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postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 19:16:42, in Bourne, linkato 46 volte)

For some years past a new edition of this work has been called for, but I was unwilling to allow a new edition to go forth with all the original faults of the work upon its head, and I have been too much engaged in the practical construction of steam ships and steam engines to find time for the thorough revision which I knew the work required. At length, however, I have sufficiently disengaged myself from these onerous pursuits to accomplish this necessary revision; and I now offer the work to the public, with the confidence that it will be found better deserving of the favorable acceptation and high praise it has already received. There are very few errors, either of fact or of inference, in the early editions, which I have had to correct; but there are many omissions which I have had to supply, and faults of arrangement and classification which I have had to rectify. I have also had to bring the information, which the work professes to afford, up to the present time, so as to comprehend the latest improvements. ...

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postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 17:24:40, in _FreeNews, linkato 55 volte)

Che l'incidenza delle tasse sull'economia italiana fosse tra le più alte all'interno della comunità europea è cosa nota a tutti. Di pubblico dominio è anche la notizia che la pressione fiscale sia sostenuta, nella sua quasi totalità, dai dipendenti pubblici e dai pensionati. ...

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postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 17:22:46, in _FreeNews, linkato 46 volte)

Per molte lingue minori è un funerale annunciato. La notizia viene da un gruppo di studio dell’Unesco che in questi anni ha monitorato le diversità linguistiche e culturali del mondo giungendo alla realizzazione di un “Atlante” di quelle lingue sulle quali incombe la minaccia di scomparsa. Ed anche la vecchia Europa segna punti in negativo con circa cinquanta idiomi in via di estinzione. ...

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postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 17:08:43, in Alfieri, linkato 35 volte)

Parmi, che senza viltá né arroganza, ad un re infelice e morto
io possa dedicare il mio Agide.

Questo re di Sparta ebbe con voi comune la morte, per giudizio
iniquo degli efori; come voi, per quello d'un ingiusto parlamento.
Ma quanto fu simile l'effetto, altrettanto diversa n'era la
cagione. Agide, col ristabilire l'uguaglianza e la libertá, volea
restituire a Sparta le sue virtú, e il suo splendore; quindi egli
pieno di gloria moriva, eterna di se lasciando la fama. Voi, col
tentare di rompere ogni limite all'autoritá vostra, falsamente il
privato vostro bene procacciarvi bramaste: nulla quindi rimane di
voi; e la sola inutile altrui compassione vi accompagnò nella
tomba.

EText-No. 31079
Title: Agide
Author: Alfieri, Vittorio, 1749-1803
Language: Italian
Link: 3/1/0/7/31079/31079-8.txt
Link: cache/epub/31079/pg31079.txt.utf8

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 17:06:31, in Rapisardi, linkato 41 volte)

Giù dai ghermiti scanni,
Razza maligna, inetta,
Che fra venali inganni
Pompeggiandoti abjetta,
Raccogli infami frutti
Dal disonor di tutti!

Ah! non bastò di questa
Patria incestare il seno?
La veneranda testa
Premer di giogo osceno?
Offrir nudo il materno
Fianco al barbaro scherno?

Ond'ella, a regnar nata,
Con tremulo ginocchio
Segue, putta spregiata,
Il tenebroso cocchio,
Su cui breve fortuna
Due manigoldi aduna.

Misera, e invan tu speri
Con civettar codardo
Da regj masnadieri
Impetrar tozzo o sguardo:
Ahi! con viltà e misfatti
Onta e miseria accatti,

E stragi. Oh desolati
Campi! Oh cori d'eroi
Nell'alta ombra gittati
Non da voi, non da voi,
Avide di rapine
Ferrigne orde abissine,

Anzi da te, nefando
Vecchio, che sol per cieca
Libidin di comando
L'italo onor con bieca
Mente fidando ai ladri.
Le fiche a Italia squadri.

EText-No. 27334
Title: Africa Orrenda
Author: Rapisardi, Mario, 1844-1912
Language: Italian
Link: 2/7/3/3/27334/27334-8.txt
 

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 17:02:17, in Vigoni, linkato 46 volte)

Il non saper vestire il racconto di quella eleganza e naturalezza che lo rendano simpatico al lettore, e divertendolo lo facciano quasi partecipare alle emozioni provate da chi le narra, mise sempre lo spauracchio della critica fra me e il desiderio di rendere di pubblica ragione le mie impressioni di viaggio.

EText-No. 27919
Title: Abissinia - Giornale di un viaggio
Author: Vigoni, Giuseppe, 1846-1914
Language: Italian
Link: 2/7/9/1/27919/27919-8.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 16:58:34, in AAVV, linkato 39 volte)

Miss Tabitha Pussycat was a quiet, sleek, old creature, and was so prim, that her friends called her an old maid; and some of them even said that she was an old cat, but they were the people who were not asked to her nice tea parties.

EText-No. 24117
Title: A Apple Pie and Other Nursery Tales
Author: Unknown
Language: English
Link: 2/4/1/1/24117/24117.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 06/03/2010 @ 16:55:20, in Bourget, linkato 24 volte)

Ha certos proverbios que, passando d'um paiz para outro, tomam uma physionomia tão differente, que bastaria uma tal variação para provar que os caracteres nacionais se conservam na realidade radicalmente distinctos e irreductiveis.

EText-No. 30161
Title: A agua profunda
Author: Bourget, Paul, 1852-1935
Language: Portuguese
Link: 3/0/1/6/30161/30161-8.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 04/02/2010 @ 17:06:06, in Anonymous, linkato 122 volte)

EText-No. 24384
Title: 365 Luncheon Dishes - A Luncheon Dish for Every Day in the Year
Author: Anonymous
Language: English
Link: 2/4/3/8/24384/24384-8.txt
Link: 2/4/3/8/24384/24384.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 04/02/2010 @ 17:05:14, in McGibeny, linkato 79 volte)

EText-No. 22781
Title: 32 Caliber
Author: McGibeny, Donald
Language: English
Link: 2/2/7/8/22781/22781-8.txt
Link: 2/2/7/8/22781/22781.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 04/02/2010 @ 17:04:40, in Crane, linkato 94 volte)

EText-No. 23659
Title: 21
Author: Crane, Frank, 1861-1928
Language: English
Link: 2/3/6/5/23659/23659-8.txt
Link: 2/3/6/5/23659/23659.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 04/02/2010 @ 17:03:56, in French, linkato 95 volte)

EText-No. 24538
Title: 1914
Author: French, John Denton Pinkstone, Earl of Ypres, 1852-1925
Language: English
Link: 2/4/5/3/24538/24538-8.txt
Link: 2/4/5/3/24538/24538.txt

 
postato da:  Valerio Di Stefano (del 04/02/2010 @ 17:02:53, in Forte, linkato 85 volte)

EText-No. 22678
Title: 13 Sonetos
Author: Forte, Arnaldo
Language: Portuguese
Link: 2/2/6/7/22678/22678-8.txt

 

Gran piacere ho preso dalla tua epistola: concedimi ch’io mi serva di questo modo di parlar comune, nè lo tirare a quel senso che lo tirano gli Stoici. Perchè con tutto che noi crediamo, che il piacer sia vizio, e sia anco così, non dimeno il solemo usare per dimostrare un allegro affetto dell’animo. ...

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Esorta pur l’amico tuo, che animosamente sprezzi questi che lo riprendono, che datosi all’ombra, et all’ozio, sia mancato all’onore, et alla dignità sua, e che abbia preferito la quiete a tutto quello, che averebbe potuto acquistar di più. Or faccia toccar con mani ogni giorno a questi tali con quanto suo utile egli si sia governato. Quelli, ai quali si porta invidia, non resteranno però d’andare innanzi: gli altri o che saranno dissipati, o che caderanno. ...

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Per dar principio al parlare dalle cose comuni, la primavera ha cominciato a mostrarsi; ma inclinando già verso l’estate, quando dovea far caldo, solamente ha cominciato ad intepidirsi. Nè però ancor gli si può credere, perchè spesso si converte in inverno: e se vuoi saper quanto sia instabile, basteti solamente questo, ch’io non mi fido ancora della sua freddezza, et ancor contrasto con la sua rigidezza. Questo, mi dirai, è non patir nè caldo, nè freddo. Così è, il mio Lucilio. Già a questa mia età basta pur troppo il freddo suo naturale, che appena si può riscaldare a mezza estate: di maniera che la maggior parte d’essa son forzato di passarla carco di vestimenti. Io ringrazio la vecchiezza che m’abbia piantato in questo letto: e perchè non la debbo ringraziare per questa cagione? ...

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Che tu sii spesso travagliato dal catarro, e da febbricciuole, che vengono per ordinario in conseguenza d’esso catarro fatto famigliare, mi rincresce tanto più, quanto io so per esperienza quel che sia questo male, che nel principio disprezzai. Potea già quell’età della gioventù sopportar quest’ingiurie, et esser poco obbediente all’infermità; ma crescendo poi di tempo fui sottomesso, e mi ridussi a tale, che mi distillavo tutto: dimaniera che estenuato quanto poteva essere, molte volte mi venne voglia di troncar lo stame della mia vita; ma la vecchiezza del mio troppo amorevol padre mi ritenne. ...

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Ti rincresce che Flacco Amico tuo sia morto; ma non vorrei però che tu te ne rammaricassi più del dovere. Io non ti dico già che non ti dogli di questa perdita, che appena avrei tanto ardire di richiedertene; e so ben che sarebbe il meglio. ...

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  Già cotesto amico tuo t’ha persuaso, ch’egli è un uomo da bene: ma avverti che un uomo da bene così presto non solo non si può fare, ma nè anco comprendere. Sai tu di qual uomo da bene ora io ti parli? Di quello, che vien compreso sotto questa seconda nota. Perocchè quell’altro forse, non altrimenti che una fenice, nasce ogni cinquecento anni una volta; nè ci dovrà maravigliare, che da così lungo intervallo si generino sì gran cose. Le mediocri e che volgarmente nascono, spesso son da Fortuna prodotte; ma le grandi sono con la rarità istessa commendate. ...

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  Lungamente ero stato assediato dall’indisposizione, quando di novo in un subito m’assalì. Di che sorte indisposizione, mi dirai. Ragionevolmente in vero me ne ricerchi, poichè non vi è male, ch’io non conosca per esperienza: non dimeno a uno particolarmente par ch’io sia dato in preda, e questo non so perchè me lo battezzi con nome Greco, perchè convenevolmente si può chiamar difficultà di respirare. Questo è un impeto assai breve, e simile a una procella, e dura intorno a un’ora; perciocchè chi è che lungamente stenti in mandar fuora il fiato? Io ho bonamente provato tutti gl’incomodi, e tutti gli pericoli che può aver un corpo umano; ma nessuno mi par che sia più fastidioso di questo. ...

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Oggi in un subito sono comparse da noi le navi Alessandrine, le quali si sogliono mandar innanzi a far intendere la venuta del restante dell’armata, e però le dimandano corsiere. Queste sono volentier vedute da quei di Terra di Lavoro: e la gente di Pozzuolo tutta corre all’alto per vederle, e dalla sorte di vele conosce le Alessandrine, ancorchè fussero tra mille navi. ...

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Dopo tanto tempo ho riveduto i tuoi luoghi Pompei; e nel rivedergli m’è tornato avanti gli occhi la mia giovanezza, e mi parea che mi fusse ancor lecito di fare tutto quel, che ivi nella gioventù facevo, e che pur jeri l’avessi fatto. Già noi avemo navigato questo mar della vita, Lucilio mio: e come a chi per mar va pare, al dir del nostro Virgilio,
Che fuggan via le terre e le cittadi; così nel corso di questo rapidissimo tempo avemo prima ascosa la puerizia, dipoi l’adolescenza, dipoi quel tempo ch’è in mezzo tra gli confini della gioventù, e della vecchiezza: et ora per l’ultimo ci si comincia a scoprire il comun fine della generazione umana.  ...

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L’Epistola tua m’è sommamente dilettata, e m’ha eccitato dal sonno, in ch’io ammarcivo, e ravvivato la memoria, che in me è già pigra e lenta. E perchè non devi tu credere, Lucilio mio, che un gran mezzo, et instrumento di pervenire alla vita beata sia il persuadersi che è un ben solo, e questo è quel che è onesto? ...

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  Io concorro nel tuo parere, che tu ti debbi ascondere nell’ozio; ma voglio che tu lo facci anco per modo, che l’ozio resti ascoso. Et ancorchè tu sappi di far questo non per precetto de’ Stoici, ma ad imitazion loro; tu devi anco farlo per precetto, perchè il ritirarti del tutto lo potrai far quando vorrai.  ...

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postato da:  Valerio Di Stefano (del 03/02/2010 @ 16:48:04, in Verga, linkato 71 volte)

 Matilde cercò cogli occhi la Santina, entrando nella bottega della sarta. Indi le si mise accanto, e disse piano: - Sai? Poldo piglia moglie -.
  Santina avvampò in viso; poi si fece smorta, e chinò la testa sul lavoro. Non disse nulla; non ci credeva; ma il cuore le si gonfiava di certi presentimenti che adesso le tornavano dinanzi agli occhi. Solo le tremava il labbro nel frenare le lagrime.
  Appena poté inventare un pretesto per uscire corse al Municipio, e lesse coi suoi occhi: «Leopoldo Bettoni con Ernestina Mirelli, agiata». Tornando in bottega, cogli occhi gonfi, si buscò una buona lavata di capo. ...

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