Emma Perodi – Il principe della Marsiliana

Dinanzi all’osteria di Muzio Scevola, in Trastevere, sventolavano un sabato sera le bandiere tricolori e quelle gialle a rosse del Comune di Roma, e dalle finestre delle casupole vicine pendevano tralci di lauro, ai quali erano appesi i lampioncini di più colori, pronti per la illuminazione. Sopra la porta dell’osteria vi era il ritratto di Garibaldi, circondato pure di lauro, e intorno a quello erano disposte le candele infilate nelle punte di ferro.

Sulla piazzetta davanti all’osteria stavano molti uomini aggruppati a capannelli e discutevano vivamente; alcuni appartenevano alla classe dei bottegai e portavano le catene d’oro pesanti attaccate ai primi bottoni della sottoveste, il corno di corallo penzoloni e le cravatte vistose; altri invece appartenevano al ceto dei cittadini, e la maggior parte al popolo minuto.{2}

I cittadini, che erano in minor numero, andavano da un gruppo all’altro e posavano familiarmente la mano sulle spalle dei popolani.

A un tratto, nel veder scendere da una botte un giovinotto sbarbato e vestito correttamente di saia turchina, tutte le conversazioni cessarono, i capannelli si scomposero e la folla si spinse verso di lui.

Il giovinotto distribuiva strette di mano a tutti, salutando ciascuno per nome.

—Signor Rosati!—dicevano le persone aggruppate intorno a lui rispondendo al saluto.

—Come va? Che mi dite di nuovo?—domandava Fabio Rosati, rivolgendo uno sguardo d’intesa a tre o quattro cui la folla popolana pareva ubbidire.

—In Borgo si può contare su cinquecento voti, non più,—disse il Simonetti, un omaccione grasso, che aveva bottega d’orzarolo vicino a piazza Rusticucci e godeva di molta popolarità fra i liberali di quel rione.

—E dalle parti vostre come si sta?—domandava Fabio Rosati a Scortichino, il ricco oste di San Francesco a Ripa.

—Benone, sor Fabio mio. Ieri sera avevo l’osteria piena di gente e dopo che ebbi parlato, {3}come so parlar io, non fo per vantarmi, sa, e ebbi detto che bevessero pure senza pensare al conto, tutti convennero che era meglio votare per Sua Eccellenza, che almeno aveva dato prova d’essere liberale in Campidoglio, piuttosto che per quel clericalone del de Petriis, che non ha mai fatto altro che portare la mantellina dei fratelloni dell’Angelo Custode, impiastricciare i cocci, e imbrogliare i forestieri.

—Bravo Scortichino!—disse il Rosati con fare di protezione battendo sulla spalla al ricco oste.—E qui che notizie ci sono?—domandò a un uomo alto con una lunga barba e due occhi mansueti come quelli di un agnello.

EText-No. 17035
Title: Il Principe della Marsiliana – Romanzo romano
Author: Perodi, Emma, 1850-1918
Language: Italian
Link: 1/7/0/3/17035/17035-h/17035-h.htm

EText-No. 17035
Title: Il Principe della Marsiliana – Romanzo romano
Author: Perodi, Emma, 1850-1918
Language: Italian
Link: 1/7/0/3/17035/17035-8.txt

EText-No. 17035
Title: Il Principe della Marsiliana – Romanzo romano
Author: Perodi, Emma, 1850-1918
Language: Italian
Link: 1/7/0/3/17035/17035-h.zip

EText-No. 17035
Title: Il Principe della Marsiliana – Romanzo romano
Author: Perodi, Emma, 1850-1918
Language: Italian
Link: 1/7/0/3/17035/17035-8.zip

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