Guido Guinizzelli – Donna, lo fino amore

Donna, lo fino amore
m’ha tutto sì compreso
che tutto son donato a voi amare;
non pò pensar lo core
altro che amore acceso,
e come meglio vi si possa dare;
e certo lo gioioso cominzare
isforza l’amorosa mia natura,
ond’io mi credo assai magnificato,
e ‘nfra gli amanti in gran gioi coronato.
Eo porto alta corona,
poi ch’eo vi son servente,
a cui m’assembra alto regnar servire,
sì alta gioi mi dona
a voi stare ubidiente;
prégone voi che’l degniate gradire.
E vero certamente credo dire
che ‘nfra le donne voi siete sovrana
di ogni grazia e di virtù compita,
per cui morir d’amor mi saria vita.
Se lingua ciascun membro
del corpo si facesse,
vostre bellezze non porian contare;
ad ogni gioi v’assembro
che dicer si potesse,
Cio avete bel, che si puo divisare:
molto ci ha bel]e donne e d’alto affare,
voi soprastate come il ciel la terra,
ché meglio vale aver di voi speranza,
che d’altre donne aver ferma certanza.
Ancor che sia gravezza
lo tormento d’amore,
ma ciò ch’abbo d’amor m’assembra bene;
e nulla crudelezza
pòte pensar lo core
che aveste, donna, ‘n voi, che non s’avvene.
Gioco e sollazzo me sostene in pene,
sperando ch’avvenir può la gran gioia.
Meglio mi sa per voi mal sostenere,
che compimento d’altra gioia avere.
Madonna, il mio penare
per fino amor gradisco,
pensando ch’è in voi grande conoscenza;