Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine dell’incontro con la Presidente della Repubblica di Malta, Marie Louise Coleiro Preca

Sono molto grato alla Presidente Coleiro Preca per l’accoglienza amichevole riservata a me e alla delegazione che mi accompagna.

Vorrei anch’io usare il termine adoperato dalla Presidente per le relazioni tra Malta e Italia: ‘speciali’. Sono davvero relazioni speciali per la storia, per i legami umani tra maltesi e italiani, per la sintonia tra le nostre istituzioni di governo, per la grande collaborazione che si esprime sotto tutti i profili. Ci siamo incontrati già più volte; si sono intensificati i contatti tra i nostri governi. Questo dà l’idea di come sia grande la sintonia tra Malta e Italia su tutte le principali questioni europee e internazionali. E oltre che sul piano politico la collaborazione tra Malta e Italia è grandissima ed eccellente sul piano economico. Vi sono molte imprese italiane che operano a Malta, vi è una grande collaborazione sotto questo profilo, come su quello energetico. La interconnessione elettrica e il gasdotto che sarà realizzato tra Malta e la Sicilia – e aggiungo anche la connessione elettrica progettata e che l’Italia appoggia tra Malta e Tunisia – creano un ulteriore motivo di interconnessione economica e energetica tra Malta e Italia.

Vi è la medesima sensibilità sul piano ambientale, con grande impegno di Malta e Italia per la difesa del clima nel mondo; la collaborazione è molto intensa ed eccellente sul piano militare; anche sul piano culturale, che è un piano altrettanto importante, che vede le nostre università impegnate in cooperazione e che vede, sul piano della ricerca, la stipula di un accordo di grande interesse per la ricerca tra l’Università de La Valletta e il CNR italiano.
Vi è una collaborazione tra la missione archeologica italiana e il museo di La Valletta. La grande collaborazione culturale manifesta la medesima sintonia che vi è tra maltesi e italiani su questo profilo.

Malta e Italia, come paesi che hanno come primo obiettivo la pace e la collaborazione internazionale, hanno anche la medesima visione dell’Unione europea e della sua integrazione. Questo si dispiega anzitutto sul piano del fenomeno migratorio, con una visione della solidarietà verso i paesi africani, ma all’interno dell’Unione con il richiamo all’esigenza che i Paesi europei siano tutti impegnati – e l’Unione come tale sia impegnata – per governare questo fenomeno.

L’Italia è riconoscente a Malta per aver accolto la sua quota di ricollocazione di migranti decisa dall’Unione europea. È avvenuto anche in altri Paesi, non è avvenuto in tutti i Paesi, dimostrando che l’Unione ha ancora bisogno di fare molta strada per acquisire il senso della solidarietà e del comune impegno su alcuni fronti, particolarmente su quello del fenomeno migratorio.
Malta e Italia hanno la medesima visione dell’Unione – e mi limito a questi due soli aspetti: migrazioni e dimensione sociale – hanno la convinzione che l’Unione europea debba recuperare e sviluppare in grande misura la sua dimensione sociale per riprendere fiducia dei suoi cittadini puntando alla crescita e alle prospettive per i giovani.

Vorrei esprime i complimenti alla Presidente Coleiro Preca per la scelta dei temi dell’incontro di domani e dopodomani per il gruppo dei Capi di Stato di Arraiolos: la dimensione sociale dell’Europa e la sicurezza nel Mediterraneo e del Mediterraneo. Mi riconosco pienamente nella scelta di questi temi, che sono centrali per le prospettive dell’Unione europea e per il suo ruolo nella comunità internazionale.
Ringrazio molto la Presidente per le sue parole. La sua accoglienza è la testimonianza della grande amicizia che lega Malta e Italia.

Domanda: quali sono i suoi punti di vista sulla collaborazione tra Paesi europei sulla questione della migrazione? Va rafforzata? E il suo punto di vista sulla situazione in Libia?

Presidente: ho già espresso qual è la posizione dell’Italia, che è comune a Malta, sul fenomeno migratorio. Dobbiamo assicurare dei canali legali di ingresso e un governo ordinato del fenomeno migratorio, che non è un fenomeno transitorio. La differenza demografica tra Europa e Africa è eloquente. Quello che non possiamo fare è consegnare le chiavi dell’ingresso in Europa ai trafficanti di essere umani. Per questo occorre stroncare quel traffico e garantire canali legali di ingresso che siano sostenibili dai Paesi dell’Unione europea, e naturalmente – ed è l’aspetto più importante – impegnarsi con forza (anche questo accomuna Malta e Italia) perché migliorano le condizioni nei Paesi da cui nascono e transitano i flussi migratori.
È quello che l’Unione europea ha compreso negli ultimi tempi, che sta conducendo a contatti collaborativi con paesi africani, che sta sperimentando in cinque paesi africani la collaborazione – vorrei anche dire in conformità con la proposta italiana del migration compact – per rendere migliori le condizioni in quei paesi. Perché questi due strumenti – un impegno che migliori le condizioni dei Paesi da cui nascono i flussi migratori e canali legali e ordinati d’ingresso – possono far sì che i cittadini europei vedano governato con ordine il processo del fenomeno migratorio.

È importante che tutti comprendano, come ha compreso la Commissione europea e diversi paesi dell’Unione, che il fenomeno migratorio non è soltanto un problema di Malta, dell’Italia o della Grecia, ma è un problema complessivo dell’Europa. Anche a questo riguardo l’Italia è molto impegnata e sollecita l’impegno dell’Europa per la stabilizzazione della Libia, e perché lì venga garantita dalla comunità internazionale e dalle agenzie dell’Onu una condizione dignitosa e accettabile dei campi profughi e perché, stabilizzandosi la situazione e recuperando autorità, le istituzioni di quel paese possano controllare il territorio stroncando il traffico di esseri umani che comporta sofferenze indicibili a coloro che vi si imbattono.

 

Tratto da www.quirinale.it.
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