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Settantennale del discorso-manifesto di Harvard, con cui Churchill spiegò i piani per la dominazione dei popoli per via linguistica, attraverso l’inglese

L’Associazione Radicale Esperanto vuole informare di quei piani misconosciuti volti ad assicurare ad americani ed inglesi, come recita il testo, “guadagni di gran lunga superiori che non il toglierci province e territori o schiacciarci con lo sfruttamento” grazie alla dominazione linguistica. Dopo una breve introduzione del Segretario dell’ERA Giorgio Pagano e la lettura del discorso-manifesto di Harvard, registreremo i commenti caldo dei presenti. In occasione di questo evento, l’ERA onlus, associazione (altro…)

Gianni Alfani – Se quella donna ched i’ tegno a mente

Se quella donna ched i’ tegno a mente
atasse il su’ servente,
i’ sare’ ribandito ora a Natale;
ma i’ son certo che non le ne cale!
Però, parole nate di sospiri
ch’escon del pianto che mi fende ‘l core,
sappiate ben contar de’ miei martiri
la chiave, che vi serra ogni dolore,
a quelle donne c’hanno il cor gentile:
sì che, parlando umìle,
prieghin colei per cui ciascuna vale
che faccia tosto il mi’ pianto mortale.
S’ella fa lor questa grazia ch’i’ (altro…)

Gianni Alfani – De la mia donna vo’ cantar con voi

De la mia donna vo’ cantar con voi,
madonne da Vinegia,
però ch’ella vi fregia
d’ogn’adorna bellezza che vo’ avete.
La prima volta ched i’ la guardai,
volsemi gli occhi suoi
sì pien’ d’amor, che mi preser nel core
l’anima isbigottita, sì che mai
non ragionò d’altrui,
come legger si può nel meo colore.
O lasso, quanto è suto il meo dolore
poscia, pien di sospiri
per li dolci disiri
che nel volger degli occhi vo’ tenete!
Di costei si può dir ben che sia (altro…)

Gianni Alfani – Ballatetta dolente

Ballatetta dolente,
va’ mostrando il mi’ pianto
che di dolor mi cuopre tutto quanto.
Tu te ne andrai imprima a quella gioia
per cui Fiorenza luce ed è pregiata;
e quetamente, che non le sie noia,
la priega che t’ascolti, o sconsolata;
poi le dirai affannata
come m’ha tutto infranto
il tristo bando che mi colse al canto.
S’ella si volge verso te pietosa,
ad ascoltar le pene che tu porti,
traendo guai dolente e vergognosa,
lei pingi come gli occhi miei son morti
per (altro…)

Gianni Alfani – Quanto più mi disdegni più mi piaci

Quanto più mi disdegni, più mi piaci,
e quan’ tu mi di’: «Taci»,
una paura nel cor mi discende
che dentro un pianto di morte v’accende.
Se non t’incresce di veder morire
lo cor che tu m’ha’ tolto,
Amor l’ucciderà ‘n quella paura
ch’accende il pianto del crudel martire,
che mi spegne del volto
l’ardire, in guisa che non s’assicura
di volgersi a guardar negli occhi tuoi:
però che sente i suoi
sì gravi nel finir che li contende,
che non li può levar, (altro…)

Gianni Alfani – Donne, la donna mia ha d’un disegno

Donne, la donna mia ha d’un disdegno
sì ferito ‘l me’ core,
che se voi non l’atate e’ se ne more!
Ella l’ha disdegnato così forte
perch’i’ guarda’ negli occhi di costei,
che ha ferito un mio compagno a morte;
e sol per questo la miraro i miei.
Ond’i’ vi dico ch’i’ m’ucciderei,
se ‘l su’ dolce valore
non avesse pietà del mi’ dolore.
Questa mia bella donna che mi sdegna,
legò sì stretto il meo cor quando ‘l prese,
che non si (altro…)

Gianni Alfani – Guato una donna dov’io la scontrai

Guato una donna dov’ io la scontrai,
che cogli occhi mi tolse
lo cor, quando si volse
per salutarmi, e nol mi rendéo mai.
Io la pur miro là dov’ io la vidi,
e veggiovi con lei
il bel saluto che mi fece allore;
lo quale sbigottì sì gli occhi miei,
che li ‘ncerchiò di stridi
l’anima mia che li pingea di fòre,
perché sentiva in lui venir umìle
un spirito gentile
che le diceva: «Omai
guata costei! Se non, tu ti morrai».
Amor vi (altro…)