Jacopo Alighieri – Acciò che le bellezze, signor mio

Acciò che le bellezze, signor mio,
Che mia sorella nel suo lume porta,
Abbian d’agevolezza alcuna scorta
Più in color in cui porgon disìo,

Questa Divisïon presente invio,
La qual di tal piacer ciascun conforta;
Ma non a quelli c’han la luce morta,
Chè ‘l ricordar a lor serìa oblìo.

Però a voi, ch’avete sue fattezze
Per natural prudenza abituate,
Prima la mando che la correggiate,

E s’ella è digna, che la commendiate:
Ch’altri non è che di cotai bellezze
Abbia, sì come voi, vere chiarezze.

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