Cordoglio del Presidente Mattarella per le vittime italiane dell’attentato di Barcellona

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Ancora una volta dobbiamo piangere vittime italiane uccise all’estero dalla furia cieca di un terrorismo infame.

Ai familiari di Bruno Gulotta e di Luca Russo rivolgo i sentimenti di vicinanza e solidarietà di tutto il popolo italiano, così come rivolgo un pensiero di cordoglio alla Spagna e a tutte le vittime, di qualunque nazionalità, di questa ennesima strage.

Dobbiamo avere la capacità di opporci alla violenza che sta funestando l’Europa, l’area del Mediterraneo, il Medio Oriente.

A Barcellona, nel cuore d’Europa, uomini scellerati hanno colpito persone e famiglie prive di ogni colpa, unite solo dal desiderio e dal diritto di vivere serenamente.

I terroristi hanno lacerato una comunità di tante nazionalità, inerme, fatta di innocenti, donne, uomini, bambini. Hanno aggredito la vita e la convivenza.

Il terrorismo di matrice islamista e i terroristi non rimarranno impuniti.

I valori di tolleranza e libertà propri dell’Europa democratica sono irrinunciabili e, per difenderli insieme, tutti sono chiamati a impegnarsi per battere l’oscurantismo sanguinario. Nessuno stato e nessuna singola persona può chiamarsene fuori».

 

Roma, 18 agosto 2017

 

Tratto da www.quirinale.it.
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Messaggio del Presidente Mattarella a Filippo VI, Re di Spagna

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato a Filippo VI, Re di Spagna, il seguente messaggio:

« Seguo con grande preoccupazione e profonda partecipazione gli sviluppi del proditorio attentato che ha colpito ieri pomeriggio Barcellona e dell’attacco di questa notte a Cambrils. Si tratta di un’ulteriore, esecrabile dimostrazione della viltà di terroristi le cui azioni non cessano di suscitare orrore e ripulsa.

In queste drammatiche circostanze il Popolo Italiano si stringe fraternamente a quello Spagnolo, in un comune dolore, nel cordoglio alle famiglie delle vittime tutte, quale che sia la loro nazionalità, e augura ai feriti un pronto e completo ristabilimento.

Nel rinnovare alla maestà vostra l’espressione dei sentimenti di amicizia e solidarietà dell’Italia, oltre che miei personali, desidero confermare la ferma determinazione del mio Paese a collaborare con la Spagna, insieme ai partner dell’Unione Europea e all’intera comunità internazionale, nella lotta senza quartiere al terrorismo e ad ogni forma di estremismo violento, a difesa dei comuni valori e libertà democratici e della sicurezza dei nostri Paesi ».

Roma 18 agosto 2017

Tratto da www.quirinale.it.
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Regeni – Boldrini: informativa governo si tenga quanto prima

È essenziale che il Parlamento italiano continui a tenere alta l’attenzione sulla tragica fine di Giulio Regeni. Non solo la sua famiglia, ma un paese intero ha il diritto di sapere che la ricerca della verità sull’uccisione di un giovane cittadino italiano rimarrà imperativo fondamentale per le nostre istituzioni e non sarà piegata a nessun’altra ragione. Per questo ho chiesto al Presidente della Commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto, che l’informativa del governo, richiesta da diversi gruppi, possa tenersi quanto prima.

Tratto da www.camera.it.
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Increased hepatotoxicity among HIV-infected adults co-infected with <i>Schistosoma mansoni</i> in Tanzania: A cross-sectional study

by Amon I. Marti, Soledad Colombe, Peter J. Masikini, Samuel E. Kalluvya, Luke R. Smart, Bahati M. Wajanga, Hyasinta Jaka, Robert N. Peck, Jennifer A. Downs

Introduction

Little is known about hepatotoxicity in patients with schistosome and HIV co-infections. Several studies have reported increased liver enzymes and bilirubin levels associated with schistosome infection. We investigated whether HIV-infected adults on antiretroviral therapy who had S. mansoni co-infection had a higher prevalence of hepatotoxicity than those without.

Methodology/Principal findings

We determined the presence and grade of hepatotoxicity among 305 HIV-infected outpatients who had been on medium-term (3–6 months) and long-term (>36 months) antiretroviral therapy in a region of northwest Tanzania where S. mansoni is hyperendemic. We used the AIDS Clinical Trial Group definition to define mild to moderate hepatotoxicity as alanine aminotransferase, alanine aminotransferase, and/or bilirubin elevations of grade 1 or 2, and severe hepatotoxicity as any elevation of grade 3 or 4. We determined schistosome infection status using the serum circulating cathodic antigen rapid test and used logistic regression to determine factors associated with hepatotoxicity. The prevalence of mild-moderate and severe hepatotoxicity was 29.6% (45/152) and 2.0% (3/152) in patients on medium-term antiretroviral therapy and 19.6% (30/153) and 3.3% (5/153) in the patients on long-term antiretroviral therapy. S. mansoni infection was significantly associated with hepatotoxicity on univariable analysis and after controlling for other factors associated with hepatotoxicity including hepatitis B or C and anti-tuberculosis medication use (adjusted odds ratio = 3.0 [1.6–5.8], p = 0.001).

Conclusions/Significance

Our work demonstrates a strong association between S. mansoni infection and hepatotoxicity among HIV-infected patients on antiretroviral therapy. Our study highlights the importance of schistosome screening and treatment for patients starting antiretroviral therapy in schistosome-endemic settings. Additional studies to determine the effects of schistosome-HIV co-infections are warranted.

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Assessment of risk of dengue and yellow fever virus transmission in three major Kenyan cities based on <i>Stegomyia</i> indices

by Sheila B. Agha, David P. Tchouassi, Armanda D. S. Bastos, Rosemary Sang

Dengue (DEN) and yellow fever (YF) are re-emerging in East Africa, with contributing drivers to this trend being unplanned urbanization and increasingly adaptable anthropophilic Aedes (Stegomyia) vectors. Entomological risk assessment of these diseases remains scarce for much of East Africa and Kenya even in the dengue fever-prone urban coastal areas. Focusing on major urban cities of Kenya, we compared DEN and YF risk in Kilifi County (DEN-outbreak-prone), and Kisumu and Nairobi Counties (no documented DEN outbreaks). We surveyed water-holding containers for mosquito immature (larvae/pupae) indoors and outdoors from selected houses during the long rains, short rains and dry seasons (100 houses/season) in each County from October 2014-June 2016. House index (HI), Breteau index (BI) and Container index (CI) estimates based on Aedes (Stegomyia) immature infestations were compared by city and season. Aedes aegypti and Aedes bromeliae were the main Stegomyia species with significantly more positive houses outdoors (212) than indoors (88) (n = 900) (χ2 = 60.52, P < 0.0001). Overall, Ae. aegypti estimates of HI (17.3 vs 11.3) and BI (81.6 vs 87.7) were higher in Kilifi and Kisumu, respectively, than in Nairobi (HI, 0.3; BI,13). However, CI was highest in Kisumu (33.1), followed by Kilifi (15.1) then Nairobi (5.1). Aedes bromeliae indices were highest in Kilifi, followed by Kisumu, then Nairobi with HI (4.3, 0.3, 0); BI (21.3, 7, 0.7) and CI (3.3, 3.3, 0.3), at the respective sites. HI and BI for both species were highest in the long rains, compared to the short rains and dry seasons. We found strong positive correlations between the BI and CI, and BI and HI for Ae. aegypti, with the most productive container types being jerricans, drums, used/discarded containers and tyres. On the basis of established vector index thresholds, our findings suggest low-to-medium risk levels for urban YF and high DEN risk for Kilifi and Kisumu, whereas for Nairobi YF risk was low while DEN risk levels were low-to-medium in Kenya. The study provides a baseline for future vector studies needed to further characterise the observed differential risk patterns by vector potential evaluation. Identified productive containers should be made the focus of community-based targeted vector control programs.

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Caprine brucellosis: A historically neglected disease with significant impact on public health

by Carlos A. Rossetti, Angela M. Arenas-Gamboa, Estefanía Maurizio

Caprine brucellosis is a chronic infectious disease caused by the gram-negative cocci-bacillus Brucella melitensis. Middle- to late-term abortion, stillbirths, and the delivery of weak offspring are the characteristic clinical signs of the disease that is associated with an extensive negative impact in a flock’s productivity. B. melitensis is also the most virulent Brucella species for humans, responsible for a severely debilitating and disabling illness that results in high morbidity with intermittent fever, chills, sweats, weakness, myalgia, abortion, osteoarticular complications, endocarditis, depression, anorexia, and low mortality. Historical observations indicate that goats have been the hosts of B. melitensis for centuries; but around 1905, the Greek physician Themistokles Zammit was able to build the epidemiological link between “Malta fever” and the consumption of goat milk. While the disease has been successfully managed in most industrialized countries, it remains a significant burden on goat and human health in the Mediterranean region, the Middle East, Central and Southeast Asia (including India and China), sub-Saharan Africa, and certain areas in Latin America, where approximately 3.5 billion people live at risk. In this review, we describe a historical evolution of the disease, highlight the current worldwide distribution, and estimate (by simple formula) the approximate costs of brucellosis outbreaks to meat- and milk-producing farms and the economic losses associated with the disease in humans. Successful control leading to eradication of caprine brucellosis in the developing world will require a coordinated Global One Health approach involving active involvement of human and animal health efforts to enhance public health and improve livestock productivity.

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We are not Charlie and we will never be.