Francesco da Barberino – La bella e la savia

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NO Cavaliere di Normandia, ch’ebbe nome messer Oddo, avea due sue figliuole: l’una ebbe nome Margarita, e l’altra Joanna. La prima fu la più bella donzella del paese; la seconda fue la più savia, ma non sì bella. E la prima era di convenevole savere, ma tanto la vincea il diletto di farsi vedere, che di senno pregiata non era. Pensava il padre di maritar prima la savia; immaginando che dall’altra non gli potesse fallar maritaggio. Non avea luogo, perocché tutti attendeano, e trattavano della più bella. La savia sentìo questo modo che tenea il padre, e andò un dì a lui, e in segreto gli disse queste parole: Padre mio, voi savete che la Margarita nacque prima di me ed è più bella, e più degna, e più desiderosa d’aver marito. E forse a ritener lei è periglio maggiore di me; ed io so bene la ragione perché voi attendete a cacciarmi di casa prima di lei, e per queste cose io dico: ch’io non entendo a marito, e per avventura se voi promettessi per me, io non consentirei in alcun modo, e specialmente prima che la Margarita sia allogata. Dicea il padre: Io lo faccio per altro che per lo tuo senno; io spero trovar di te miglior maritaggio, e fatto buon cominciamento avrò di tua sorella miglior condizione. Rispose la savia: Lo mondo non è oggi acconcio a voler piuttosto la savia, che la bella. Ponian che io la più savia fossi; ma voi mi credete velar gli occhi in questa maniera; fate come vi piace, voi m’avete intesa. Sovra queste parole stando, venne dentro la bella, e quasi piangendo disse al padre: Voi trattate tutto di maritare la Joanna, ed ella tuttora ve ne lusinga; ma io v’imprometto, che se voi la maritate prima di me, ch’io me n’andrò col primo cavaliere che mi vorrà. La savia non risponde: il padre dice: Facciamo le sorte chi dee andare innanzi. La bella non vuole esser primiera. Diceale il padre: O se la tua ventura non va bene, che sarà? Dicea la bella: Sarà che porrà, purch’io abbia marito; ch’io sono entrata ne’ quindici anni, e la Joanna ne’ tredici. Ancora le dice il padre: Tu se’ matta, ed hai suspetta questa tua sorella di ciò ch’ella priega il contrario. Dice la bella: Ciò non credo io, se non perché voi il dite. Ancor per tutto questo la savia non parla. Partonsi dalle parole. Il padre turbato si muove, e va sovra ira, e marita la bella a uno Scudiere, bello della persona, il quale non pensava d’altro, che d’acconciarsi e di pulirsi, ed in tutte le altre cose non valea un bisante. E compiuto il fatto, quanto al trattato, e la promessa, tornò la sera in casa, ed ebbe questa Margarita, e disse: Or ecco io ho maritata la Joanna al cotale Scudiere; omai mariterò te al primo che m’avverrà. Allora ella, credendo che dicesse da vero, cominciò a piangere, e disse che ucciderebbe la sorella, s’ella il togliesse, e giunse, più ch’ello era stato suo amadore lungo tempo. Allora il padre andò alla savia, e dissele tutta la verità ed ordinò ch’ella andasse all’altra, e dicessele: Vuoressi tu accambiare la tua ventura alla mia, e tu abbi costui, ed io arò quello che porrà venire? E così fu fatto. Rispose la bella: Piacemi. Allor venne il padre. La dote di costei era livre cento di tornesi, e la tua saria stata mille. Dice la bella: Non curo di dote: io pur non ci ramarrò di dietro. Per questo modo la savia ingannò la bella, che l’altro dì, compiuto il maritaggio non era Cavaliere nel paese, che la bella volesse vedere per disdegno del marito. Ora si rimane la savia col padre; e ‘l padre, veggendo che sovra ira avea male anogata la prima, cominciò a gittare ogni colpa sovra la savia, ed aveala forte in odio, e disse a lei: Certo tu non averai giammai marito da me. Rispondea la savia: Di ciò son contenta. E così passò anni dieci. Poi finalmente il padre, il quale avea sovra ira fatto rifiutare il retaggio alla prima, morì in una battaglia. Succedette alla savia tutte sue castella e terre; poi infra un anno il fratello del Duca, ch’era allora in Normandia, che non avea terra, la tolse per donna, al quale poi infra tre anni, morto il Duca senz’alcun’altra reda, che questo marito della savia, e a lui ricadde il retaggio; onde è fatta, da figlia di Cavaliere da scudo, Duchessa, e sono sotto lei tutte quelle del ducato insieme colla sorella e col marito. Di ciò ha sì grande sdegno la bella, che non venia a corte; ma finalmente il Duca fa questa pace; ma pur la savia sta in sedia ducale, e la bella in sul tappeto coll’altre.