Francesco da Barberino – L’indemoniata

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NA si mostrava indemoniata, ed era molto bella, e i suoi capelli avea molto cari, e certo di ciò non mi maraviglio, che molto gli avea belli. Durò gran tempo, e il padre e madre non n’aveano più, e tutto di piangeano; e scongiuri ed altre cose aveano fatte assai, e non valea. Andovvi uno mio caro amico in compagnia d’uno suo cugino, vide sua maniera, ed ebbe conosciuta sua mattezza. Pensò di guarilla: trassesi in parte col padre, e dissegli il vero. Accordossi col padre e colla madre di fare ogni vista che potesse, non venendo ai fatti, perocché troppo n’erano teneri. Acciocché facesse loro vedere che dicea vero, tenne questa via in presenza di loro due, e di lei, e di me. Disse: Questi diavoli, che costei ha in corpo sono di sì fatta generazione, che non andranno se non per fuoco: fatemi portare una conca grande di fuoco, e uno ferro sottile, e leghiamo lei in su questo desco,e col ferro caldo le foriamo la testa. Dissi io: El ci sana forse rischio. Diss’ello: Senza rischio non è mai, forse, che campa, e s’ella campa, ella si è guarita. Disse il padre: Io la voglio anzi in questo rischio, che vederla così fatta. E ella pure cinguettava, e mostrava di non intenderci. Disse l’amico mio: Legatela. Fue presa e legata a forza. Disse ello: Per veder meglio come noi dobbiamo fare, e per meglio sanare la piaga portatemi le forbici, ed intanto ch’el ferro si scalda tondialle i capelli. Immantanente che questa parola fue detta, ed ella chiamò la madre, e disse: Io mi sento per questo legare e per questo fuoco tutta mutata; forse che li diavoli hanno paura. A questo dicemo noi: Ora è buono andare dietro alla medicina: allora pigliò il padre le trecce, e disse: Taglia; e a questo ella disse alla madre in segreto: Non vi bisogna, che io sono guarita.