Occident Express

di Sara Michelucci

Una storia di sopravvivenza, di potercela fare nonostante tutto, ma di veder cambiata per sempre e inesorabilmente la propria vita. Da qui parte Occident Express, scritto da Stefano Massini, con Ottavia Piccolo e otto componenti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink che ha composto le musiche originali.

Occident Express ha già avuto la sua prima rappresentazione mondiale l’8 settembre scorso, quando ha inaugurato la Stagione del Volkstheater di Vienna, per la regia di Anna Badora, direttore artistico del Teatro dal 2015. La prima assoluta nazionale, che si è tenuta al Teatro Morlacchi di Perugia, mercoledì 18 ottobre, è stata l’occasione per vivere una serie di emozioni legate all’esperienza di questa anziana donna, Haifa, in fuga dalla guerra, insieme con la nipote bambina.

Una migrazione che le porta ad attraversare la terra, dalla città fantasma di Mosul, in Iraq, fino al gelo del Mar Baltico. Cinquemila chilometri di cammino in cui si ripercorre la storia dei nostri giorni che, nella scrittura di Stefano Massini, risuona come un’epopea.

Comprendiamo la fatica della fuga, il dolore di lasciare la propria casa, la paura per un futuro sconosciuto e la disperazione nel non sapere quale sarà il proprio destino. E allora scorrono davanti le immagini di quei barconi carichi di gente che popolano i nostri telegiornali, la strumentalizzazione di certa politica, la violenza di certe frasi che passano sui social netwok e in cui la pietà per la condizione di altri essere umani è totalmente negata.

Cronaca di un viaggio e diario di una fuga, Occident Express è una storia vera, un piccolo pezzo di vita vissuta che compone il grande mosaico dell’umanità in cammino. Una fotografia del nostro tempo, di quello che sta avvenendo a livello internazionale a cui non possiamo sottrarci, che dobbiamo guardare e affrontare.

Haifa non sceglie di mettersi in cammino, ma qualcosa di più grande decide per lei, obbligandola a lasciarsi tutto alle spalle. Una donna coi capelli bianchi costretta a tagliare il filo della sua esistenza, mettendosi alla ricerca.

Un tempo sua sorella le diceva: “Tu Haifa sei nata per star ferma”, e lei faceva sì col mento. Adesso fuggire è tutto. E ricorda le parole della sorella con un sorriso ironico, come se il destino le avesse in realtà giocato un brutto scherzo.

Un’odissea del Terzo Millennio. Un racconto spietato fra parole e musica, senza un solo attimo di sosta: la terribile corsa per la sopravvivenza.

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