Dino Campana – Oscar Wilde a San Miniato – O città fantastica piena di suoni sordi…

O città fantastica piena di suoni sordi…
Mentre sulle scalee lontano io salivo davanti
A te infuocata in linee lambenti di fuoco
Nella sera gravida, tra i cipressi.
Salivo con un’amica giovane grave
Che sacrificava dai primi anni
All’amore malinconico e suicida dell’uomo:
Ridevano giù per le scale
Ragazzi accaniti briachi di beffa
Sopra un circolo attorno ad un soldo invisibile.
Il fiume mostruoso luceva torpido come un serpente a squame;
Salivamo, essa oppressa e anelante,
Io cogli occhi rivolti alla funebre febbre incendiaria
Che bruciava te, o nero alberato naviglio
Nell’ultime febbri dei tempi o città:
Odore amaro d’alloro ventava sordo dall’alto
Attorno al bianco chiostro sepolcrale:
Ma bella come te battello bruciato tra l’alto
Soffio glorioso del ricordo, gridai o città,
O sogno sublime di tendere in fiamme
I corpi alla chimera non saziata
Amarissimo brivido funebre davanti all’incendio sordo lunare.