Marco Lillo

Marco Lillo (Roma, 21 febbraio 1969) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureato in giurisprudenza nel 1993, dopo un breve periodo di attività professionale in uno studio associato specializzato in diritto tributario[1], nel 1994 si iscrive all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino[2].

Dal 1996 collabora a L’espresso e dal 1997 al 2000 è redattore e poi curatore della trasmissione mattutina della emittente Radio Capital[2] del Gruppo Editoriale L’Espresso. Nel 2000 è assunto come redattore di attualità del settimanale L’espresso.

Nel 2009 lascia il gruppo Espresso e prende parte alla fondazione del quotidiano Il Fatto Quotidiano[1] del quale è inviato, ma anche azionista-giornalista (con una piccola quota) insieme a Marco Travaglio, Antonio Padellaro e Peter Gomez.

Inchieste[modifica | modifica sorgente]

Lillo è autore di inchieste basate su un autonomo lavoro investigativo come “Vita da Schifani” (scritta nel 2002 insieme a Franco Giustolisi) nella quale per la prima volta si svelano le cointeressenze societarie e i rapporti professionali del futuro Presidente del Senato con molti soggetti poi condannati per mafia, per questo è stato citato in giudizio da Schifani, arrivando a una archiviazione perché l’articolo fu ritenuto veritiero[3]. La stessa inchiesta è stata successivamente citata da Marco Travaglio, che ha ricevuto anch’esso un annuncio di querela da parte di Schifani[3].

Dopo gli articoli pubblicati nel 2009 su il Fatto Quotidiano da Lillo e altri autori, Schifani ha citato in giudizio civile il giornale, chiedendo un risarcimento superiore al suo capitale sociale: 720mila euro[4]. Ciononostante Marco Lillo ha pubblicato numerosi articoli successivi alla citazione in giudizio nei quali rivela altre notizie inedite sul passato del Presidente del Senato.

Lillo è autore anche dell’inchiesta esclusiva “Casa nostra” pubblicata nel 2007 da L’espresso, sugli appartamenti affittati a canone favorevole da enti e assicurazioni ai politici e poi venduti a prezzi molto inferiori a quelli di mercato[2].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

Documentari[modifica | modifica sorgente]

Marco Lillo è autore insieme a Udo Gümpel di Sotto scacco[1], un documentario sui rapporti tra la mafia e la politica e sul passaggio tra prima e seconda Repubblica. La ricostruzione degli autori parte dal maxiprocesso e arriva al dibattimento di appello a carico di Marcello Dell’Utri. L’opera contiene filmati e testimonianze inedite, come quelle dei collaboratori di giustizia Gaspare Mutolo e Maurizio Avola e del testimone Massimo Ciancimino[5].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 gli viene conferito il Premio Borsellino e nel febbraio 2012 il Premiolino [1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Biografia Marco Lillo in «il Fatto Quotidiano». URL consultato il 6 novembre 2010.
  2. ^ a b c Marco Lillo ha scritto per Chiarelettere in «Chiarelettere». URL consultato il 6 novembre 2010.
  3. ^ a b Marco Travaglio, Su Schifani ho raccontato solo fatti in «la Repubblica», 14 maggio 2008. URL consultato il 6 novembre 2010.
  4. ^ Schifani contro il Fatto, chiede 720 mila € in «Corriere della Sera», 30 aprile 2010. URL consultato il 6 novembre 2010.
  5. ^ Giovanni Bianconi, Mafiosi dissociati, Borsellino si oppose in «Corriere della Sera», 23 giugno 2010, p. 22. URL consultato il 6 novembre 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



This article uses material from the Wikipedia article Marco Lillo, which is released under the Creative Commons Attribution-Share-Alike License 3.0.