IL RE MELIADUS E IL CAVALIERE SENZA PAURA Del buon Re Melladus e del Cavaliere sanza paura.

I
L buono Re Meliadus e ‘l Cavaliere Sanza Paura si erano nemici mortali in campo. Andando un giorno questo Cavaliere Sanza Paura a guisa d’errante Cavaliere discognosciutamente, trovò suoi sergenti che molto l’amavano, ma nollo conoscevano. E dissero: dinne, Cavaliere errante, per onore di Cavalleria, qual’è miglior Cavaliere tra il buon Cavalier Sanza Paura o ‘l buon Re Meliadus? E ‘l Cavalier rispose: se Dio mi dea buona ventura, lo Re Meliadus è lo miglior Cavaliere che in sella cavalchi. Allora li sergenti, che voleano male al Re Meliadus per amore di loro Signore, si sorpresero questo lor Signore a tradigione, e così armato lo levaro da destriero e miserolo a traverso d’uno ronzino e diccano comunemente che ‘l voleano impendere. Tenendo lor cammino, trovaro il Re Meliadus. Trovarolo a guisa di cavaliere errante, ch’andava a uno torneamento, e domandò i vassalli perch’elli menavano quello Cavalier così villanamente. Et elli risposero: Messer, però ch’elli ha bene morte servita; e se voi il sapeste, voi il menareste più tosto di noi. Addomandatelo di suo misfatto. Il Re Meliadus si trasse avanti, e disse: Cavaliere, che hai tu misfatto a costoro che ti menano così laidamente? E ‘l Cavaliere rispose: niuna cosa; né misfatto ho fatto loro se non ch’io volea mettere il vero innanti. Disse Il Re Meliadus: ciò non può essere. Contatemi più vostro misfatto. Et elli rispose: Sire, volentieri. Io sì tenea mio cammino a guisa d’errante Cavaliere; trovai questi sergenti, e que’ mi domandaro per la vertà di Cavalleria che io dicessi qual fosse miglior Cavaliere tra ‘l buono re Meliadus o ‘l Cavalier Sanza Paura. E io, siccome io dissi prima, per mettere il vero avanti, dissi che ‘l Re Meliadus era migliore, e nol dissi se non per verità dire, ancora che ‘l re Meliadus sia mio mortal nemico e mortalmente il disamo. Io non volea mentire. Altro non ho misfatto. E però subitamente mi fanno onta. Allora il Re Meliadus cominciò ad abbattere i servi, e fecelo sciogliere, e donolli un ricco destriere co’ la insegna sua coperta, e pregollo che non la levasse insino a suo ostello: e partitosi, e ciascuno andò a suo cammino. Il Re Meliadus e sergenti e ‘l Cavaliere giunsero la sera all’ostello. Levò la coverta della sella. Trovò l’arme del Re Meliadus che li avea fatta sì bella diliberanza, e donolli, et era suo mortal nemico.