Angelica Palli Bartolommei – Epiro e Tessaglia – Tessale valli, ove echeggiar s’udìo

Tessale valli, ove echeggiar s’udìo
L’inno di Riga, Epiro, oh tu, che il santo
Làbaro ergesti fra le rupi, ov’io
Sull’ali del pensiero errai cotanto;

Quando, lassa, darò l’ultimo addio
Ai miei cari, alla terra, al sole, al canto,
Liberi ancor voi non sarete: il rio
Giogo vi preme, e il tempo scorre intanto.

Sperai vicina la fulgente aurora
Di libertà; ma, oh Dio! su l’orizzonte
Folta, profonda, è la tenèbra ancora.

Ride l’Europa ai vostri danni, all’onte;
E mentre sull’altar la Croce adora,
L’armi in aita al Musulmano ha pronte.