Rinaldo d’Aquino, In amoroso pensare

In amoroso pensare
ed in gran disïanza
per voi, bella, son miso,
sì ch’eo non posso posare,
tant’agio tempestanza.
Vostr’amor, che m’à priso
a lo core tanto coralemente,
mi distringe e distene
la voglia e la spene
e donami martiri,
sì ch’io non por[r]ia diri
come m’avete preso fortemente.
Fortemente mi ‘navanza
e cresce tuttavia
lo meo ‘namoramento,
sì ch’io ne vivo in erranza;
ormai a vita mia
non ò confortamento
se non di voi, piagente crïatura,
che siete sì valente
e gaia ed avinente,
a cui mi son donato
distretto ed abrazato,
cad eo son tuttor vostro ed in quell’ura,
In quell’ora ch’eo vi vidu
danzar gioiosamente;
ed eo con voi danzando
dottando [in] lo meo cor cridu
che tanto brevemente
moro pur disïando,
chè lo meo core a me medesmo sperde.
Agiatende pietanza
e senza dimoranza,
ca chi bene vol fare
non doveria tardare:
omo che tempo aspetta, tempo perde.