Guittone d’Arezzo, Pietà di me, per Dio, vi prenda, Amore

Pietà di me, per Dio, vi prenda, Amore,
poi sì m’avete forte innaverato;
da me parte la vita a gran dolore,
se per tempo da voi non sono atato,
ch’altri de me guerir non ha valore;
como quello che ‘l tiro ha ‘nvenenato,
che ‘n esso è lo veneno e le dolciore.
E voi, amor, sì aveteme mostrato
che tanto de dolzor meve donate,
ch’amorti lo venen sì non m’auzida,
perch’eo mi renda in vostra podestate.
E la merzé, ch’ognor per me si grida,
de dolze e de pietosa umilitate,
piacciavi l’orgoglio vostro conquida.