La verità al mercato

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ELLA verità si conta nella Storia de’ Santi Padri che un cavaliere avea lasciato di grandi ricchezze al mondo per andare al servigio d’Iddio in un monastero di monaci. Un dì, credendo l’Abate che egli fusse più savio nelle cose del mondo che gli altri monaci, sì lo mandò un dì a un mercato per vendere certi asini del monastero che erano vecchi, e per comperare de’ giovani; e questo monaco non volle dire di no per la ubbidienza; ma pure malvolentieri v’andò. E stando nel mercato, la gente lo domandava: sono buoni questi tuoi asini? Ed egli rispondeva: Credete voi che ‘l nostro monistero sia giunto a tanta povertà che se fussono buoni, noi gli vendessimo? E udendo ciò, sì ‘l domandavano: Perché hanno eglino sì pelata la coda? E ‘l monaco dicea: Egli sono vecchi, e si caggiono molto spesso sotto gli pesi, sicché si convengono pigliare per la coda; e però l’hanno sì pelata. E ‘l monaco, non potendogli vendere, sì se ne tornò a casa con essi. E un converso che era andato seco sì lo accusò all’Abate di ciò che egli avea detto. E lo Abate mandò per lui, a cominciollo forte a riprendere delle parole che egli avea detto al mercato. Rispose il monaco: Credete voi ch’io venissi qui per ingannare altrui con bugie? Certo io lasciai assai pecore e possessioni per venire a Colui ch’è Verità, e per uscire dalle bugie del mondo: e siate di questo certo, ch’io non le usai mai infino ch’i’ era al mondo, sì mi dispiaceano le bugie. E udendo ciò l’Abate si strinse e non seppe più che si dire.