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Gandolin – Gli invisibili – Edizione Liber Liber

31-ago-14

Perché scrivo

Genova, Febbraio
Questo mio piccolo libro, denso di fatti e di ragionamenti, farà pensare.
Ogni pensiero susciterà dubbi d’ogni sorta: eppure l’anima mia, scrivendo, è sgombra d’ogni dubbiezza: la mente è tutta vibrante d’energia e di serenità, come se una primavera di luci, di verità, di bellezze ideali prorompesse gaia da tutte le misteriose profondità dell’essere, infondendomi una gioia di vita interiore che non saprei descrivere.
Giusto, è carnevale: e molta brava gente prova gusto a mascherarsi, nelle fogge più strane: invece, io provo una voluttà indicibile nel buttar via ogni maschera d’ipocrisia sociale: e spalancare il cuore, come uno sportello.
In Italia, ma soprattutto all’estero – osservò acutamente il Petruccelli, in una sua vecchia monografia sopra la More…

Gandolin – Guerra in tempo di bagni – Edizione Liber Liber

31-ago-14

I.

Nel quale già si vede un amore infelice.

— Ma quest’omnibus è tornato, sì o no?
— Non ancora, signor conte.
— Pure, il diretto dovrebb’essere già arrivato da mezz’ora!
— Lei sa bene che un treno in orario ha sempre mezz’ora di ritardo, tanto più se è un diretto.
Il conte Giorgio Tibaldi mormorò tra le labbra una parola italiana, che somigliava alquanto al sinonimo d’un accidente, poi escì dall’atrio del Grand Hôtel e si fermò sopra l’ampia gradinata, a fumare rabbiosamente una favorita, guardando, spazientito e distratto, il Tirreno troppo turchino e troppo tranquillo, in desolante monotonia, e la rotonda di Pancaldi, popolata di sonnolenti leggitori di giornali, di mamme industriose, assorte More…

Gandolin – La famiglia De-Tappetti – Edizione Liber Liber

31-ago-14

I

La Rivista

Policarpo De-Tappetti, incauto padre e scrivano presso il Fondo per il culto, ha promesso al figlio Agenore, sei anni e quattro mesi, di condurlo al Macao.

- Agenore – gli ha detto, la sera del sabato, con accento severo – tu appartieni a una nazione di ben trenta eziandio milioni di abitanti, non ficcarti le dita nel naso! a una nazione che è stata maestra di civiltà…. non grattarti! perdio, la testa, quando parla papà, hai capito? a una nazione insomma, di cui è operoso scrivano colui che ti ha messo all’onore del mondo. Domani è la festa dello Statuto.

- Papà, che cos’è lo Statuto?

- Lo Statuto è, figlio mio, quella cosa per cui non c’è che la gente senza educazione, che finga d’ignorare i proprii doveri, tra cui, te lo dico una volta per sempre, quello di ubbidire mammà e papà, e di non fare certe risposte; che non le More…

Gandolin – Dodici monologhi – Edizione Liber Liber

31-ago-14

LA PAURA DEL CORAGGIO

(Entra sulla scena a precipizio, con tutti i segni del panico. Fa cenno agli spettatori di conservare un silenzio assoluto. Guarda, cauto, dalla parte dove è sbucato e con la mimica sembra accennare che due brutti ceffi gli avevano teso un agguato, ma che ora si allontanano…. sono scomparsi…. respira!… No, ritornano!… Altro spavento. Ah no! è un falso allarme. Altro respiro di sollievo.)

– Ora, ora, un momento e poi vi conto tutto. (guarda ancora di dentro) Si sono squagliati…. Dio, che cosa! sembravo un velocipede: il guaio si è che mi sento (si tasta i ginocchi) sgonfiare i pneumatici. Che cosa facevo? Scappavo a rotta di collo. Per paura? Oh come vi sbagliate! Scappavo per troppo coraggio. Tremo tutto? Sfido! tremo per troppo coraggio. (guarda c. s.) Oh Dio, ritornano!… No: è uno spazzino. Ma guardate Cheche fatalità! Alla distanza di un anno More…

Giacomo Leopardi – Diario del primo amore

31-ago-14

Io cominciando a sentire l’impero della bellezza, da più d’un anno desiderava di parlare e conversare, come tutti fanno, con donne avvenenti, delle quali un sorriso solo, per rarissimo caso gittato sopra di me, mi pareva cosa stranissima e meravigliosamente dolce e lusinghiera; e questo desiderio della mia forzata solitudine era stato vanissimo fin qui. Ma la sera dell’ultimo Giovedì, arrivò in casa nostra, aspettata con piacere da me, né conosciuta mai, ma creduta capace di dare qualche sfogo al mio antico desiderio, una Signora Pesarese nostra parente più tosto lontana, di ventisei anni, col marito di oltre a cinquanta, grosso e pacifico, alta e membruta quanto nessuna donna ch’io m’abbia veduta mai, di volto però tutt’altro che grossolano, lineamenti tra il forte e il delicato, bel colore, occhi nerissimi, capelli castagni, maniere benigne, e, secondo me, graziose, lontanissime dalle affettate, molto meno lontane dalle primitive, tutte proprie delle Signore di More…