Dino Campana – Spada barbarica – Voi che rompete le onde della sera

Voi che rompete le onde della sera
Colla punta del piede, in sul balcone
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
O se avessi sirena
Una sol goccia del vostro sudore
Sulla lingua ardente, una sol goccia.
Ma la vostra fronte marmorea
Ma il vostro taglio scarlatto
Mi irridono metallici
Vergine inacessibile una goccia…
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Idolo, nel mio sangue di cristiano
Io sento la vertigine colare
Idolo, il fuoco della distruzione
Mi prende. Sulla vostra testa mozza
Idolo il vostro sangue pagano
Paradisiaco sangue io beverò
Il vostro sangue magnifico e aborrito
Il vostro sangue dolce e soffocante
Il vostro sangue che odora di muschio
Il vostro sangue tappeto regale
Dove si smorza il passo della vita
Gocciolerà lampeggiante
Stilla di verità eterna
Clessidra degli eroi e degli dei.

Ho una lama lucente
Che vince lo splendore dei vostri occhi,
Che fredda vorace vuol spegnere
Il suo splendore nella gola vostra
E ritornarsene vittoriosa
Di un trofeo di rossi diamanti
Di rossi diamanti che corrono
Su per il filo terribile folgoranti
E passano come meteora
E cadono silenziosamente
Nel grembo della terra genitrice
Oh che il tuo corpo mi versi
O donna le sue primavere
Più dolci in un fiotto che grava
Lambente i miei piedi severi
Con un tardo singhiozzo soffocato
Con un tardo singhiozzo soffocato:
Ed io camminerò sopra il tappeto
Rosso e movente, come un re in esilio
In un sogno di regno sopra i cieli.