Guittone d’Arezzo, Guido conte Novello, se om da pare

Guido conte Novello, se om da pare
ingiurie porta magne in pace, è manto;
ma via più troppo, se da suo menore;
e molto avante, ben de mal rendendo.
E dea tal mai chi prende ingiuriare,
o non bono alcun fare a bono tanto?
Villan troppo è maggio a chi maggiore
no studiar molto a bon bon respondendo;
e quanto più de ben rendere male!
E se da om omo anta
e tale, da Dio più quant’ha?
Quanto e’ meglio è, maggio
laid’è laidir l’oltraggio.
Dio donque, re dei rei, bon di bon quale?
Voi tenuto maggio intra i maggiori
e non più grande che discreto e retto,
meritando e grazendo ov’è non merto,
serete solo in Dio donque indescreto?
Tutte descrezion, tutti valori
per vili, vani e per ontosi metto
de chi non bon lui, bono tanto esperto;
e chi lui bono, e’ ha bon quanto dea queto.
Laido laidisce tutto e, più, bello. Guardate,
mercé, donque a non laidire,
e gradite grazire
le grazie e i piacer soi,
almen quanto gli altroi;
e, poi vol voi, mercé, non lui scifate.
Bono havi fatto e molto, e fa megli’ora,
ché lo migliore in bono de bono amore
v’ha sementato in core.
Mercé, ben lo coltate,
ma se non lo locate,
tanti averà contrari, temo mora.