Federigo Tozzi – Giovani e altre novelle – PDF – Edizione Liber Liber

Marta e Gertrude avevano la porta allo stesso pianerottolo buio; e la gente sbagliava sempre.
Marta era vedova da dieci anni, e Gertrude zitella con i capelli grigi. Stavano lì fin quasi da ragazze; ma si facevano visita soltanto le feste solenni, e poi nessuna di loro entrava più nella casa dell’altra. Anche queste visite erano brevi quanto bastava a parlare del tempo e della salute, e avvenivano la mattina dopo la messa e prima che cominciassero a preparare il pranzo.
Marta diceva:
“Mi son comprate queste stringhe per le scarpe”.
“Io avevo bisogno di una sottana meno sporca.”
“Speriamo che l’anno novo passi meglio!”
“Speriamo!”
“A rivederla: io non le do più fastidio.”
“Poso il libro delle preghiere e vengo a trovare lei.”
“Vedrà: la mia casa è ancora in disordine.”
E si lasciavano.
Dopo un quarto d’ora, Gertrude suonava il campanello alla porta di Marta; la quale, aspettandola come un fastidio, correva subito ad aprire:
“Entri.”
“No, no; è meglio che non perdiamo tempo. Tutte e due abbiamo da fare.”
“Ha ragione. Come sta di salute?”
“I soliti dolori alle ginocchia, specialmente la sera. E lei?”
“Io non vedo l’ora di morire. Non posso dir altro.”
“Speriamo che Dio ci assista, come ha fatto sempre.”
“Speriamo.”
“A rivederla, signora Marta. Mi sono trattenuta anche più di quel che lei da me.”
“Non importa!Non importa! Anzi, mi ha fatto piacere.”
E né meno questa volta si davano la mano; sorridendosi, allegre.
E siccome le loro camere avevano un muro a comune, quando l’una capiva quel che faceva l’altra, allora procurava di muoversi più piano perché l’altra non sentisse lo stesso. Qualche volta capitava che, per scansare una sedia o il letto, cozzavano nello stesso tempo, e quasi nello stesso punto, la parete. E allora si fermavano ambedue, aspettando un poco.
Solo una notte, in tanto tempo, dopo essere state destate da una scossa di terremoto, si chiamarono; senza alzarsi, però:
“Signora Marta!”.
“Signora Gertrude!”
“Ha avuto paura?”
“Piuttosto!”
“Anch’io.”
E non vollero dirsi altro. La mattina evitarono d’incontrarsi per le scale.

da: www.liberliber.it

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