AA. VV. – Critical Mass – Idee a trazione umana

La storia di Alfio, un alieno come tanti, nelle città asfissiate dalle automobili.
Alfio ci racconta di Critical Mass, appuntamento casuale di ciclisti urbani che si tiene in tutto il mondo, Italia compresa.
Una storia per chi non si sente bloccato, in fila, ma ciclista che svicola verso un altro modo di vivere il mondo.

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AA. VV., Critical Mass: idee a trazione umana
Stampa Alternativa, Millelire (Edizione Speciale), 2008
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Giornale dei bambini – Antologia – Audiobook – MP3 – Edizioni Libroparlato

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  • Agnolucci, Iginia (ruolo: autore)
  • Albini, Sofia (ruolo: autore)
  • Baccini, Ida (ruolo: autore)
  • Balduzzi, Serafino (ruolo: voce)
  • Biagi, Guido (ruolo: autore)
  • Capuana, Luigi (ruolo: autore)
  • Carli, C. (ruolo: autore)
  • Castelnuovo, Enrico (ruolo: autore)
  • Cecchini, Silvia (ruolo: voce)
  • Collodi, Carlo (ruolo: autore)
  • Daviddi, Manuela (ruolo: voce)
  • De Marchi, Emilio (ruolo: autore)
  • Dickens, Charles (ruolo: autore)
  • Forese (ruolo: autore)
  • Foulques, E. W. (ruolo: autore)
  • Genesio, Ivan (ruolo: musicista)
  • Hoffmann, T. (ruolo: autore)
  • La fata (ruolo: autore)
  • La zia Stefania (ruolo: autore)
  • Lo Zio di Giorgia (ruolo: autore)
  • Martini, Ferdinando (ruolo: autore)
  • Maschio, Enrica (ruolo: voce)
  • Nelli, Guido (ruolo: autore)
  • Perodi, Emma (ruolo: autore)
  • Pieri, Daniela (ruolo: voce)
  • Pica Alfieri, Maria Letizia (ruolo: voce)
  • Piccardi, G. L. (ruolo: autore)
  • Sacchetti, Giuseppe (ruolo: autore)
  • Serao, Matilde (ruolo: autore)
  • Sposato, Ezio (ruolo: voce)
  • Thouar, Pietro (ruolo: autore)
  • Torraca, Francesco (ruolo: autore)
  • Volpi, Vittorio (ruolo: voce)
  • Vecchi, A. V. (ruolo: autore)

L’antologia di racconti qui offerta è tratta da “Il Giornale per i Bambini”, rivista diretta prima da Ferdinando Martini e poi da Carlo Collodi. I racconti sono stati selezionati da Silvia Cecchini dalle tre annate del 1881, 1882 e 1883. In dettaglio:

  • Ferdinando Martini, Come andò…
    n° 1 (7 luglio 1881), p. 1-2.
  • A. V. Vecchi, La principessa di Nénuphar.
    n° 2 (14 luglio 1881), p. 19-21.
  • T. Hoffmann, Stiaccia-Noci.
    1. I regali. n° 3 (21 luglio 1881), p. 45-46;
    2. Disgrazia e protezione. n° 4 (28 luglio 1881), p. 59-60;
    3. I prodigi. n° 5 (4 agosto 1881), p. 76-77.
  • Iginia Agnolucci, Le due bambole.
    n° 5 (4 agosto 1881), p. 74-76.
  • Jack la Bolina, La giunca degli uomini vecchi – (fiaba malese).
    n° 6 (11 agosto 1881), p. 82-84.
  • E. W. Foulques, Il pesciolino d’oro.
    n° 6 (11 agosto 1881), p. 90-91.
  • La Zia Stefania, La Vita d’un Passerotto raccontata da lui medesimo.
    n° 7 (18 agosto 1881), p. 105-110.
  • Emilio de Marchi, Bortolino.
    n° 10 (8 settembre 1881), p. 158-160.
  • Jack La Bolina, I viaggi d’una lacrima di Bice… raccontati da lei stessa.
    n° 19 (10 novembre 1881), p. 294-297;
    n° 22 (1 dicembre 1881), p. 348-350;
    n° 23 (8 dicembre 1881), p. 356-359.
  • Enrico Castelnuovo, La regna Bella. Fiaba.
    n° 21 (24 Novembre 1881), p. 321-327.
  • Matilde Serao,Provvidenza, buona speranza (leggenda dei bambini).
    n° 24 (15 dicembre 1881), p. 370-371.
  • Lo zio di Giorgia, Un viaggio al paese di Bengodi.
    n° 26 (29 dicembre 1881), p. 401-403.
    n° 1 (5 gennaio 1882), p. 1-2.
  • Paolo Lioy, I quattro musicanti. Racconto.
    n° 3 (19 gennaio 1882), p. 33-35.
  • F. Torraca, Il lavoro del giorno di natale. Leggenda brettone.
    n° 6 (9 febbraio 1882), p. 86-87.
  • Emma Parodi, Dovere.
    n° 9 (2 marzo 1882), p. 130-134.
  • Ida Baccini, Il primo premio. Racconto russo.
    n° 11 (16 marzo 1882), p. 163-164.
  • Guido Nelli, Novella indiana. n° 13 (30 marzo 1882), p. 205.
  • Giuseppe Sacchetti, Nennella o le uova di pasqua.
    n° 16 (20 aprile 1882), p. 253-254;
    n° 17 ( 27 aprile 1882), p. 262-263.
  • G. L. Piccardi, La principessa coi capelli d’oro.
    n° 19 (4 maggio 1882), p. 289-292;
    n° 21 (25 maggio 1882), p. 321-322;
    n° 23 (8 giugno 1882), p. 357-359.
  • Carlo Dickens, [L'amico comune, - adattamento] La sarta delle bambole.
    n° 23 (8 giugno 1882), p. 353-355;
    n° 24 (15 giugno 1882), p. 371-374;
    n° 25 (22 giugno 1882), p. 388-391;
    n° 26 (29 giugno 1882), p. 411-412.
  • Fata, Belinda e il mostro.
    n° 39 (28 settembre 1882), p. 611-612;
    n° 40 (5 ottobre 1882), p. 629-631;
    n° 42 (19 ottobre 1882), p. 658-659.
  • Luigi Capuana, La vecchina. Fiaba.
    n° 46 (16 novembre 1882), p. 721-724.
  • La fata, La Principessa e le noci. Fiaba inglese.
    n° 47 (23 Novembre 1882), p. 739-740.
  • Luigi Capuana Il cavallo di bronzo. Fiaba.
    n° 52 (28 dicembre 1882), p. 827-829.
  • Emma Parodi, Il capo d’anno del gigante.
    n° 1 (4 gennaio 1883), p. 1-5.
  • Forese, Il dittamo del buon cuore. Fiaba.
    n° 7 ( 15 Febbraio 1883), p. 103-106.
  • Pietro Thouar, La scuola dell’esperienza. Racconto inedito a cura di Guido Biagi.
    n° 10 (8 marzo 1883), p. 158-159;
    n° 13 (29 marzo 1883), p. 206- 208.
  • Emma Parodi,Chioma d’argento.
    n° 11 (15 Marzo 1883), p. 172- 175.
  • Carlo Collodi, Chi non ha coraggio non vada alla guerra. Proverbio in due parti.
    n° 18 ( 3 maggio 1883), p. 277-279;
    n° 21 (24 maggio 1883), p. 333-336.
  • Guido Biagi, La signorina dell’api.
    n° 23 (7 Giugno 1883), p. 362-363.
  • Forese, Il manuale e la fata.
    n° 28 (12 luglio 1883), p. 438-442.
  • Forese, La gita di piacere della famiglia disgraziati.
    n° 31 ( 2 Agosto 1883), p. 487.
  • Carlo Collodi, Pipì, lo scimmiottino color di rosa.
    Cap. 1. Il ritratto di Pipì. n° 33 (16 Agosto 1883), p. 518.
    Cap. 2. Come andò che Pipì perdé la sua bella coda. n° 34 (23 agosto 1883), p. 534-535.
    Cap. 3. n° 47 (22 novembre 1883), p. 743-744.
    Cap. 4. n° 48 (29 novembre 1883), p. 758-760.
    Cap. 5. n° 50 (13 dicembre 1883), p. 794-795.
  • Sofia Albini, Buon giorno Annuccia!
    n° 35 (30 agosto 1883), p. 554-556;
    n° 36 (6 settembre 1883), p. 570-572.
  • C. Carli, Il cavaliere magico.
    n° 52 (27 dicembre 1883), p. 823-825.
  • Luigi Capuana, Il soldo bucato. Fiaba.
    n° 52 (27 dicembre 1883), p. 837-840.

Musiche

Frederic Chopin,
Ruggero Leoncavallo,
Wolfgang Amadeus Mozart,
Jakob Mendelssohn,
Niccolò Paganini,
Domenico Scarlatti,
Arthus Seymour Sullivan

Musiche originali di Ivan Genesio (http://www.ivangenesio.org/).

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Ascolta le opere disponibili dell’Autore attraverso il nostro lettore virtuale:

AA.VV – Farmakiller. Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza. Come difendersi

I danni collaterali da farmaci sono la quarta causa di morte in America. Farmakillerè il libro verità sui rischi che corre ogni giorno la nostra salute a causa dei farmaci e della “medicalizzazione” della società. Una denuncia documentata dei danni irreparabili e delle morti causate dalla medicina ufficiale. Un colossale business costruito tutto sulla pelle dei malati e delle persone sane, avvalorato da “camici sporchi” e dalle tante Wanna Marchi della medicina e della scienza che piazzano ogni anno nuovi, inutili prodotti o costruiscono nuove carriere. Chi ne fa le spese siamo noi consumatori e utenti secondo il principio che “la cura è peggio del male”. Un libro indispensabile per chi tiene alla salute propria, delle persone care e non ha alcuna intenzione di “farsi ammalare”.

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AA.VV, Farmakiller. Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza. Come difendersi.
Collana Ecoalfabeto, Stampa Alternativa, 2008
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AAVV – Dieci racconti in noir

Questa è l’antologia che raccoglie i 10 racconti vincitori del concorso Creative Commons in Noir dello scorso anno. Ecco testi e autori inclusi nel volume: “Scultura” di Davide Bacchilega, “La marmellata di more” di Euro Carello, “Apocalisse di Giovanni” di Luciano Pagano “Il timbro e il flagello” di Alberto Prunetti, “Angelo mio” di Alberto Giorgi, “Saint Vincent” di Michele Frisia, “Il male” di Karim Mangino, “Una vera signora” di Angela Venuti, “Corso dei mille” di Antonio Pagliaro, “Erano in tre” di Paolo Ferrari.
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AA. VV., 10 racconti in noir
Collana Millelire, Stampa Alternativa, 2007
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AAVV – The International Free and Open Source Software Law Book

“Information wants to be free. Information also wants to be expensive. Information wants to be free because it has become so cheap to distribute, copy, and recombine – too cheap to meter. It wants to be expensive because it can be immeasurably valuable to the recipient. That tension will not go away. It leads to endless wrenching debate about price, copyright, ‘intellectual property’, the moral rightness of casual distribution, because each round of new devices makes the tension worse, not better.”

The Media Lab: Inventing the Future at MIT, Stewart Brand

The tension underlying the value of information translates into two predominant software paradigms: Free and Open Source Software (FOSS) and proprietary software. The criteria for differentiation between these two approaches is based on control over the software/information. With proprietary software, control tends to lie more with the vendor, while with Free and Open Source Software it tends to be more weighted towards the end user. But even though the paradigms differ, they use the same copyright laws to reach and enforce their goals. From a legal perspective, Free and Open Source Software can be considered as software to which users generally receive more rights via their license agreement than they would have with a proprietary software license, yet the underlying license mechanisms are the same.

However, as legal systems differ throughout the world there are significant differences in how Free and Open Source Software licenses are treated in different countries, and it can be difficult to obtain reliable information on national interpretations. The IFOSS Law Book engages with these issues by providing a clear yet thorough analysis of Free and Open Source legal matters by national legal experts. It covers thirteen countries in its first release, and will expand over time to cover more. The purpose of this book is to provide a clear, compelling and simple way for legal professionals, law students and academics and policy makers to contextualize the ramifications and imperatives of the field in their own nation, and in the nations of others. This lofty goal is supported by necessity; the very nature of Free and Open Source Software assumes collaboration to drive value, and such collaboration is by the nature of the Internet not confined to national borders while simultaneously being defined in legal terms by their differing systems, laws and interpretations of best practice in the management of creative goods.

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported License.

Reperibile su: http://ifosslawbook.org/

AAVV – Vladimir Vysotsky

Si potrebbe essere sopraffatti dalla cronaca‚ dalla tentazione di considerare Vladimir Vysotsky come la scoperta di un ennesimo dissidente, di un eretico cresciuto all’ombra dei divieti del regime sovietico. O peggio ancora cedere alle facili lusinghe del poeta maudit, dei predestinati al martirio poetico-musicale alla Jim Morrison. Ma non è così, o almeno non solo. Se a dodici anni dalla sua scomparsa ha senso “scoprire” questo personaggio così poco conosciuto da noi, è perché si tratta di una figura unica, che non ha equivalenti nel nostro panorama artistico.
Questo è il punto.

Ed è oltretutto una chiave essenziale per capire un mondo che in gran parte ci è stato precluso. Vladimir Vysotsky era un grande, leggendario attore di teatro e in misura minore anche di cinema, ma era anche uno scrittore, uno che parlava in prima persona e non solo attraverso i personaggi che interpretava (spesso comunque aggiungendo cose di suo pugno al testo originale); scriveva di tutto, poesie, poemi, drammi, e soprattutto era un prolifico e inesauribile cantautore e per questo era amato da milioni di cittadini sovietici. Per trovare qualcosa di simile in Italia dovremmo fondere Carmelo Bene, Francesco Guccini, Piero Ciampi e Pier Paolo Pasolini, un compito praticamente impossibile come in un certo senso impossibile‚ eppure reale‚ era Vysotsky. Una “impossibilità” che, come vedremo, ha molto a che vedere con l’unicità della situazione sovietica. Il “fenomeno” Vysotsky era di enorme rilevanza, cresciuto all’ombra della maliziosa e infida diffidenza del regime, ma reso grande dalla gente comune, e solo quella parete insormontabile che ancora una ventina di anni fa rendeva incomunicabili o quasi il mondo occidentale e il pianeta sovietico, ha potuto lasciarci nella più totale ignoranza di questa come di altre incredibili realtà culturali.

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Letture Creative

AAVV – Racconti Galeghi

Un bambino incapace di sopportare una già lunghissima vita a ritroso; un forzuto di paese imbestialito per essere stato ritratto in un mascherone da carnevale con tanto di verruche sul naso; i giochi crudeli d’una banda di ragazzi che mimano il violento mondo degli adulti; un guaritore che cura i pazienti facendosi raccontare particolari curiosi della loro vita o distraendoli con barzellette, fino a scoprire il nome segreto d’ogni singola malattia…

Sono le storie marginali e fantasiose, inedite in Italia, che arrivano dalla Galizia, frontiera atlantica della Spagna.

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Letture Creative

AAVV – Racconti dalle Canarie

L’arcipelago vulcanico subtropicale delle Canarie, costituito da sette isole maggiori, con un milione e mezzo di abitanti concentrati in circa 7.500 chilometri quadrati, si trova al largo della costa atlantica nordoccidentale dell’Africa, dove gli antichi collocavano il Giardino dei Beati o quello delle Esperidi, da cui Ercole, varcate le famose colonne, rubò le mele d’oro. La conquista spagnola, conclusasi alla fine del XV secolo, portò alla scomparsa o assimilazione degli aborigeni guanches. Alle Canarie nacque uno dei massimi romanzieri spagnoli, Benito Pérez Galdós (1843-1920), che visse però quasi sempre a Madrid. La narrativa locale ha comunque una lunga tradizione di classici, dai naturalisti fratelli Luis e Agustín Millares Cubas (1861-1925 e 1863-1896) al surrealista Agustín Espinosa (1897-1939), fino ai migliori prosatori del dopoguerra come Isaac de Vega (1920), Rafael Arozarena (1923) e Alfonso García Ramos (1930-1980).

Per capire i tratti distintivi di quanto si scrive in quest’arcipelago, dotato dal 1982 di ampia autonomia amministrativa, diamo la parola a Jorge Rodríguez Padrón (1943), uno degli osservatori più prestigiosi e attenti della vita culturale delle isole, autore di numerosi studi sull’argomento. Due sono i motivi fondamentali di differenziazione che ci segnala: «Da un lato la distanza geografica, per condizionamento della quale le Canarie hanno dovuto generare una propria visione del mondo, e dall’altro lato l’uso della lingua, perché lo spagnolo che si parla da noi rivela un rapporto tra la persona e la lingua diverso da quello della penisola. Tale rapporto concerne soprattutto la parte affettiva della lingua, i suoi aspetti dubitativi, non già la sicurezza bensì l’insicurezza. Da qui l’impiego zigzagante e carico di intenzionalità retorica delle parole, che alle Canarie non valgono in modo assoluto, ma hanno sempre un doppio fondo. C’è quindi un distanziamento che nel linguaggio si traduce in ironia e ambiguità. Ciò sviluppa forme di scrittura diverse, più vicine a quelle dell’America Latina. Inoltre, gli autori canari si muovono sempre tra due forze, una centripeta che li vincola alle proprie radici e un’altra centrifuga che li spinge allo sradicamento e alla fuga. Nelle loro opere queste due forze entrano in collisione, generando conflitto o quantomeno perplessità. La visione del mondo come qualcosa di instabile, di incerto, che sfuma all’orizzonte, è palese nelle lettere canarie dal XVI secolo fino a oggi. I momenti storici in cui maggiormente si proietta in letteratura questa immagine del mondo ironica e doppia sono fondamentalmente quattro: il barocco, il settecento, il modernismo e l’epoca delle avanguardie. Questi fenomeni si attivano da noi al margine di quanto avviene nella penisola e in collegamento diretto col centro di diffusione di ognuno di essi. Il barocco di Bartolomé Cairasco (1538-1610) arriva dall’Italia, l’illuminismo di José de Viera y Clavijo (1731-1813) rimanda al nordeuropa. Agli inizi del secolo Alonso Quesada (1886-1925) inaugura il modernismo in contatto con gli ambienti ispanoamericani e, negli anni ’30, la Gaceta de Arte di Tenerife si collega con l’avanguardismo parigino e l’espressionismo tedesco. La particolare importanza di questi momenti nella storia letteraria dell’arcipelago non è casuale: sono infatti epoche in cui si varcano frontiere e domina l’incertezza nei valori estetici, perché le forme artistiche sono in rapida evoluzione. Quando i canoni estetici sono invece nitidi e inoppugnabili e la letteratura fissa le sue norme e i suoi modelli, da noi la creazione letteraria languisce».

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su: Letture Creative

AAVV – Racconti Ecuadoriani

«Ieri sera, attorno alla mezzanotte e trenta, l’agente di polizia N. 451, che prestava servizio nella zona, trovò, all’incrocio delle vie Escobedo e García, un individuo di nome Ramírez, in pressoché completo stato di prostrazione. Il poveretto sanguinava abbondantemente dal naso e, interrogato che fu dall’agente, disse di essere stato vittima di un’aggressione da parte di alcuni individui a lui sconosciuti, unicamente per aver chiesto loro una sigaretta. L’agente invitò il malcapitato ad accompagnarlo al Commissariato di zona affinché potesse chiarire l’accaduto, ma il Ramírez si rifiutò categoricamente. A questo punto l’agente, nel compimento del suo dovere, sollecitò l’aiuto di uno degli autisti della vicina stazione di taxi e condusse il ferito alla Polizia dove, nonostante le cure del medico, dottor Ciro Benavides, morì poche ore dopo.
Questa mattina il commissario del 6° distretto ha svolto le opportune indagini, ma non è riuscito a scoprire nulla, né riguardo agli assassini né alla provenienza del Ramírez. L’unica cosa che si è potuto sapere, e in modo peraltro accidentale, è che il defunto era vizioso.
Provvederemo a tenere informati i nostri lettori su quanto verremo a sapere intorno a questo fatto misterioso.»

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