Gaspara Stampa – Purga, Signor, omai l’interno affetto

Purga, Signor, omai l’interno affetto
de la mia coscienzia, sì ch’io miri
solo in te, te solo ami, te sospiri,
mio glorioso, eterno e vero obietto.
Sgombra con la tua grazia dal mio petto
tutt’altre voglie e tutt’altri disiri;
e le cure d’amor tante e i sospiri,
che m’accompagnan dietro al van diletto.
La bellezza ch’io amo è de le rare
che mai facesti; ma poi ch’è terrena,
a quella del tuo regno non è pare.
Tu per dritto sentier là su mi mena,
ove per tempo non si può cangiare
l’eterna vita in torbida, e serena.