Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Humanitas University

Una breve riflessione, con il permesso del Rettore e del Presidente Rocca, che saluto cordialmente. Un saluto anche al Presidente della Regione, al Sottosegretario Boschi, al Ministro Calenda, ai Sindaci di Rozzano e di Pieve Emanuele, al Sindaco di Milano che ci ha presentato riflessioni di grande interesse.

Un saluto cordiale a tutti, particolarmente alle componenti dell’Università: i docenti, gli studenti e il personale amministrativo e tecnico.

In quest’occasione così importante di apertura dell’anno accademico e di avvio della vita del campus, che sarà anche punto d’incontro tra la clinica, l’insegnamento e la ricerca, i protagonisti di queste tre attività saranno accomunati da riflessioni, incontri e frequentazioni, e questo alimenterà la loro formazione e stimolerà il confronto fra di loro.

Del resto, tra clinica e insegnamento da un lato, e ricerca dall’altro, vi è un rapporto di inseparabilità assoluta: la ricerca alimenta insegnamento e clinica che, a loro volta, sollecitano ricerca. Quello del campus sarà un altro passo avanti nel ritmo veloce di Humanitas. Venti anni sono pochi. Humanitas ha superato l’ostacolo del tempo, realizzando in così breve tempo un centro di eccellenza di straordinario valore; ha superato anche l’ostacolo dello spazio, raffigurato della dimensione internazionale che lo contrassegna, dal collegamento operativo, concreto con tanti altri centri nel mondo, in diversi continenti, e dalla presenza di ricercatori e studenti di varie nazionalità e cultura.

Aver superato gli ostacoli del tempo e dello spazio è il segno del nostro tempo, di quello che è necessario fare sempre di più. Ma è stato superato anche un altro ostacolo che è quello del confine del rapporto tra pubblico e privato, indicando una formula di grande successo. Tutto questo rende l’attività che qui si svolge di grande importanza per il nostro Paese.

La ricerca è il punto di maggiore sottolineatura che vorrei fare. La ricerca accompagna la storia, la nostra vita. I frutti della ricerca sul fronte della medicina – ma su qualunque altro fronte della convivenza – hanno modificato e modificano continuamente le condizioni di vita. Ogni anno la ricerca va alla caccia dell’ignoto, ne conquista un segmento e stimola ulteriori passi in avanti.

Tutti possiamo ben vedere, volgendo lo sguardo anche soltanto a qualche decennio passato – e per le persone della mia età questo è facile farlo attraverso i ricordi personali – quanto la ricerca abbia migliorato le condizioni di vita.

Basterebbe questa riflessione per sottolineare l’importanza primaria della ricerca, l’esigenza indifferibile di sostenerla in tutti i modi sia organizzativi che finanziari.

Vi è una esigenza di protagonismo del nostro Paese e, vista l’assenza di confini della ricerca nel mondo, di progresso della convivenza umana che impone il sostegno della ricerca.

Questo è ciò che avviene in questo ateneo, in questa clinica, in questo ospedale, in questa comunità di studenti e docenti, come ricordava il professor Mantovani, che è stato un piacere ascoltare nuovamente dopo averlo ascoltato al Quirinale in occasione della Giornata sulla lotta contro il cancro.

Questo punto di eccellenza, come tanti nel nostro Paese che è costellato da punti di eccellenza, ma particolarmente a Milano e in Lombardia, spiega perché qui si avverta con grande intensità il fronte sul futuro che la ricerca consente.

Spiega anche perché vi è stato un impegno comune convergente per quanto riguarda l’obiettivo dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) a Milano. Milano ha già ottenuto un successo con il riconoscimento di idoneità di alto livello, e confidiamo e speriamo che il successo sia pieno. Questa vicenda ha manifestato la possibilità di convergenza e d’impegno costante di Governo, Regione e Comune per raggiungere un traguardo che consentirebbe a questa città un ulteriore passo avanti nel protagonismo in tutta Europa.

Ma il protagonismo si realizza attraverso ciò che quotidianamente si manifesta nella società, e quello che Humanitas realizza appartiene a questo capitolo: l’accrescimento continuo della qualità della vita, della convivenza, del protagonismo che è consentito a tutti coloro che partecipano alla vita del nostro Paese.

Questo elevato livello di eccellenza in insegnamento e in clinica e ricerca è motivo di riconoscenza e di apprezzamento che vorrei manifestare, formulando al Rettore e al Presidente Rocca e a tutti i protagonisti della vita di Humanitas gli auguri più intensi.

Tratto da www.quirinale.it.
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