Giovanni Pascoli – I due cugini

I

Si amavano i bimbi cugini
Pareva, un incontro di loro,
l’ incontro di due lucherini:

volavano. Nell’ abbracciarsi
i tòcchi cadevano, e l’oro
mescevano i riccioli sparsi.

Poi l’uno appassì come rosa
che in boccio appassisce nell’orto;
ma l’altra la piccola sposa

rimase del piccolo morto.

II

Tu piccola sposa, crescesti:
man mano intrecciavi i capelli,
man mano allungavi le vesti.

Crescevi sott’occhi che negano
ancora; ed i petali snelli
cadevano: il fiore già lega.

Ma l’altro non crebbe. Dal mite
suo cuore, ora, senza perché,
fioriscono le margherite

e i non ti scordare di me.

III

Ma tu . . . ma tu l’ami. Lo vedi,
lo chiami. La senti da lunge
la fretta dei taciti piedi . . .

Tu l’ami, egli t’ama tuttora;
ma egli col capo non giunge
al seno tuo nuovo, che ignora.

Egli esita: avanti la pura
tua fronte ricinta d’un nimbo,
piangendo l’antica sventura

tentenna il suo capo di bimbo.