Antonio Fogazzaro – Natale

Natale, dolce nome; tenero, insistente richiamo delle false immagini di bene, che andiamo seguendo, a Gesù, al Bene in cui solamente si quieta l’anima; tenero, insistente richiamo alla semplice fede della infanzia nostra, alla memoria dei cari che ne la insegnarono e son partiti, tranquilli in essa, fidando per essa di rivederci; tenero insistente richiamo al focolare presso cui meglio si ama, meglio si gode, e meglio, anche, si soffre; e richiamo alla pace, alla unione dei cuori nel Nome del Santo,
Non vi ha giorno che sia tutto un’aurora come il giorno di Natale. Se coloro che così non pensano avessero occhi per vedere e intelletto per intendere, conoscerebbero come il Natale di Cristo sia l’aurora della civiltà presente, di quella giustizia che forse professano di onorare e servire.
Andiamo nelle Chiese a pregare il Re della luce anche per essi, a chieder luce, luce, sempre maggior luce dalla stella in cui la sapienza orientale seppe leggere il disegno divino della Redenzione; luce sulle vie della Scienza, luce sulle vie dell’Arte, luce sulle vie di chi lavora per la giustizia, per la libertà, per la fraternità umana.