Dante Alighieri – La Divina Commedia – Canto II – Audiobook – MP3 – Lettura di Valerio Di Stefano

Dante, dopo aver trascorso una notte e un giorno tra la selva e il pendio del colle, verso sera inizia il suo viaggio nell’oltretomba. Sulla terra tutti riposano, solo Dante si appresta ad intraprendere un viaggio duro (la guerra) e forse superiore alle sue forze: si tratta infatti di un viaggio sì del cammino quindi fisico, ma anche de la pietade cioè spirituale (tutta la Divina Commedia viene infatti indicata come un percorso di conversione, attraverso l’espiazione graduale del peccato nell’Inferno, la purificazione nel Purgatorio e la beatificazione nel Paradiso). Il tutto verrà raccontato dalla mente che non erra cioè dalla memoria che si ricorda bene quello che ha visto.
La sera scende all’inizio del viaggio, illustrazione di Gustave Doré

Il secondo canto è il proemio alla cantica infernale e per questo Dante invoca le Muse per aiutarlo nel duro compito di riferire proprio senza errori tutto quello che è stato visto: qui si vedrà la nobiltà del suo ingegno di poeta e di uomo.

Questa riflessione sulla grandezza della sua mente provoca in Dante una riflessione sulla sua virtù: egli chiede al maestro di guardare s’ell’è possente, cioè all’altezza, prima di partire per l’alto passo (il difficile viaggio, più adatto al senso del canto piuttosto che riferito al difficile compito di riportare per iscritto quello che ha visto)

da: http://it.wikipedia.org/wiki/Inferno_-_Canto_secondo

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