#digitRoma Quanto vale una notizia?

Siamo giunti all’ultima tappa del percorso di presentazione del Modello Sociale per l’Editoria: riuscire a determinare con precisione e usando criteri di equanimità, per quanto possibile, quanto vale – realmente secondo il nostro modello – una notizia?

 

 

Questa la proposta: il valore della notizia, calcolato per i contenuti che vengono distribuiti online, dipende dal Capitale Sociale delle relazioni tra le persone che discutono intorno ad essa: maggiore è  la cura che il giornalista ha nel seguire il contenuto in tutto il suo ciclo di vita – spiegando meglio, moderando le conversazioni, producendo altri link, arricchendo magari lo scenario con nuovi argomenti- maggiore è il contributo di senso che anche i lettori riescono a dare ad essa nelle conversazioni, più alto  è il valore della notizia, intesa “tecnicamente” come contenuto.

 

 

La conversione in valuta di questo valore costituisce la somma da riconoscere alle parti in causa: all’editore/giornalista (il modello non nega che le due figure possano concidere: rispetto a questo aspetto esso è del tutto trasparente) e al lettore. Nel caso del lettore, più che di retribuzione, il Modello prevede un premio vincolato all’acquisto di altre notizie.

 

 

La questione centrale, quindi, diventa: come si può calcolare il valore economico di una notizia?

 

 

I passaggi contenuti nella proposta sono due:

 

a) Il primo prevede:  calcolare il Capitale Sociale accumulato in una conversazione su una notizia online;

 

b) Il secondo necessita  della conversione in valuta del Capitale Sociale risultante dal primo passaggio.

 

 

Per il calcolo del Capitale Sociale si è fatto ricorso ad un ampio parco di studi di sociologia: “Bowling alone but tweeting together: the evolution of human interaction in the social networking era” , uno studio di Angelo Antoci, Fabio Sabatini e Mauro Sodini, è quello che più di tutti lo ha influenzato. Per la traduzione in valuta il Modello contiene un “esercizio di geometria” per cui il Capitale Sociale calcolato viene usato come coefficiente moltiplicativo della quota del reddito pro capite destinata al benessere nel primo dei passaggi previsti da Maslow , quello del soddisfacimento del bisogno di conoscenza (che si ottiene con l’acquisto di un contenuto di qualità).

 

 

L’applicazione di questo modello per l’Editoria passa attraverso alcune proposte legislative. Anche su queste  abbiamo lavorato negli ultimi anni,  anzi, ci stiamo  ancora lavorando mentre leggete questo pezzo. Speriamo di essere in grado di potervele presentare, almeno in parte, nel corso di #digitRoma il prossimo 2 febbraio, intanto grazie per l’attenzione che ci avete concesso e se vorrete incontriamoci e parliamone in Fnsi. ;)

 

 

(Il contributo che avete appena finito di leggere è dello studioso di giornalismo e nostro associato  Marco Dal Pozzo )

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Tratto da: www.lsdi.it
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