Gonella degli Anterminelli, Pensavati non fare indivinero

Pensavati non fare indivinero,
si com’ tu fa’ me, che vòi che si sprima
per aventura, e non per maestero,
lo tuo risposo, e t’ange ch’io ‘l riprima,
poi ch’eo sperava non esser fallero
tal senno che si dice che sublima.
Chi bene intende, pò dar di leg[g]ero
risposa tal che per lui si diprima.
Ingegno aiuta l’arte, e ciò dicido,
unde Natura apprende affinamento:
folle fòra chi quer rasone e salla.
Ma·ssai che quero, e sovente mi strido?
ver’ arte und’è che non ha ‘prendimento:
acel di monte pelle equo di stalla.