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Franco Sacchetti – Piero Brandani da Firenze piatisce, e dà certe carte al figliuolo; ed elli, perdendole, si fugge, e capita dove nuovamente piglia un lupo, e di quello aúto lire cinquanta a Pistoia, torna e ricompera le carte

Nella città di Firenze fu già un Piero Brandani cittadino che sempre il tempo suo consumò in piatire. Avea un suo figliuolo d’etade di diciotto anni, e dovendo fra l’altre una mattina andare al Palagio del Podestà per opporre a un piato, e avendo dato a questo suo figliuolo certe carte, e che andasse innanzi con esse, e aspettasselo da lato della Badía di Firenze; (altro…)

Vittoria Colonna – Or sei pur giunto al fine, o spirto degno

Or sei pur giunto al fine, o spirto degno,
Del tuo sempre d’onor desire acceso;
Or hai lasciato quel noioso peso
Ch’avesti tanto alteramente a sdegno!
Era a te il cielo un solo e vero segno,
U’ sei per gradi di valor asceso;
Nè fu qui al tuo desir giammai conteso
Quel ch’or vedi là su nel santo regno.
Col lume di virtù, nel lume eterno
Levasti gli occhi sovra ‘l mortal velo,
Spronando la ragion, frenando i sensi.
Se non ti (altro…)

Vittoria Colonna – Quanto s’interna al cor più d’anno in anno

Quanto s’interna al cor più d’anno in anno
Quest’antica mia piaga, men m’offende;
Già mi tolse la pace, or me la rende
Quel bel principio ch’è rimedio e danno.
L’alta fatica sua, l’utile inganno
Invaghisce più ognor l’alma, che attende
Solo a seguirlo; e dell’error ch’intende
S’appaga e vive lieta in dolce affanno.
E la ragion che prima il duol raffrena
E lega i sensi poi, fa ch’ella sciolta
Vola con l’alto mio pensiero insieme.
E mentre in grembo a lor sen (altro…)

Giovanni Pascoli – Al fuoco

Dorme il vecchio avanti i ciocchi.
Sogna un nuvolo di bimbi,
che cinguetta. Il ceppo al foco
russa roco.

Dorme anch’esso. A tutti i nocchi
sogna grappoli e corimbi.
Rosei pendono nell’aria
solitaria.

Bianchi i bimbi tra il fogliame,
su su, a quel roseo sorriso
vanno. Il ceppo occhi di brace
apre, e tace.

Ecco pendulo lo sciame
dal grande albero improvviso,
su su. Il vecchio nel cor teme,
guarda e geme.

Ogni bimbo al suo fiore alza
la mano e. . . scivola e va.
Sbarra il ceppo (altro…)

Olindo Guerrini – Nella capanna in fondo al mio cortile

Nella capanna in fondo al mio cortile
Il luppolo alle canne s’attorciglia;
Nell’aria fresca c’è un odor gentile,
Odor di gelsomino e di vainiglia.

Un’Ebe quasi nuda, alta e sottile,
Sorride e spia con le marmoree ciglia
De’ palombi gli amor sotto al sedile:
E il vento del mattin passa e bisbiglia.

Bisbiglia e narra di lontane aiuole
Gli amor lontani a un popolo giocondo
Di gerani fiammanti e di vïole.

Quanto amor, quanta gioia in questo mondo
Di pochi passi che si (altro…)

Errico Malatesta – Il sindacalismo al congresso anarchico di Amsterdam

La discussione sul sindacalismo e lo sciopero generale fu certamente, al Congresso Internazionale Anarchico di Amsterdam, la più importante; ed è ben naturale, poichè si trattava di una questione d’interesse pratico ed immediato, che ha il più grande valore sull’avvenire del movimento anarchico e sui suoi probabili risultati, e poichè precisamente su questa questione si manifestò la sola differenza seria di opinione tra i congressisti, (altro…)

Giuseppe Parini – L’innesto del vaiuolo – Al dottore Gianmaria Bicetti de’ Buttinoni

O Genovese ove ne vai? qual raggio
Brilla di speme su le audaci antenne?
Non temi oimè le penne
Non anco esperte degli ignoti venti?
Qual ti affida coraggio
All’intentato piano
De lo immenso oceano?
Senti le beffe dell’Europa, senti
Come deride i tuoi sperati eventi.

Ma tu il vulgo dispregia. Erra chi dice,
Che natura ponesse all’uom confine
Di vaste acque marine,
Se gli diè mente onde lor freno imporre:
E dall’alta pendice
Insegnolli a guidare
I gran tronchi sul mare,
E in poderoso canape raccorre
I (altro…)

Isabella Morra – Poscia che al bel desir troncate hai l’ale

Poscia che al bel desir troncate hai l’ale,
che nel mio cor sorgea, crudel Fortuna,
sí che d’ogni tuo ben vivo digiuna,
dirò con questo stil ruvido e frale
alcuna parte de l’interno male
causato sol da te fra questi dumi,
fra questi aspri costumi
di gente irrazional, priva d’ingegno,
ove senza sostegno
son costretta a menare il viver mio,
qui posta da ciascuno in cieco oblio.
Tu, crudel, de l’infanzia in quei pochi anni
del caro genitor mi (altro…)

Francesco Petrarca – Amor, se vuo’ ch’i’torni al giogo anticho

Amor, se vuo’ ch’i’torni al giogo anticho,
come par che tu mostri, un’altra prova
meravigliosa et nova,
per domar me, conventi vincer pria.
Il mio amato tesoro in terra trova,
che m’è nascosto, ond’io son sí mendico,
e ‘l cor saggio pudico,
ove suol albergar la vita mia;
et s’egli è ver che tua potentia sia
nel ciel sí grande come si ragiona,
et ne l’abisso (perché qui fra noi
quel che tu val’ et puoi,
credo che ‘l sente ogni gentil persona),
ritogli (altro…)

Marc-Antoine Charpentier – Preludio al “Te Deum”, H 146, Versione per organo – Ian Dollins

      1. Te Deum Prelude

http://www.classicistranieri.com/wp-content/uploads/2015/11/Te-Deum-Prelude.mp3

da: www.musopen.org
Licenza: https://creativecommons.org/publicdomain/mark/1.0/

Giosuè Carducci – In riva al Lys – A piè del monte la cui neve è rosa

A S. F.

A piè del monte la cui neve è rosa
In su ‘l mattino candido e vermiglio,
Lucida, fresca, lieve, armonïosa
Traversa un’acqua ed ha nome dal giglio.

Io qui seggo, Ferrari, e la famosa
Riva d’Arno ripenso e il tuo consiglio;
E di por via la piccioletta prosa
E altamente cantar partito piglio.

Ma il Lys m’avvisa – Al nulla si confonde
Questo mio canto, e non se ne rammarca;
Pur di tanto maggior vena s’effonde. –

Ond’io, la fronte (altro…)

Francesco Petrarca – Ite, caldi sospiri, al freddo core

Ite, caldi sospiri, al freddo core,
rompete il ghiaccio che Pietà contende,
et se prego mortale al ciel s’intende,
morte o mercé sia fine al mio dolore.

Ite, dolci penser’, parlando fore
di quello ove ‘l bel guardo non s’estende:
se pur sua asprezza o mia stella n’offende,
sarem fuor di speranza et fuor d’errore.

Dir se pò ben per voi, non forse a pieno,
che ‘l nostro stato è inquïeto et fosco,
sí come ‘l suo pacifico et sereno.

Gite securi (altro…)

Michelangelo Buonarroti – Ben doverrieno al sospirar mie tanto

Ben doverrieno al sospirar mie tanto
esser secco oramai le fonti e ‘ fiumi,
s’i’ non gli rinfrescassi col mie pianto.
Così talvolta i nostri etterni lumi,
l’un caldo e l’altro freddo ne ristora,
acciò che ‘l mondo più non si consumi.
E similmente il cor che s’innamora,
quand’el superchio ardor troppo l’accende,
l’umor degli occhi il tempra, che non mora.
La morte e ‘l duol, ch’i’ bramo e cerco, rende
un contento (altro…)

Francesco Petrarca – Come talora al caldo tempo sòle

Come talora al caldo tempo sòle
semplicetta farfalla al lume avezza
volar negli occhi altrui per sua vaghezza,
onde aven ch’ella more, altri si dole:

cosí sempre io corro al fatal mio sole
degli occhi onde mi vèn tanta dolcezza
che ‘l fren de la ragion Amor non prezza,
e chi discerne è vinto da chi vòle.

E veggio ben quant’elli a schivo m’ànno,
e so ch’i’ ne morrò veracemente,
ché mia vertú non pò contra l’affanno;

ma sí m’abbaglia Amor soavemente,
ch’i’ (altro…)

Michelangelo Buonarroti – Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta

Quanta dolcezza al cor per gli occhi porta
quel che ‘n un punto el tempo e morte fura!
Che è questo però che mi conforta
e negli affanni cresce e sempre dura.
Amor, come virtù viva e accorta,
desta gli spirti ed è più degna cura.
Risponde a me: – Come persona morta
mena suo vita chi è da me sicura. –
Amore è un concetto di bellezza
immaginata o vista dentro al core,
amica di virtute e gentilezza.