La bugia perde la lingua

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ELLE bugie si legge nelle storie romane d’una ch’avea nome Lemma, figliuola dello imperatore Anastagio, la quale s’innamorò d’uno suo donzello ch’avea nome Amantino; e ‘l donzello non vogliendo acconsentirle per paura dello imperadore, costei si pensò di farlo morire. Sicché passando un dì dinnanzi all’uscio della figliuola del re, dov’ella giacea, ella cominciò a gridare: Accorrete, accorrete ché Amantino m’ha voluta sforzare. E incontanente fu preso il donzello, e menato dinanzi allo imperadore, e fu domandato se era vero quello che dicea la donzella; ed egli rispose di no. E lo imperadore, si mandò per la figliuola, e domandò come era stato il fatto; ed ella non rispose niente. Ancora la domandò, ed ella niente rispondé. Ed essendo domandata più volte e niente rispondendo, disse un barone con modo di beffa: Ell’aver forse perduta la lingua. E lo imperadore si meravigliò forte di ciò, e felle cercare in bocca e trovossi avere perduta la lingua. E lo imperadore, veggendo questo miracolo, si fe’ lasciare il donzello; e allora tornò la lingua di subito alla donzella ed ella manifestò la verità in presenza d’ogni uomo. Poi riconoscendosi peccatrice e del pericolo corso e del beneficio ricevuto sentendosi a Dio molto tenuta, entrò in un monistero; e qui finì la sua vita al servigio d’Iddio.