Rural Infrastructure Opportunity Fund represents a new approach to catalyzing private investment in infrastructure projects in rural America. CoBank, a national cooperative bank serving rural America and a member of the Farm Credit System, is the fund's anchor investor, committing $10 billion to get the fund off the ground. Capitol Peak Asset Management will manage the new fund and work to recruit more investors to add to CoBank’s initial commitment. The Rural Infrastructure Opportunity Fund will allow America's rural economy to continue its forward momentum by enhancing access to capital for rural infrastructure projects and speeding up the process of rural infrastructure improvements. The fund is immediately open for business and more investors can now add to the initial $10 billion in available capital. The new fund will allow a wide variety of new participants, including pension funds, endowments, foundations, and other institutional investors that have not traditionally had access to these markets to invest in rural development. In some cases, projects may be funded entirely through private sector dollars. In others, private dollars may be leveraged with and extend critical government loan and grant programs.  USDA and other agencies will help to identify rural projects in need of financing through the new fund and through other such private sources and public-private partnerships. Target investments will include rural community facilities (especially health care and educational facilities), rural water and wastewater systems, rural energy projects, rural broadband expansion efforts, local and regional food systems, and other rural infrastructure.
  • Over $150 Million Investment Funds to Grow Small Businesses, Create Jobs in Rural America. Agriculture Secretary Tom Vilsack announced the creation of an investment fund earlier this year that will help propel the growth of small businesses across rural America. The new rural equity fund will facilitate private equity investments in agriculture-related businesses. Advantage Capital Agribusiness Partners, which will manage the new fund, and nine Farm Credit institution partners, have pledged to invest over $150 million into the new effort.   USDA programs have historically provided loans or loan guarantees to help rural businesses grow, but before the creation of the Rural Business Investment Program, many small cutting-edge businesses did not have the opportunity to obtain equity support.  With the creation and implementation of this new program, USDA is pleased to announce this first of multiple rural equity funds. USDA is currently accepting applications for additional new rural equity funds.
  • $9.9 Million to Improve Health Care Quality and Address Rural Health Disparities.  The Department of Health and Human Services continues its efforts as part of the President's Improving Rural Health Care Initiative with $5.5 million to the Delta State Rural Development Network Grant program and $4.3 million for the Small Health Care Provider Quality Improvement grant program.  The Delta Network program invests in each of the eight States of the Delta region to address long-standing health care disparities.  The Small Health Care Provider Quality program supports 29 grants that help rural health clinics, community health centers and small rural hospitals improve health care outcomes for rural residents with chronic diseases such as diabetes, hypertension and obesity.
  • Supporting Small, Rural Businesses. Small businesses create about two out of every three jobs in the U.S. each year, and roughly half of working Americans either own or work for a small business.   Small businesses are particularly crucial to the rural economy.

    • Rural Entrepreneurship Initiative. The American Farm Bureau Federation and Georgetown University's McDonough School of Business Global Social Enterprise Initiative are collaborating on a multi-year partnership providing tools and solutions to help strengthen rural America. In the partnership's inaugural year, the focus will be on building greater economic security by launching a Rural Entrepreneurship Initiative together with Startup Hoyas, Georgetown's Entrepreneurship Initiative. Several opportunities will be announced for people interested in rural issues across the U.S. to actively engage with Farm Bureau and the Rural Entrepreneurship Initiative, including an online educational series, the first of its kind rural entrepreneurship challenge and a national summit scheduled for October 14th at Georgetown University. The White House Rural Council will partner with Farm Bureau and Global Social Enterprise Initiative to plan the national summit at Georgetown University.
    • Made in Rural America. Earlier this year, the President directed the White House Rural Council to bring together federal resources to help rural businesses and leaders take advantage of new investment opportunities and access new customers and markets abroad. Department of Commerce Secretary Pritzker, Department of Agriculture Secretary Vilsack, Small Business Administration Administrator Contreras-Sweet, US Trade Representative Froman, and Export-Import Bank Chairman Hochberg are leading forums in rural America this summer to highlight opportunities for rural manufactures, value added producers, and service providers to grow their businesses by expanding to international markets. The partnership will also host a “Made in Native America” forum this fall to help Native-owned businesses access export opportunities.
  • Expanding Partnerships. The Administration recognizes that effective partnerships have a catalytic impact on achieving the Administration priorities, such as increasing opportunity and economic growth in rural America. Good ideas generated by the ROI Conference will be carried forward by the following partnership networks.

    • Regional Conservation Partnership Program. The newly stood up Regional Conservation Partnership Program (RCPP) takes an innovative approach to furthering conservation, restoration, and sustainable use of soil, water, and wildlife on a regional scale.  The program enables partners, using a competitive process, to propose conservation projects that will leverage federal dollars with non-profit, producer, and non-traditional investors in areas of the country with critical conservation needs. The RCPP will invest more than $1.2 billion in natural resource conservation with a goal of doubling that effort through partnership contributions over the next five years. 
    • Georgetown University Law Center's Public Private Partnership Symposium. In conjunction with the White House Rural Council's Rural Opportunity Investment Conference, the Georgetown University Law Center will introduce its inaugural Public Private Partnership Symposium. Over the coming year, the Georgetown Law will host three full-day sessions to advance the ideas and lessons discussed at the Rural Opportunity Investment Conference.  By bringing together private sector leaders, government officials, and academic scholars, the symposium will broaden opportunities for partnering, provide a venue for sharing knowledge and best practices, and promote economic growth.
    • The Build America Investment Initiative.  The Administration is committed to increasing public private partnerships and collaboration on U.S. infrastructure. Just last week, the President announced the new Build America Investment Initiative, which will use executive authorities to increase the flow of private capital into transportation, water, energy and other infrastructure sectors. The ROI conference will directly inform the ongoing work of the Build America Initiative, helping federal agencies to encourage more investment into rural communities and to key rural infrastructure sectors.
    • The Rural Health Philanthropy Partnership. This partnership between the U.S. Department of Health and Human Services' Office of Rural Health Policy, Grantmakers in Health and the National Rural Health Association includes more than 30 State and regional Foundations and Trusts that seek to improve health care in rural communities.  In 2015, the Partnership is undertaking a Rural Funding Challenge with HHS dedicating $5 million and seeking a matched effort from the philanthropic community.

White House Rural Council's Sustained Support for the Rural Economy

Today's announcements build on three years of sustained work by the White House Rural Council to expand opportunity in all corners of rural America. The Rural Council has over twenty policy accomplishments supporting rural America in four priority areas: quality of life, innovation, economic opportunity, and conservation. These advancements will help ensure the development of a rural economy built to last. These actions include:

Increasing Capital Access for Rural Small Businesses

USDA and SBA committed to providing $175 million in microloans to small businesses in rural areas for Fiscal Years 2013 and 2014, in addition to new business training and counseling opportunities. To date the two agencies have supported over $85 million to rural small businesses.

Accelerating Broadband Infrastructure Deployment

On June 14, 2012 President Obama signed an Executive Order to make broadband construction along Federal roadways and properties up to 90 percent cheaper and more efficient. U.S agencies that manage Federal properties and roads are partnering to offer carriers a single approach to leasing Federal assets for broadband deployment. Providing a uniform approach for broadband carriers to build networks is speeding the delivery of connectivity to communities, business, and schools in rural America. In order to further expand the nation’s broadband service, more than 25 cities and 60 national research universities are partnering to form "US Ignite." US Ignite is creating a new wave of services that will extend programmable broadband networks to 100 times the speed of today's internet.  To further leverage private-sector involvement, a three-day Application Summit was conducted this June at the headquarters of Juniper Networks in Silicon Valley.  This session made numerous connections that will strengthen rural and urban communities through innovative broadband applications.   In total, this partnership will improve services to Americans and drive job creation, promote innovation, and create new markets for American business.

U.S Department of Education Investing in Rural Schools

Through the national broadband plan, the Obama Administration is leveraging the power of technology to overcome distance and increase collaboration to accelerate student achievement in rural schools. The White House Rural Council partnered with the U.S Department of Education to deliver a new online community of practice groups for rural schools. This online tool is creating virtual communities of practice for educators to connect to resources, tools, colleagues, experts, and learned activities both within and beyond schools.  As part of the push for broadband in public schools, the Federal Communications Commission (FCC) is investing $2 billion over the next two years to dramatically expand high-speed Internet connectivity for America's schools and libraries — connecting 20 million more students to next-generation broadband and wireless.  Private-sector companies have also committed more than $2 billion to deliver cutting-edge technologies to classrooms.  The Administration is using technology to break down geographic barriers and address rural isolation in education.

Local Food, Local Places

Recognizing the role local food systems can play in regional economic development, the Administration launched Local Food, Local Places in June, 2014.  This effort, a partnership between the US Department of Agriculture, the US Department of Transportation, the Environmental Protection Agency, the Appalachian Regional Commission and the Delta Regional Commission, provides direct technical assistance to twenty communities integrating local food production into their civic planning process.

Small Business Administration Investing in Rural Small Businesses

The Administration extended more than $400 million in FY 2011 of investments in rural America through the Small Business Investment Company (SBIC) Impact Investment Program, at no cost to taxpayers. Nearly $2 billion in additional funding will be invested by the end of fiscal year 2016. These investments will continue to help finance, grow, expand, and modernize rural small business operations around the country.

Promoting a Bioeconomy through BioPreferred

To support the Administration's "Blueprint for a Bioeconomy," the President is utilizing the purchasing power of the Federal government by directing Federal agencies to take additional steps to significantly increase the purchase of biobased products over the next two years, which will create thousands of new rural jobs and drive innovation where biobased products are grown and manufactured. Utilizing the existing BioPreferred program, the Federal government will use its procurement power to increase the purchasing and use of biobased products, promoting rural economic development, creating new jobs, and providing new markets for farm commodities. Biobased products include items like paints, soaps and detergents and are developed from plants, rather than chemicals or petroleum bases. The biobased products sector marries the two most important economic engines for rural America: agriculture and manufacturing.

Rural Jobs Accelerator

The "Rural Jobs Accelerator" links Federal programs to facilitate job creation and economic development in rural communities by utilizing regional development strategies. The "Rural Jobs Accelerator" allows multiple agencies to coordinate technical assistance and grant/loan programs so that a consortium of public and private rural entities can have a single access point within the Federal government, creating improved access, streamlining of programs, and better leveraging of resources. USDA, EDA, Delta Regional Authority, and Appalachian Regional Commission have leveraged approximately $9 million in funding, with additional technical support from various Federal agencies including Department of Housing and Urban Development, and the Department of Education.

Commercial Aviation Biofuels Partnership

The Navy, the Department of Energy, and USDA have joined forces to spur the creation of an advanced biofuels industry that will support commercial aviation, with a pledge of $510 million, over three years, under the Defense Production Act of 1950.

Unprecedented Investments in Rural America

Historic Investment in Rural America

U.S. Department of Agriculture

The White House Rural Council is chaired by Secretary Vilsack, who in his role as Secretary of the Department of Agriculture has made unprecedented state-by-state investments in rural America.  The U.S. Department of Agriculture works with thousands of farmers, ranchers and others living in rural communities every day and knows that there is no limit to the economic potential of rural America. Over the past five years, USDA has made significant investments to support those in rural America who drive the rural economy forward, carry out record conservation efforts, facilitate groundbreaking research, promote new markets for rural products, and provide a safe, affordable and nutritious food supply for American families. Secretary Vilsack invites the private sector to continue building innovative partnerships that drive investments, economic growth, and prosperity.

Tratto da whitehouse.org

Sociedades Bíblicas Unidas publicó nuevas traducciones bíblicas para alcanzar 15 millones de personas

24-lug-14

En 2013 las Sociedades Bíblicas Unidas publicó nuevas traducciones bíblicas en 18 idiomas hablados por 15 millones de personas. Este fue uno de los aspectos más destacados del Informe de Acceso a Escrituras Mundiales, que acaba de publicarse.

El informe, producido anualmente, provee un seguimiento de los proyectos de traducción …
Tratto da noticiacristiana.org e protestantedigital.org

ONU acusa a Israel de posibles crímenes de guerra en Gaza

24-lug-14

La ONU advirtió hoy que los ataques del Ejército israelí sobre la Franja de Gaza -que han causado la muerte de 620 palestinos, entre ellos al menos 147 niños y 74 mujeres- podrían tratarse de crímenes de guerra. Asimismo, cuestionó “los ataques indiscriminados cometidos contra zonas civiles por Hamas y …
Tratto da noticiacristiana.org e protestantedigital.org

Iglesia Bautista Westboro dice que las personas fallecidas en el vuelo MH17 fue castigo de Dios

24-lug-14

La organización controversial Iglesia Bautista Westboro (WBC), conocido por sus protestas en los funerales militares y por sus famosas frases ofensivas: “Dios odia a los maricas” está tomando otra postura poco convencional después de una tragedia.

Después que el vuelo MH17 de Malaysia Airlines fue derribado en el este …
Tratto da noticiacristiana.org e protestantedigital.org

Iglesias de Arizona EEUU son atacadas por satanistas

24-lug-14

La policía de Arizona está investigando una serie de ataques incendiarios y vandalismo contra algunas iglesias. Según la policía estos son crímenes de odio.

Desde mayo varias iglesias ubicadas en el área de Mesa han sido blanco de mensajes satánicos donde se han quemado biblias. Las autoridades creen que …
Tratto da noticiacristiana.org e protestantedigital.org

Según la iglesia que usted frecuente esta puede afectar el éxito en su trabajo, revela estudio

24-lug-14

Un estudio reciente realizado por la renombrada Universidad de Baylor, Texas, indica que la persona que frecuenta una iglesia puede ser afectada (insatisfacción) en el trabajo, principalmente su éxito.

Los resultados de la investigación fueron publicados en la revista Sociology of Religion, que tituló: “Workplace-Bridging Religious Capital: Connecting Congregations to Work …
Tratto da noticiacristiana.org e protestantedigital.org

Pastor se suicida y deja carta alegando que su muerte es una protesta contra el racismo

24-lug-14

Grand Saline, Texas.- Un pastor retirado de la iglesia metodista, sorprendió a los habitantes de la ciudad de Grand Saline, Texas (EE.UU.), al incendiarse el mismo, además de dejar una sorprendente revelación. El hombre de 79 años de edad, dejó una carta, la cual establece que se quemaba en honor …
Tratto da noticiacristiana.org e protestantedigital.org

L’Indonesia di Jokowi

23-lug-14

di Michele Paris

La commissione elettorale dell’Indonesia ha finalmente messo fine a settimane di incertezze e scambi di accuse reciproche tra i due candidati alla guida del paese, assegnando la vittoria nelle elezioni presidenziali del 9 luglio scorso all’ex governatore di Jakarta, Joko “Jokowi” Widodo. Il nuovo leader del più popoloso paese musulmano del pianeta ha superato l’ex generale durante la dittatura di Suharto, Prabowo Subianto, facendo trarre un sospiro di sollievo agli Stati Uniti e alla comunità internazionale degli affari.

Al termine di un laborioso spoglio di oltre 133 milioni di schede provenienti da quasi mezzo milione di seggi elettorali, “Jokowi” ha ottenuto poco più del 53% dei consensi contro quasi il 47% del suo unico rivale. A scegliere il primo sono stati quasi 71 milioni di elettori, mentre al secondo sono andati 62,5 milioni di suffragi. Considerevole è stato il livello di astensionismo, stimato attorno al 30%.

Di fronte agli elettori indonesiani si sono presentati solo due candidati per la carica di presidente a causa dell’anti-democratica legge elettorale che consente solo ai partiti o alle coalizioni che detengono almeno il 20% dei seggi o hanno raccolto il 25% del voto popolare nelle elezioni legislative di presentare un proprio candidato. Nel voto per il rinnovo del parlamento nel mese di aprile, nessun partito aveva superato questa soglia, così che “Jokowi” e Prabowo sono stati candidati solo dopo la formazione di due nuove alleanze ad hoc.

Joko Widodo succederà così nel mese di ottobre al presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono, il quale ha esaurito il limite massimo di due mandati previsto dalla Costituzione indonesiana. “Jokowi” è anche il primo dei cinque presidenti dell’era democratica in Indonesia a non avere ricoperto un qualche incarico ufficiale durante la dittatura di Suharto (1967-1998).

Pressoché sconosciuto alla gran parte degli indonesiani fino a pochi anni fa, il 53enne “Jokowi” aveva iniziato la sua carriera pubblica come sindaco della piccola città di Solo, nella provincia di Java centrale, ed è stato proiettato ai vertici della politica del suo paese grazie ai legami con i pezzi grossi del Partito Democratico Indonesiano di Lotta (PDI-P) della ex presidente Megawati Sukarnoputri, i quali hanno accuratamente promosso la sua immagine di politico pragmatico e di “uomo del popolo”.

L’annuncio dei risultati ufficiali non ha comunque chiuso l’accesa disputa in corso tra i due candidati, iniziata all’indomani del voto con la pubblicazione degli exit poll che avevano in gran parte indicato la vittoria di “Jokowi”. Prabowo aveva a sua volta citato un paio di istituti di ricerca che assegnavano invece a egli stesso la maggioranza dei consensi e si era perciò lanciato in pesanti accuse di brogli.

A poche ore dalla comunicazione dei risultati da parte della commissione elettorale nella giornata di martedì, Prabowo aveva addirittura minacciato di ritirare la propria candidatura per impedire l’annuncio del successo del suo avversario. Poco più tardi, l’ex generale diventato imprenditore ha fatto rientrare la minaccia ma ha comunque ritirato i suoi osservatori al conteggio e il suo staff ha fatto sapere di volere presentare un appello alla Corte Costituzionale sulla base di irregolarità riguardanti fino a 21 milioni di voti espressi in 52 mila seggi elettorali. La Corte avrà tempo fino alla metà di agosto per pronunciarsi ma la denuncia, secondo gli esperti, ha ben poche possibilità di andare a buon fine.

Dietro alla candidatura di Prabowo ci sono in particolare quelle sezioni delle élite indonesiane che si sono arricchite durante la dittatura e continuano a mantenere posizioni di rilievo nel paese del sud-est asiatico. Lo stesso Prabowo, il quale era il genero di Suharto, e il fratello, Hasim Djojohadikusumo, sono alla guida di gruppi imprenditoriali che operano in svariati settori con giri d’affari miliardari.

La combattività mostrata da Prabowo fin dalle elezioni di inizio luglio è dovuta anche all’assottigliarsi del vantaggio di “Jokowi” nelle settimane che avevano preceduto il voto. Fino al mese di maggio, infatti, i sondaggi indicavano per quest’ultimo un vantaggio superiore ai 12 punti percentuali ma, grazie anche alle maggiori risorse finanziarie di Prabowo e all’appoggio di molte importanti personalità politiche ottenuto dall’ex generale, tra cui quello del presidente uscente Yudhoyono,  la corsa aveva finito per diventare una sorta di testa a testa.

A favore della candidatura di “Jokowi” era intervenuto anche il governo americano nonostante la neutralità ufficiale dichiarata dall’amministrazione Obama. Proprio in concomitanza con la pubblicazione di sondaggi preoccupanti per “Jokowi”, l’ambasciatore USA a Jakarta, Robert Blake, in un articolo del Wall Street Journal a fine giugno aveva invitato l’establishment indonesiano a indagare sulle sospette violazioni dei diritti umani commesse in passato da Prabowo.

L’insolito intervento americano era scaturito dall’apparizione, tramite lo staff di “Jokowi”, di documenti relativi ai presunti crimini di Prabowo, da tempo peraltro accusato di essere responsabile di rapimenti e torture di studenti e oppositori di Suharto in qualità di capo delle famigerate forze speciali Kopassus.

La denuncia sui generis degli Stati Uniti era giunta non tanto per ragioni di giustizia o per scrupoli particolari per i diritti umani della popolazione indonesiana ma per motivi esclusivamente di natura strategica. D’altra parte, anche nella squadra di “Jokowi” ci sono molte figure compromesse col vecchio regime, tra cui l’ex generale ed ex candidato alla presidenza Wiranto, incriminato formalmente per crimini contro l’umanità nell’ambito delle atrocità commesse dall’esercito durante il ritiro da Timor Est nel 1999.

Washington, inoltre, ha alle spalle una lunga storia di interventi in Indonesia, a cominciare proprio dall’appoggio al colpo di stato militare di Suharto che portò alla dittatura e a una durissima repressione con centinaia di migliaia di morti.

In particolare, l’amministrazione Obama temeva una presidenza Prabowo per via del marcato nazionalismo dell’ex generale, considerato con ogni probabilità non sufficientemente propenso ad aprire ulteriormente il proprio paese al capitale internazionale, né ad adottare le “riforme” economiche ritenute necessarie e soprattutto, vista l’importanza strategica di questo paese, ad allineare senza riserve l’Indonesia alla “svolta” asiatica statunitense per contrastare l’avanzata della Cina.

Il programma elettorale di Prabowo includeva infatti alcune proposte di stampo populista, come la creazione di un sistema scolastico gratuito fino all’università e un aumento sensibile del salario minimo. Lo stesso Prabowo, poi, in una recente intervista sempre al Wall Street Journal, oltre a condannare l’aggressione di Israele contro Gaza, aveva messo in guardia i suoi connazionali dalla “minaccia imperialista” che graverebbe sull’Indonesia.

Al contrario, Joko Widodo, viene ritenuto un partner più affidabile sia dagli Stati Uniti che dagli ambienti finanziari internazionali e dalle grandi multinazionali del settore estrattivo che fanno profitti in Indonesia. Come ha rivelato in un’intervista realizzata per la Reuters prima della diffusione dei risultati finali del voto ma pubblicata solo dopo l’ufficialità della sua vittoria, il neo-presidente indonesiano si concentrerà da subito su una serie di questioni che difficilmente possono essere collegate all’immagine di “uomo comune” coltivata in campagna elettorale o alla promessa di alleviare gli esorbitanti livelli di povertà del suo paese.

Per cominciare, “Jokowi” si è detto disposto a negoziare con le compagnie estrattive per porre fine allo stallo seguito al divieto, deciso dall’amministrazione Yudhoyono a gennaio, di esportare minerali non processati nel tentativo di stimolare la creazione di impianti di trasformazione in Indonesia.

L’Indonesia è uno dei maggiori esportatori del pianeta di nickel, rame, bauxite e minerali ferrosi che producono profitti enormi per una manciata di multinazionali, soprattuto americane. Una di queste, la Newmont Mining, ha recentemente fatto appello all’arbitrato internazionale contro il governo di Jakarta a causa del divieto di esportazione, licenziando migliaia di dipendenti e mantenendo chiusa una miniera di cui detiene i diritti di sfruttamento.

Gli altri due punti all’ordine del giorno del prossimo governo saranno poi la riduzione dei sussidi pubblici ai prezzi dei carburanti e, come indicato nell’elenco delle “sfide immediate” stilato mercoledì dal Financial Times, il “miglioramento del clima per gli investitori”.

La fine dei sussidi che alleggeriscono parzialmente i conti delle famiglie più povere nei paesi “emergenti” sono ormai da tempo nel mirino delle rispettive classi dirigenti e degli organi finanziari internazionali come il Fondo Monetario e la Banca Mondiale. In Indonesia, questa voce di spesa ammonta a un quinto del bilancio dello stato e viene considerata uno spreco inutile di denaro dalle élite economiche e finanziarie. Sia Yudhoyono che Megawati, presidente dal 2001 al 2004, avevano in passato provato a tagliare i sussidi, scatenando però proteste popolari tra le classi più disagiate.

La creazione di un ambiente più favorevole all’afflusso di capitale straniero, infine, non rappresenta altro che una liquidazione delle regolamentazioni e dei vincoli che limitano l’ingresso degli investitori in Indonesia.

Queste e altre decisioni “difficili” metteranno subito alla prova il nuovo presidente, almeno secondo i commenti dei media ufficiali, visto che la crescita economica indonesiana continua ad essere aggiustata al ribasso e le compagnie internazionali alla ricerca di manodopera a bassissimo costo da sfruttare liberamente mostrano di preferire altre destinazioni in Asia sud-orientale.

Inevitabilmente, politiche simili provocheranno però un intensificarsi delle tensioni sociali e dovranno inoltre essere implementate in un panorama politico frammentato e senza una chiara maggioranza. Il PDI-P di “Jokowi”, infatti, fa parte di una coalizione con altri tre partiti che in parlamento controlla complessivamente appena il 37% dei seggi.

Tratto da altrenotizie.org

Matrimoni gay: il caso Bologna

23-lug-14

di Rosa Ana De Santis

Il sindaco di Bologna, Merola, non teme il Viminale e inaugura un precedente giuridico importantissimo sul caso dei matrimoni omosessuali. Dal 15 settembre, come scrive l’agenzia di stampa Dire, sarà possibile registrare e recepire il matrimonio di omosessuali avvenuto all’estero. Si tratta di una mossa che vuole aggirare e soprattutto denunciare le inadempienze della legislazione nazionale, nell’auspicio che il Parlamento senta l’urgenza di adeguarsi a norme di civiltà che in molti Paesi Europei sono vigenti.

Il caso è analogo alla legge sul fine vita e alla possibilità di far nascere dei testamenti biologici privati da depositare presso i notai, in attesa che una legge dello Stato possa avere un legittimo e ufficiale battesimo. E assomiglia al caso dei registri in vigore presso i Municipi di Roma Capitale per le coppie di fatto abbandonate dalla norma sui DICO rimasta una scatola vuota.

Bologna non è quindi la prima città a battezzare questa pratica e rispecchia un trend del Paese che è quello di sovvertire lo status quo che nasce dal timore di scardinare la legge e di lanciarla su nuovi fronti di bioetica, spingendo  dal “basso” le istanze che arrivano dalle famiglie e dai cittadini e da chi vive sulla propria pelle nuove e diverse modalità di vita sentimentale e privata.

Analogo il caso avvenuto per la legge 40 svuotata di senso dai ricorsi in tribunale di moltissime coppie italiane alla ricerca di un figlio e penalizzate da una legge ricca di veti e censure e lesiva della salute della donna. Ad oggi quella legge è sul banco degli imputati e il Ministro Lorenzin è sceso in campo parlando addirittura del dogma etico dell’eterologa.

Numerosi spunti quindi ci dicono che la strada ufficializzata a Palazzo d’Accursio porterà i suoi frutti, confermando un metodo che forse è anche il più giusto. Dare la parola direttamente ai cittadini e al loro vissuto sulla materia etica, educando le Istituzioni a legiferare senza ricorrere a facili e comode operazioni dall’alto e a freddo è forse la ricetta giusta per un Paese che per corredo genetico patisce il cambiamento.

Se pure arrivasse uno stop dal Viminale, la decisione avrebbe un effetto fortissimo sull’opinione pubblica e questo forse sortirebbe in ogni caso effetti positivi in merito al dibattito e alla sensibilità sul tema dell’omosessualità. Diventerebbe complicato dover educare all’inclusione della differenza, perorare la diffusione di pubblicità progresso contro l’omofobia e impedire parallelamente a due persone dello stesso sesso che scelgono di essere uniti sentimentalmente di avere gli stessi diritti e gli stessi doveri di due eterosessuali.

I costumi sociali e le regole cambieranno, anche questa volta, prima che nel Palazzo si trovi l’alleanza giusta per la votazione che non scontenta nessuno. La corsa verso il progressismo rischia di diventare quella con Papa Francesco.

Tratto da altrenotizie.org