Guittone d’Arezzo, Spietata donna e fera, ora te prenda

Spietata donna e fera, ora te prenda
di me cordoglio, poi morir mi vedi;
che tanta pietà di te discenda,
che ‘n alcuna misura meve fidi.
Che lo tuo fero orgolio no m’offenda
s’eo ti riguardo, ché con el m’aucidi,
e la tua cera allegra me si renda
sol una fiata e molto mi provedi,
en guiderdon di tutto meo servire,
ché lo tuo sguartio in guerigion mi pone,
e lo pur disdegnar fami perire.
Or mira qual t’è più reprensione:
o desdegnar, per fare me morire,
o guardar, perch’eo torni a guerigione.