Lorenzo de’ Medici – La debil, piccioletta e fral mia barca

La debil, piccioletta e fral mia barca
oppressata è dalla marittim’onda,
in modo che tanta acqua giá vi abbonda,
che perirá, tant’è di pensier carca.
Poi che invan tanto tempo si rammarca,
e par Nettuno a’ suo prieghi s’asconda
tra’ scogli, e dove l’acqua è più profonda;
or pensi ognun con che sicurtá varca.
Io veggio i venti ognor ver’ me più fèri,
ma Fortuna ed Amor, che sta al temone,
mi disson non giovar l’aver paura;
ch’è meglio in ogni avversitate speri.
E par che questo ancor vogli ragione,
che colui alfin vince, che la dura.