Acqua che brucia

di Bianca Cerri

Da giorni la Bennet Valley in California sta bruciando. Centinaia  di  vigili del fuoco stanchi si sono radunati lì per  sapere dai loro comandanti quello che già sapevano. Il fuoco ha distrutto la maggior parte dei vigneti e continua ad espandersi senza fine. La scarsa umidità e i forti venti hanno alimentato le fiamme velocemente e le squadre cercano di allontanarle nel tentativo di non farle arrivare fino alle città dove il numero delle vittime sarebbe incalcolabile. I morti sono già 42 secondo Robert Giordano, sceriffo di Sonoma.

Le autorità hanno contato 21 incendi in tutto lo stato della California, ma le località  più colpite sono Napa e Sonoma dove il sole si staglia contro un cielo avvolto da nuvole di fumo. Nel corso dell’inverno precedente le tempeste avevano rinvigorito la vegetazione. Ora, tuttavia, le erbe secche e le varie piante si stanno  rivoltando contro gli esseri umani.

Ma chi arranca disperatamente per mettersi in salvo non calcola che la velocità del fuoco è assai maggiore di quella di chi  fugge alla cieca abbandonando la propria casa in cerca di un riparo. Buona parte della rete elettrica è saltata. I  vigili del fuoco alternano  un giorno di riposo a 24 ore continuate di servizio. Alcuni sono esausti al punto di aver superato  il limite della resistenza. Delle 42 vittime rimaste intrappolate nelle fiamme tutto quello che rimane è un pugno di cenere.

Almeno otto persone sono state arrestate nella contea di Sonoma per aver rifiutato di abbandonare le proprie case. Sonoma è la zona dove vengono prodotti vini di qualità superiore e infatti basta il nome per sottolineare che provengono da vitigni selezionati. E’ stato tuttavia necessario per parte della popolazione abbandonare le loro case dietro ordine perentorio delle autorità
con il divieto di tornare senza preavviso.

In California il fuoco torna spesso a colpire zone già devastate da incendi precedenti ma il numero dei morti non era mai stato così alto. E già sono più di mille le persone che risultano ancora disperse. Interi quartieri non hanno retto alla spinta del fuoco e le case si sono piegate come candele. Geyserville è un villaggio con 862 abitanti anche se i dati demografici parlano di 1600.L’8% dei residenti ha meno di diciotto anni. Negli anni passati la gente ci andava per assaggiare i vini ma adesso tutti fuggono perché sembra che il peggio debba ancora venire.

Ci sono leggi della natura che tutti dovrebbero rispettare ma quando un incendio raggiunge  proporzioni estreme è impossibile lottare contro la sua forza. Il sindaco di Santa Rosa, Chris Coursey, ha detto che per ricostruire la zona  ci vorrà moltissimo tempo. Per il momento lo scenario sembra quello di un paesaggio lunare con  focolai di incendio non ancora domati. Non si sa quanti siano morti nel sonno e il 12 ottobre a Santa Rosa si era scatenato l’inferno, ormai per miglia e miglia si vedono solo scene  surreali.

Più si alza il fumo e più case saranno evacuate. Questo perché in base alla velocità del fuoco nelle zone urbane, almeno secondo i meteorologi, la situazione è assai precaria. Non si sa bene cosa intendano fare le autorità. Acqua e fuoco sono elementi naturali che da sempre hanno contribuito alla civiltà umana. Il danno economico si verifica quando uno dei due, più facilmente il fuoco, impazzisce e non c’è acqua a sufficienza per domare le fiamme. La superstrada 12 che porta fino a Sebastopoli era considerata una delle più scenografiche del mondo. Oggi gli alberi inceneriti formano un deprimente corridoio lungo le due corsie.

Da molto secoli gli incendi devastano la California e le riserve d’acqua sono a rischio. E comunque la California non ha acqua a sufficienza per domare gli incendi selvaggi. E se invece la storia fosse diversa? Se vi dicessimo che l’acqua c’è ma non viene tirata fuori  per preservare patrimoni privati miliardari? Cominciamo da quello che accade nella località di Lost Hills, che conta circa 22 mila abitanti e, a parte alcuni pochi negozi e una piscina comunale, non esiste altro.

Il primo motel si trova ad oltre due chilometri dal piccolo centro abitato. L’acqua viene venduta a peso d’oro dalle grandi autobotti che arrivano fino a Lost Hills. I produttori di riso lasciarono da parte il raccolto due anni fa come protesta per richiamare i diritti sull’acqua.

A Los Angeles il  prezzo dell’acqua rispetto a cinque anni fa è aumentato in modo paradossale. Un cartello affisso lungo una via di Bakersville recita “La nostra sete è un affare serio”. Ma proprio nelle zone aride dove  la penuria d’acqua era già una tragedia i coniugi  Lynda e Stewart Resnick alla fine degli anni ’50 gettando un base che oggi vale 5 miliardi di dollari.

Nel 1987, all’inizio della grande siccità, la coppia si accaparrò terreni a perdita d’occhio. L’impero ha subito vari scossoni negli ultimi anni. Ma fu Lynda ad essere abilissima nell’accaparrarsi tonnellate e tonnellate d’acqua in associazione con la Paramount e Kern Water Bank. Non si sa se sia stata veramente la siccità dell’estate scorsa ad accendere l’apocalisse. Comunque sono ormai anni ed anni che la California è afflitta da una macroscopica siccità. E nonostante ciò era arrivato l’ordine del Governatore Brown ovvero imporre un frazionamento dell’acqua anche se ciò significava far lievitare i prezzi di una risorsa tanto preziosa.

Non c’è pace neppure per i morti visto che a metà ottobre  il governatore Brown ha deciso che le cremazioni dei defunti vengono effettuate in base ad un nuovo procedimento detto “idrolosi alcalina” ritenuto meno lesivo per l’ambiente. Quello di preoccuparsi per l’ambiente mentre uno stato intero è avvolto dalle fiamme sembra tanto un escamotage di bassa lega per distogliere l’attenzione. D’altra parte, con il dovuto rispetto, i defunti non hanno fretta e possono prendersela comoda vista che la legge sull’idrolosi alcalina entrerà in vigore solo nel 2020.

E’ ormai del 1955 che i Resnick lanciano prodotti su mercato bizzarri come un’acqua minerale proveniente da Fidji che pare abbia proprietà miracolose. Dopo aver piantato arance e pompelmi fino ad arrivare al Texas hanno sfruttato altri beni naturali fino ad ammassare miliardi di dollari. Benché non tutti in America siano entusiasti ad esempio delle pastiglie al melograno contro il cancro alla prostata e altre simili diavolerie il marchio Resnick e la loro Compagnia Meravigliosa continua ad aumentare il fatturato.

Una ventina d’anni fa la coppia ormai non più giovanissima è riuscita ad accaparrarsi e stivare più acqua di  tutte le case e le aziende di Los Angeles messe assieme. Tijerina è una vecchia emigrata dal Messico che per anni e anni ha raccolto cotone nei campi per conto dei Resnick. Non c’entra nulla con la storia dell’acqua di Fidji e ai suoi occhi innocenti i padroni sembrano una coppia perfetta. Sa solo che per coltivare si deve avere a disposizione un sacco di acqua. Il concetto è banale ma non è colpa di Tijerina se i membri del Congresso hanno concesso  ai grandi capitalisti dI Wall Street il nulla osta per  appropriarsi di un elemento tanto prezioso.

Gli alberi di melograno ad esempio hanno bisogno di acqua per crescere e oggi i Resnick ne hanno a disposizione abbastanza per dissetare Los Angeles e dintorni  e tutta l’intera baia di San Francisco ma la usano soprattutto per produrre succo di melograno che, secondo la pubblicità, è in grado di “ingannare la morte” con le sue taumaturgiche proprietà. Anche la Nestlè è entrata nell’affare in associazione con la coppia miliardaria  e continua a pompare acqua dallo Strawberry Creek ormai da decenni. Fra il 2015 e il 2016 la multinazionale si è accaparrata 28 milioni di galloni di acqua con solo 524 dollari.

Lynda Resnick ha ormai la fama di essere la regina intoccabile della Central Valley. Il suo regno non ha subito danni a causa degli incendi ma la gente comune è stata invece travolta dalle fiamme senza neppure accorgersene. In uno stato dominato dal mito di Hollywood i Resnick sono i protagonisti perfetti. Sanno meglio di chiunque altro che la California è una regione devastata dalla siccità dove l’acqua è un bene prezioso.

A Saint Lucas non ne era rimasta neppure una sola goccia ma Lynda, nonostante i 72 anni suonati, era apparsa molto tranquilla con la consueta acconciatura piena di boccoli simile a quella che Shirley Temple sfoggiava a sei anni. Molti non ricordano che negli anni del Vietnam la signora passò un brutto momento per aver confidenzialmente  trasmesso documenti top secret al Pentagono ma le andò bene e, grazie a imbrogli vari, oggi possiede un impero incalcolabile. Non solo grazie alla coltivazione dei melograni e delle arance ma anche a quella di mandorli e pistacchi che richiedono cascate d’acqua per crescere.

Benché considerati prodotti minori della terra sviluppano comunque oggi un indotto superiore a quello dei vitigni. Grazie alla preziosa acqua che dovrebbe essere condivisa con tutti. Ma i Resnick sono entrati da tempo nelle stanze dei politici che contano e hanno una loro corsia preferenziale. Il  loro connubio con la politica si regge su una sola cosa: il denaro.

Tutta  l’acqua che si muove sottosuolo in realtà appartiene a tutti. Ma a Long Hills tutto quello che si agita nel sottosuolo è appartiene ai Resnick. La California dal 1850 è una terra di baroni e speculatori. Ma I Resnick  li battono tutti. Nella Central Valley gli immigrati ispanici raccolgono il 97%  dei prodotti della terra  ma vivono nella miseria più estrema. Hanno  diritto allo straordinario solo dopo dieci ore continuate di lavoro. Considerano i padroni buona gente.

Ferdinando è un contadino che viene dal Chiapas e si considera fortunato perchè i Resnick gli hanno dato anche i guanti per lavorare. Ma è vero che i salari sono da fame. L’acqua è stata privatizzata ma forse i contadini non lo sanno mentre si rendono conto perfettamente che i padroni non la condividono con loro. La favolosa magione dei Rosnick sembra il set di un film e l’acqua corre a fiumi e nell’ingresso spicca  una statua di Napoleone a grandezza naturale. 85 pozzi artificiali pompano tonnellate d’acqua.

Per i  lavoratori invece non c’è altra speranza che quella degli acquazzoni di dicembre che possono portare un po’ di sollievo alla siccità. Al quotidiano tormento della malnutrizione si aggiunge quello della sete. Come contentino i Resnick offrono corsi di ginnastica ai dipendenti che in realtà sono già in forma per via della penuria di cibo. Inutile aprire un rubinetto sperando che ne esca una sola goccia d’acqua. Tijerina era venuta dal Messico piena di speranze.

Dopo decenni di lavoro nei campi aspetta ancora che un  dio qualsiasi si ricordi che anche lei ha diritto all’acqua. Vickie Torba che di anni ne ha 94 è invece sicura che anche se sulla Central Valley dovessero aprirsi le cateratte dal cielo continuerà a soffrire la sete perché i Resnick e la Nestlè arriveranno prima.

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