Guelfo Taviani – Pensando come tuoi sermoni adatte

Pensando come tuoi sermoni adatte,
la repugnanza è tanta, ch’è uno scorno:
lo cavalier t’ha scoperto falorno,
ove gli occhi fermaste, onde t’imbratte.
Or vedi come lo tuo core appiatte,
che per madonna Teccia hai preso il torno:
or par che torni falso d’altro corno,
che poscia di dimor[a] no è detratto.
In altro t’infrasca poi ch’ami ad arte;
ché ben conosce Amor i pensier tui,
ed in tal guisa, ché già mai non pui
frutte aver, ché Amor guarda fra cui
sue belle gioie degnamente parte:
no ‘ncontra a quei che li usan false carte.