Matteo Bandello - Il Porcellio romano si prende trastullo di beffar il frate confessandosi - Classici Stranieri - La biblioteca libera

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Matteo Bandello - Il Porcellio romano si prende trastullo di beffar il frate confessandosi
postato da:  Valerio Di Stefano (del 18/06/2009 @ 17:43:13, in Bandello, linkato 194 volte)

Messer Dioniso Corio, gentiluomo di questa cittá molto onorato e di antica famiglia, soleva molto volentieri, quando era in compagnia, con qualche novella gli ascoltanti rallegrare. Egli era bellissimo parlatore e sempre aveva qualche bella cosa a le mani. Onde, quando il signor cavalier Vesconte Alfonso fece le nozze de la signora Antonia Gonzaga sua moglie, io che era ancor degli invitati mi ricordo che narrò tra l'altre volte una novella qui a Milano avvenuta, la quale, per esser a proposito de la materia di cui ora si ragionava, mi piace di dirvi. Vi dico adunque che Francesco Sforza, che con l'armi s'acquistò il ducato di Milano, fu uomo ne le cose militari senza dubio da esser agguagliato a qualunque eccellente ed antico romano. Egli ancor che non fosse letterato, come quello che era stato sotto il vittorioso capitano Sforza Attendulo suo padre da teneri anni nodrito, nondimeno amò sempre gli uomini dotti in qualunque scienza si fosse, e diede loro gran salarii. Fra molti adunque che egli qui in Milano e altrove mantenne, v'era il Porcellio, poeta romano, il quale, ben che fosse nato e allevato a Napoli, nondimeno voleva esser detto romano. Egli era assai buon poeta secondo quei tempi che le buone lettere, ch'erano state tante centinaia d'anni sepolte, cominciavano a levar il capo e a ripolirsi. E chi bramasse veder qualche sua composizione, vada nel palazzo che fu del famoso conte Gasparo Vimercato e vedrá ne le sale e camere a diversi propositi sotto varie pitture, epigramme assai de le sue, che dimostrano la vivacitá del suo ingegno. In lui però l'eccellenza de le lettere ed il pregio de le muse di gran lunga avanzavano molti enormi vizii che aveva. Ma fra gli altri diffetti che in lui abbondavano, questo fra gli altri era uno dei solenni, che sempre la carne del capretto gli piaceva molto piú che altro cibo che se gli potesse dare, di maniera che questo era il sommo suo diletto d'andar in zoccoli per l'asciutto. Tuttavia, per diminuir l'openione che in corte generalmente di lui si teneva, piú che per voglia ch'egli n'avesse, e anco stimolato dal duca Francesco, che bramava pure ch'egli s'avvezzasse a mangiar altre carni che di capretto, prese per moglie una vedova di venti otto anni che 'l duca gli fe' dare, che aveva una buona ereditá. La moglie, ch'era donna molto costumata, s'accorse in breve che il marito mal volentieri andava in nave per il piovoso; pur, essendo buona femina e sperando che col tempo il marito devesse mutar vezzo, se ne passava a la meglio che poteva, pregando tutto il dí Iddio che degnasse illuminar la mente del marito e levarlo da cosí abominevol peccato. Ed ecco che il Porcellio infermò gravissimamente, di modo che i medici avevano poca speranza de la vita del povero vecchio, avendo perduto il sonno ed il mangiare. Egli era piú vicino ai settanta anni che altrimenti e si trovava molto debole. Veggendo questo, la moglie si sforzò con mille buone ragioni d'indurlo che si confessasse. Egli l'ascoltava, ma diceva poi che non voleva farlo. Onde ella conoscendo che indarno s'affaticava, mandò al duca Francesco umilmente pregandolo che per amor di Dio degnasse mandar una persona d'autoritá, che al Porcellio persuadesse, essendo cosí gravemente infermo come era, che volesse aver qualche cura de l'anima, a ciò che egli come un cane non morisse senza i santi sagramenti de la Chiesa. Il duca, udita la santissima supplicazione de la buona femina e pietosa moglie, mandò al convento de le Grazie dei Frati osservanti di san Domenico, che alora di nuovo era edificato, e si fece chiamar il padre fra Giacomo da Sesto, uomo vecchio e di santissima vita, e quello informò di quanto voleva che facesse. Il santo Uomo, udita la volontá del duca, se n'andò di lungo a la casa del Porcellio. Quivi arrivato e detto a la donna come per commessione del prencipe era venuto per visitare e confessar il Porcellio, fu da lei con grandissima riverenza ricevuto. La quale, poi che l'ebbe fatto sedere, cominciò a pienamente informarlo de la malvagitá de la vita del marito, pregandolo con le lagrime sugli occhi che si volesse affaticar per far che il marito s'emendasse. Il santo frate, stringendosi ne le spalle, si ritrovò assai di mala voglia, e disse che per non mancar del debito suo farebbe ogni cosa che a lui fosse possibile. Bramoso adunque di guadagnare un'anima che, secondo che la moglie diceva, era ne le mani del diavolo, entrò ne la camera del Porcellio e disse: - La pace d'Iddio sia a questa casa e a tutti quelli che vi stanno. - Cosí dicendo s'accostò al letto e dolcemente salutò il Porcellio, il quale fe' vista di veder assai volentieri il frate. Quivi entrati in varii ragionamenti, il santo frate gli fece intender come l'eccellentissimo signor duca lo mandava e la cagione perché. Dopoi gli disse molte buone parole essortandolo destramente a confessarsi, perché ogni ora che a lui fosse comoda egli era presto a udirlo. Il Porcellio, dopo che ebbe ringraziato de l'umanitá il duca e il frate de la fatica, disse che alora si confessarebbe. Usciti adunque tutti de la camera, cominciò il santo frate con sommissima diligenza a far l'ufficio suo. E, venendo ai peccati de la carne, modestamente il domandò se mai aveva peccato contra natura. A questa interrogazione il Porcellio, in sé raccolto, cominciò con ammirazione fisamente a riguardar il frate, e quasi come se mezzo scandalizzato fosse: - Messere, - disse, - voi mi domandate pur la strana cosa. Che parlate voi? Io non peccai contra natura a la vita mia giá mai. - Il santo sacerdote, vergognandosi d'avergli tal richiesta fatto, passò a l'altre cose, e usata ogni diligenza che seppe perché l'infermo perfettamente si confessasse, poi che vide che il Porcellio non aveva altro che dire, gli diede quella penitenza che gli parve e l'assolse, imaginandosi che la buona moglie fosse in grande errore. Assolto che l'ebbe e fattogli una santa essortazione, volendo partire, gli disse: - Messer Porcellio, io verrò domane a visitarvi, e se altro vi ricordarete io vi udirò e ordinerassi poi che venga il sacerdote vostro parrocchiano a darvi il santo sacramento de l'Eucarestia, a ciò che prendendo il salutifero viatico state in ordine per far quanto piacerá al nostro redentore messer Giesu Cristo, in mano del quale sta la vita e la morte nostra. - Fate voi, - rispose il Porcellio, - ché io tanto farò quanto mi comandarete. - Il buon padre col segno de la santa croce lo benedí e partissi di camera. Come la moglie il vide uscito di camera, cosí fattosegli incontro lo interrogò se il marito era deliberato di piú non peccare contra natura. A cui il santo frate umanamente rispose: - Madonna, voi devete pensare che quando noi udiamo la confessione di chi si sia, o sano od infermo, che noi facciamo tutto il debito nostro, e non appartiene a nessuno a voler intendere ciò che il confitente dica. A noi poi, che siamo dai nostri superiori deputati a udire le confessioni, non sta bene far motto in qualunque modo si voglia di cosa alcuna che detta ci sia, anzi, se noi rivelassimo la confessione, saremmo degni d'esser morti. Ma tanto vi vo' e posso ben ora dire, che voi sète in grandissimo errore de la openione sí strana che di vostro marito avete. Egli, sia lodato Iddio, non ha punto quel sozzo vizio che voi mi diceste, anzi n'è molto lontano. - La buona femina alora, che sapeva come il fatto stava, piangendo teneramente disse: - Padre mio caro, io non son punto errata né m'inganno, ma il misero di mio marito è quello che inganna se stesso, e si vergogna dire questo enorme peccato. Credetelo a me che io lo so, che egli vi è piú avviluppato dentro che non è il pulcino ne la stoppa. Tornate, padre, di grazia, a riparlargli e non guardate a lui, ché io v'assicuro che egli vi ha detto la bugia. - Bene, madonna, - disse il buon frate, - io ci ritornerò domatina per farlo communicare, e se cosí sará, farò quanto a me conviene. - E cosí, presa da la donna licenza, se ne ritornò a le Grazie. La seguente matina il frate andò a l'infermo e dopo le salutazioni gli disse: - Figliuol mio, io sono ritornato a ciò che questa matina tu riceva il nostro salvatore, come deve far ogni fedel cristiano. Ed a riceverlo, quanto la fragilitá umana comporta, bisogna preparare la mente nostra, che sia degno albergo di tanto oste. Perciò conviene essersi intieramente di tutti i peccati confessato e non celar cosa nessuna al sacerdote. Ieri tu mi dicesti che niente altro avevi a dirmi, ed io son avvertito da buona via che tu per vergogna hai tacciuto un peccato che è in te. Ma egli non si vuole far cosí. Ché se tu avessi messo Cristo in croce e che tu ne sia mal contento di core e te ne confessi, egli sta confitto lá su la croce con le braccia aperte, e sempre è presto, purché tu voglia, a perdonarti. Sí che, figliuol mio, dimmi liberamente ogni tuo peccato, e secondo che non hai avuto vergogna a commetterlo, non ti vergognar a dirlo. E forse che sei dinanzi al giudice del maleficio, che tu debbia dubitar de la vita? Non temere, e di' il tutto come sta. - Padre, - rispose il Porcellio, - io ieri intieramente mi confessai e a tutte le interrogazioni che mi faceste risposi la pura veritá. Tuttavia, se avete dubio alcuno, dite ed io tosto ve ne chiarirò. - Alora il frate pieno di zelo de la salute del peccatore gli disse: - Figliuolo, a me è stato affermato che tu sei molto colpevole, e dico pur assai, del peccato contra natura. Il perché, se cosí è, tu me lo devi dire ed aver dolore di cosí enorme vizio, e fermamente deliberarti mai piú di non commetterlo. Se tu te ne confessi, io te ne assolverò; altrimenti tu ne anderai in bocca di Lucifero tra quelle insopportabili pene d'inferno. - Il Porcellio, a queste parole mezzo corrucciato, quasi in còlera rispose: - Messere, voi mi parete un altro, perciò che cotesto che mi dite non è vero. E chi mi fa di peccato contra natura colpevole non sa ciò che si dica, e mente. Voi devete creder a me in questo caso e non ad altri. Nessuno sa meglio i casi miei di me. - Il santo padre sentendo questo, e sapendo che al confitente bisogna credere cosí quello che dice contra se stesso come in favore, in questo modo gli rispose: - Figliuolo, ho fatto il debito mio, secondo che la bontá divina m'ha spirato. Egli sará ben fatto che si mandi al parrocchiano che porti il sacramento de l'altare, al quale io venendo in qua ho parlato, ed egli aspetta. - Si mandò al parrocchiano, e la moglie, veggendo che il frate era dimorato buona pezza con l'infermo, pensò, sentendo anco che il parrocchiano veniva, che il marito si fosse d'ogni cosa confessato. In questo mezzo che il parrocchiano s'aspettava, il santo frate stette ragionando di buone cose col Porcellio, il quale a certo proposito gli disse: - Io non so chi sia né saper lo voglio chi m'abbia appo voi infamato del peccato contra natura, che in me non fu mai; Dio glielo perdoni. - E qui cominciò con giuramenti affermar al frate che gli era stata detta la bugia, ed al testimonio suo chiamava tutti i santi del cielo con le piú terribili parole del mondo. Il buon padre che propinquo a la morte il vedeva, non si averia potuto imaginare che egli altro che il vero dicesse giá mai. Il perché venuto il parrocchiano, il povero Porcellio prese il Sacramento de l'altare, e in apparenza mostrava una gran contrizione. Di che la moglie sua mostrava grandissima contentezza, pensando d'aver guadagnata l'anima del marito. Partendosi poi il frate, la donna l'accompagnò verso la porta, ringraziandolo sommamente del santo ufficio che aveva fatto col marito, e lo supplicava che pregasse Iddio che il Porcellio si mantenesse in questa openione e che piú non ritornassi al vomito. Il frate le fece una onesta riprensione e le disse: - Madonna, voi sète ostinata innanzi che no, e peccate avendo cattiva openione di vostro marito in quel che egli non è colpevole, ed infamandolo come fate di cosí vituperoso vizio. Egli non sta bene né si vuol far cosí. - La donna, udendo questo, fece fermar il frate che voleva uscir di casa e sí gli disse: - Padre, io non vorrei giá che voi vi partiste scandalizzato di me non facendo cosa che debbiate scandalizzarvi, ed anco non vorrei che mio marito morisse come una bestia. Ché se egli è vivuto, come ha fatto fin qui, peggio che non fanno gli animali irrazionali, io vorrei pure se possibil fosse che morisse come deve fare ciascun buon cristiano. Ciò che io di lui v'ho detto, non pensate giá che detto l'abbia per gelosia o per qualche lieve sospetto che di lui mi sia venuto, ché io non mi moverei cosí leggermente. Ma io con questi dui occhi il tutto ho visto. Né io, misera me, in questo son sola, ma in casa tutti ve ne renderanno testimonio. E forse che seco non ne ho fatto cento volte romor grandissimo, assicurandovi che egli a la presenza mia non l'averia saputo negare. Il perché, padre mio, non guardate al negare ch'egli faccia, ma per Dio ritornate in camera e vedete cavarlo di mano del diavolo. - Restò a questo il santo uomo smarrito, e ritornò al Porcellio e gli disse: - Oimè, figliuolo, io non so quello che di te mi dica. Tu mi neghi d'aver peccato contra natura, del quale sei piú carico che se tu avessi a dosso la fabrica del maggior tempio di Milano, e nondimeno sono io assicurato che tu sei piú vago mille volte dei fanciulli che non è la capra del sale. - Alora il Porcellio con alta voce piú che puoté e crollando il capo disse: - Oh, oh, padre reverendo, voi non mi sapeste interrogare. Il trastullarmi con i fanciulli a me è piú naturale che non è il mangiar e il ber a l'uomo, e voi mi domandavate se io peccava contra natura. Andate, andate, messere, ché voi non sapete che cosa sia un buon boccone. - Il santo frate, tutto a questa diabolica voce stordito, si strinse ne le spalle, e rimirato alquanto il Porcellio per miracolo, come averebbe fatto mirando un spaventoso mostro, sospirando disse: - Oimè, signor Iddio, io ho fatto porre Cristo in una ardente fornace; - e partissi, e incontrando la donna disse: - Madonna, io ho fatto quanto ho potuto. - In questo il Porcellio chiamò ad alta voce la moglie; ella subito corse in camera del marito. Il ribaldone e scelerato uomo le disse: - Moglie, fammi recare una secchia d'acqua e non tardare. - Dimandato ciò che ne volesse fare: - Io vo' - disse egli - ammorzare il fuoco intorno a Cristo, che quel bestione del frate mi dice che io ho posto in una fornace; - e narrò a la moglie il tutto, la quale ebbe di doglia a morire. Il Porcellio prese meglioramento e sanò del male, e a cosa si divolgò in corte e per Milano, di maniera che da tutti essendo mostrato a dito, fu astretto non uscir piú di casa, e creder si può che come era vivuto da bestia si morisse da bestione. E insomma si può dire che il lupo muta il pelo ma non cangia vizio.

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Coleridge - Taylor - Concerti per violino e orchestra - Johannesburg Philarmonic
Conversazioni galanti - Ensemble Mirable
Corrette - Le Phenix - Les delices de la solitude - Musica Franca
Couperin - Rameau - Danze e Suites - American Baroque
De Marzi - Sei sonate per cetra o kitara - Doc Rossi
Dolce Musica - Eileen Hadidian and Natalie Cox
Duetti barocchi per liuto - Edward Martin - Paul Berget
Elizium - Pantagruel
Franck - Psyche - Sinfonia in re minore - Jan Latham Koenig
Frescobaldi - Pandolfi - Rossi - Music of the Spheres
Gambomania - Ralph Rousseau Meulenbroeks
Haendel - Arie - Lorraine Hunt Lieberson
Haendel - Concerti per organo - Sonnerie
Haendel - Musica sull'acqua - Brook Street Band
Haendel - Sonate a trio - Sonnerie
Haendel - Sonate a trio op. 5 - Brook Street Band
Haendel - Tamerlano - Trevor Pinnock - CD 1
Haendel - Tamerlano - Trevor Pinnock - CD 2
Haendel - Tamerlano - Trevor Pinnock - CD 3
Hanford - 24 Preludi - Hanford
Haydn - Beethoven - Ivan Ilic
Haydn - Musica Sacra - American Bach Soloists
Haydn - Trii e divertimenti londinesi - Laurel Zucker
Heggie - To Hell and Back - Philarmonia Baroque
Holborne - Brade - Danze e canzoni - New York Consort of Viols
Holbouns Passion - Jacob Heringman
I primi concerti per pianoforte e orchestra - Sonnerie
Il Circolo di Giulio Caccini - La Nuova Musica
Il manoscritto di Siena del liuto - Jacob Heringman
Il manoscritto senese del liuto - Paul Berget
Il manoscritto senese della chitarra - Paul Berget
Inni della Chiesa Antica - Three Holies Church Choristers
Inni per la vigilia di Natale - Coro del Seminario di Kiev
Inzaffirio - Vito Paternoster
Jane Pickeringes Lute Book - Jacob Heringman
Johnson - Suites - Johnson
Josquin des Prez Lute Settings - Jacob Heringmann
Kuhlau - Duetti per flauto op. 10 - Laurel Zucker
Kummer - Duetti per clavicembalo - Phoebe Carrai - Tanya Tomkins
La cetra galante - Doc Rossi
L'arte del liuto nella Francia del Rinascimento - Edward Martin
Lawes - Fantasie - Oberlin Consort
Le Souvenir de vous me tue - Asteria
Leclair - Blow - Brescianello - Matteis - Nova Casa
Lenten is come - Briddes Roune
Liszt - Musiche per pianoforte - Markus Groh
Ludwig Senfl - Farallon Recorder Quartet
Luis Milan - El Maestro - Edward Martin
Luis Milan - El Maestro - Jacob Heringman - Catherine King
Maestri tedeschi della tastiera - Buxtehude - Pachelbel - Janine Johnson
Magdalena - Joglaresa
Magnatune Compilation - Christmas
Magnatune Compilation - Classica
Magnatune Compilation - Relaxing Classical
Magnatune Compilation - Romantic Dinner
Marais - Ralph Rousseau Meulenboeks
Mertz - Bardic Sounds - Richard Savino
Michelagnolo Galilei - Paul Beier
Mozart - Concerti per violino - Shlomo Mintz - CD 1
Mozart - Concerti per violino - Shlomo Mintz - CD 2
Mozart - Concerti per violino - Shlomo Mintz - CD 3
Mozart - Duetti per flauto - Laurel Zucker - Sara Andon
Mozart - Musiche per flauto, arpa e orchestra - Philarmonia Baroque
Mozart - Musiche per pianoforte - Andreas Haefliger
Mozart - Quartetti per archi e fiati - American Baroque
Mozart - Quartetti per flauto - Laurel Zucker
Mozart - Trii per pianoforte e archi - Streicher Trio
Mozart nell'eta dell'Illuminismo - Seth Carlin
Musica da Camera - Streicher Trio
Musica inglese del Rinascimento - Ensemble La Primavera
Musica italiana del XVII secolo - Altri Stromenti
Musiche di Natale - Ralph Rousseau Meulenbroeks
Musiche di Natale - Stefane Potvin - Con Brio Choir
Musiche tedesche per viola e clavicembalo - Les Filles de Sainte Colombe
My Lady Rich - Emily van Evera
Orlando Gibbons Consorts of Viols - The Phantasms
Peace - Thomas
Rameau - Musiche per clavicembalo in concerto - Maryse Carlin
Rameau e Leclair - Philarmonia Baroque
Ritratto di un clavicembalo inglese - Steven Devine
Robert Johnson - Wadsworth and Sampson
Santiago de Murcia - Richard Savino
Satamian - Dry Fig Tres - Satamian
Schubert - Liszt - Luiza Borac
Schubert - Musiche per fortepiano a quattro mani - Seth Carlin
Schubert - Musiche per fortepiano solo - Seth Carlin
Schumann - Musiche per pianoforte - Mc Cawley - CD 1
Schumann - Musiche per pianoforte - Mc Cawley - CD 2
Schumann - Trascrizioni per Oboe - Gonzalo X Ruiz
Schutz - Musikalische Exequien - American Bach Soloists
Simone Molinaro - Paul Beier
Sister Awake - Jeni Melia
Sister Awake - music only - Jenia Melia
SL Weiss su 11 corde - Paul Berget
Soyez Loyal - Asteria
Telemann - Suite da Der Getreue - Janine Johnson
Temperaments - Phantasms
The Last of Old England - Jeni Melia
The Lost Art of Wooing - Jeni Melia
The Virginalists - Jung Hae Kim
Trascrizioni per oboe di musiche italiane - Gonzalo X Ruiz
Triemer - Ensemble Mirable
Uccellini - Altri Stromenti
Valderrabano - Duetti per gironda - Duo Chambure
Venezia prima di Vivaldi - Richard Savino
Viva Mediva - Mediva
Vivaldi - Albinoni - Per Monsieur Pisendel - Serenissima
Vivaldi - In Arcadia - Serenissima
Vivaldi - Le Quattro Stagioni - American Baroque
Vivaldi - Musiche per la Cappella della pieta - Serenissima
Vizi e virtu - Musiche per liuto - Edward Martin - William Bastian
W. F. Bach - Duetti per flauto - Laurel Zuker - Sara Andon
We are Guarded by the Cross - Saint Elijah Childrend Choir
Wold Bliss - Canzoni medievale di amore e morte - John Feagle

Jazz & Blues

Chris Juergensen
David Modica
Drop Trio
Ehren Starks
Eternal Jazz Project
Jag
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Jive Ass Sleepers
John Williams
Magnatune New Age and Jazz Compilation
Robin Stine
Thursday Group
Twilight Archive

Ambient

Amoeba
Chris Harvey
Claire Fitch
DAC Crowell
Etherfysh
Falling You
General Fuzz
Greg Williams
Heavy Mellow
Ion
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Kenji Williams
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Kourosh Dini
Logic Gate
LVX Nova
Mike Wall
Music For Meditation
Mystified
Paul Avgerinos
Rapoon
Rejuvenescence
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Rhonda Lorence
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Sieber - Kammer - Fulton - Schatz
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Elettronica

Adam Fielding
allMeadow and Rob Costlow
Ambient Teknology
AntiGuru
Artemis
Beat Under Control
Bjorn Fogelberg
Burning Babylon
Curl
DJ Cary
DJ Markitos
Domased
Dr Kuch
Electronica Compilation
Emmas Mini
Etherfysh
Etherine
Falik
Four Stones
General Fuzz
Glen Bledsoe
hands upon black earth
Headroom Project
Hoxman
Human Response
Indidginus
iNTROSPECT
Ion
Ivilion
Jerry Belongieri
John Holowach
Joram
Justin Bianco
Kalabi
Kenji Williams
Kirsty Hawkshow
Liquid Zen
Mantic
Memories of Tomorrow
Mijo
Monoide
mr Epic
Mr Gelatine
Music Inside
Mystified
Philipp Weigl
Processor
Psychetropic
Ridin the Faders 1
Ridin the Faders 2
Saros
Seventy Three
Shiva in Exile
SkinMechanix
Solace
Solar Cycle
Stephen Schweyen
Strojovna 07
Swivel Neck Jones
The Art of Persuasion
The Bots
Tokyo 507
Un Kai
Versions
Wicked Allstars
Wicked boy
Williamson
Yongen
Zilla

MusicaCreativa

Al Asdeka - Oasis
Amelia Cuni and Werner Durand - Aqua Shiva
Anamar - Transfado
Anna Rynefors and Erik Ask Upmark - Dream
Bach - Six Sonatas for Violin and Harpsichord - CD1 - Matthews - Shenkman
Bach - Six Sonatas for Violin and Harpsichord - CD2 - Matthews - Shenkman
Baroque Suites - French Suites - Ivan Ilic
Blind Divine - Queen of Venom
Brad Senne - Brad Senne
Burning Babylon - Beat Beat Beat
C. Layne - VI
Canconier - Canconier
Christmas Music Compilation
Clementi, Dussek, Kuhlau - Marko Nouwens
Diana Rowan - The Bright Knoweledge
DJ Cary - Sonic Chill
Doc Rossi - La Cetra Galante
Drevo - Christian Themes in Ukrainian Folk Songs
Edward Martin - Allemande
Erik Ask Upmark - Himlens Polska
Felix Droid - The Longing
Francesca Genco - Numinous River
Jacob Heringman - Blame not my Lute
Jay Kishor - The Sowebo Concert - CD 1
Jay Kishor - The Sowebo Concert - CD 2
Jerry Belongieri - Alter Echo Original Soundtrack
Jive Ass Sleepers - New Jazz Galaxy
John Williams - Dusty Porch
Justin Bianco - Nocturnum
Kalabi - Dandelion
Kara Nomadica - Kara Nomadica
Kyiv Chamber Choir - Liturgy of Peace
Laura Inserra - Hang
Lie Big - Severed
Logic Gate - From the Silence
Logic Gate - Voyages
Magic Carpet - Magic Carpet
Mantic - Epigrams
Michael Joy - Float
Michael Joy - River of Days
Mozart - Klavier Trios - Streicher Trio
Music Inside - Outside Forces
Musica da camera - Streicher Trio
Mystified - Spheric
Philipp Weigl - Land and Water
Robert F. Trucios - From the Lobby of the Cooper Arms
Ruben van Rompaey - Eastern Expressions 3 - Ashai
Russ Hopkins - Sweet Mystery
Saros, Labyrinth
Seventy Three - Elevate
Shawn Harris - Temptation
Shira Kammen - Ragged, Rent and Torn
Sieber, Kammer, Fulton and Schatz - Music from Braid
Solar Cycle - Flare
Stargarden - Five
Suchita Parte - Designer Bliss
Svanevit - Svanevit
The Headroom Project - Dominus Illuminato Mea
Thomas - Peace
Tom Bolton - When I Cross the River
Twilight Archive - Twilight Archive
Two Romantic Piano Trios by Women Composers - Streicher Trio
Val Davis - Immortal
Werner Durand - Remnants from Paradise
Zhaba - Sharena

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09/09/2010 @ 19.31.10
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