Lorenzo de’ Medici – Giá sette volte ha Titan circuíto

Giá sette volte ha Titan circuíto
nostro emispero e nostra grave mole:
per me in terra non è stato sole,
per me la luce o splendor fuor non uscito.
Ond’è ch’ogni mio gaudio è convertito
in pianto oscuro, e, quel che piú mi duole,
veder Amor che ne’ princípi suole
parer placato, ognor piú incrudelito.
Tristo principio è questo al nostro amore,
e già mi pento della prima impresa,
ma or quando aiutar non me ne posso;
ch’io sento arder la face a mezzo il core,
e oramai troppo è questa ésca accesa.
Dunque, ben guardi ogn’uom pria che sia mosso.