Inter, prove di resurrezione

di Fabrizio Casari

Giocando la sua migliore partita di questa stagione, l’Inter ha battuto per 3 a 2 la Sampdoria e, per 24 ore almeno, è capolista del torneo. Non succedeva dal girone di andata di due anni fa, con Mancini sulla panchina nerazzurra. Quella di ieri è stata una partita dominata, dove due pali e una traversa, oltre ai tre gol, hanno dimostrato una spinta offensiva fortissima, mitigata anche da almeno tre fondamentali parate del portiere della Samp, Puggioni.

Sebbene l’Inter abbia dominato il match, la Sampdoria non ha però mai mollato. Offrendo un gioco di qualità, conseguenza di una guida tecnica di prim’ordine come quella di Gianpaolo, nei primi 10 minuti del primo tempo e negli ultimi 15 della partita ha messo in difficoltà i nerazzurri, nel finale apparsi stanchi. Ma la sesta posizione in classifica appare più che meritata, non certo prodotto del caso o della fortuna.

La squadra di Spalletti, da parte sua, sembra ogni partita più convinta dei propri mezzi e più matura nell’approccio alla gara, ha confermato quello che sembra ormai un marchio di fabbrica: squadra stretta nelle linee e corta tra i reparti, capace di chiudere ogni spazio al fraseggio in fase difensiva e ripartire. Ancora non lo fa con la velocità necessaria ed usa due o tre passaggi di troppo, ma è comunque letale, avendo in Icardi, Perisic e Candreva tre terminali di grande efficacia.

Ma è presto per lanciare segnali di eccessivo ottimismo. Atteso che carattere e forza fisica, umore generale e coesione sono certamente inedite se paragonate alla squadra post-triplete, le insidie non mancano. Perché sebbene non debba disputare le coppe, l’Inter ha una rosa striminzita, ridotta all’osso, in particolare a centrocampo. E’ bastato un infortunio a Brozovic per privare Spalletti della possibilità di ruotare gli interpreti. Giocare con un centrocampo dove un infortunio, un calo di forma o un squalifica rischiano di far saltare l’equilibrio del reparto obbliga alla prudenza.

Per quanto riguarda i giocatori, i nerazzurri soffrono un rendimento ancora sotto le attese da parte di Joao Mario, mentre Vecino si rivela una felice sorpresa solo per chi non ne conosceva il valore. Dal canto suo, Borja Valero dimostra anche con l’Inter la classe e la padronanza del centrocampo che aveva mostrato a Firenze. In questo senso, aver acquistato entrambi, abituati a giocare insieme, è stata certamente un buona idea.

In difesa serve il tempo necessario per inserire Cancelo e Dalbert in un campionato come quello italiano che non prevede laterali unicamente offensivi. Non c’è emergenza, però: Spalletti ha letteralmente rigenerato D’Ambrosio e Nagatomo, che giocano con un rendimento alto. Per non parlare di Skriniar, che rappresenta la sorpresa maggiore del campionato: fortissimo nell’uno contro uno e sebbene abbia un fisico spaventoso, gioca pulito, prova ne sia la sostanziale assenza di cartellini gialli o rossi in un ruolo dove la sanzione arbitrali sono quasi scontate. Miranda appare l’unico con un rendimento inferiore a quello passato, ma è comunque un valore assoluto, autentico ministro della Difesa nerazzurro.

In attacco otre al fenomenale Icardi, capace di cambiare il risultato di ogni partita, autentico incubo per ogni difesa, Perisic è ancora alla ricerca della forma migliore mentre Candreva è in crescita e duetta perfettamente con D’Ambrosio sulla fascia, cosa utile anche in chiave di nazionale italiana. C’è semmai la necessità di inserire con maggiore minutaggio Eder, che rischia di sentirsi ai margini del progetto.

Sono tutti aspetti che Spalletti proverà a incanalare nel verso giusto. La sua mano è già evidente e tutto lascia credere che un opportuno intervento di ottimizzazione nel mercato di Gennaio potrebbe indirizzare la stagione verso l’obiettivo atteso, ovvero classificarsi in zona Chamions League. Intanto, con solo la Juve e la Lazio ancora da affrontare, i nerazzurri sono primi anche se solo per un giorno. Dieci partite vinte e una pareggiate, mai battuta. C’è da che essere soddisfatti, in Italia e in Cina.

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