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Facciamo una biblioteca multimediale. Meglio.

Pietro Aretino – Madonna, dal polmone è il vostro male

Madonna, dal polmone è vostro male: il rimedio c’è pronto, se volete alzar le coscie più che potete per ricever in cul un serviziale. Questo val meglio che acqua pettorale, madonna; v’assicuro el trovarete. – Orsù, Messer, poi ché questo credete, di guarirme più tardar non mi cale. Ecco il cul, alerta! Ohimè! Che fate? [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Veduto avete le reliquie tutte

Veduto avete le reliquie tutte dei cazzi orrendi in le potte stupende; et avete visto far quelle faccende allegramente a queste belle putte; e di dietro e d’inanzi darle frutte, e ne le bocche le lingue a vicende: che son cose da farne le leggende, come che di Morgante e di Margutte. Io so ch’un [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Sta cheto, bambin mio, ninna, ninna!

Sta cheto bambin mio; ninna, ninna! Spinge, maestro Andrea, spinge ch’ei c’è. Dammi tutta la lingua, ai! ohimè! Che il tuo gran cazzo all’anima mi va. – Signora, adesso, adesso v’intrerà; cullate bene il fanciullin col piè, e farete servizi a tutti e tre: perché noi compiremo, ei dormirà. – Io son contenta; io cullo, [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Il putto poppa e poppa anche la potta

Il putto poppa, e poppa anche la potta; a un tempo, date il latte e ricevete, e tre contenti in un letto vedete: ognuno il suo piacer piglia a un otta. Aveste fottitura mai sì ghiotta, fra le migliaie che avute ne avete? In questo fotter più festa prendete, ch’un villan quano ei mangia la [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Non tirar, fottutello di Cupido

Non tirar, fottutello di Cupido, la cariola; fermati bismulo; ch’io vo’ fotter in potta e non in culo costei, che mi togl’il cazzo e me ne rido. E nelle braccia le gambe mi fido, e si disconcio sto (e non t’adulo) che si morrebbe a starci un’ora un mulo che fottendo a disaggio, mi disfaccio. [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Dammi la lingua, appunta i piedi al muro

Dammi la lingua, appunta i piedi al muro; stringi le coscie, e tienim stretto, stretto; lasciat’ire a riverso in sul letto che d’altro che di fotter non mi curo. Ai! Traditore! Quant’hai il cazzon duro! O! come? su la potta ci confetto! Un dì, tormelo in culo ti prometto, e di farlo uscir netto t’assicuro. [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Marte, maledettissimo poltrone!

Marte, maledettissimo poltrone! Così sotto una donna non si reca, e non si fotte Venere alla cieca, con assai furia e poca discrezione. – Io non son Marte, io son Hercol Rangone, e fotto qui che sete Angela Greca; e se ci fosse qui la mia ribeca, vi sonerei fottendo una canzone. E voi, Signora, [...]

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gio, dicembre 8 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Dubbi Amorosi – Audiobook – MP3 – Lettura di Valerio Di Stefano

Pietro Aretino (Arezzo, 20 aprile 1492 – Venezia, 21 ottobre 1556) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano. È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l’epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso tese a renderlo benvoluto [...]

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dom, ottobre 30 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Perch’io prov’or sun si’ solenne cazzo

Perch’io prov’or un sì solenne cazzo che mi rovescia l’orlo della potta, io vorrei esser tutta quanta potta, ma vorrei che tu fossi tutto cazzo. Perché, s’io fossi potta e tu cazzo, isfameria per un tratto la potta, e tu avresti anche dalla potta tutto il piacer che può aver un cazzo. Ma non potendo [...]

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sab, ottobre 15 2011 » Letteratura Italiana » No Comments

Pietro Aretino – Posami questa gamba in su la spalla

Posami questa gamba in su la spalla, et levami dal cazzo anco la mano, e quando vuoi ch’io spinga forte o piano, piano o forte col cul sul letto balla. E s’in cul dalla potta il cazzo falla, dì ch’io sia un forfante e un villano, perch’io conosco dalla vulva l’ano, come un caval conosce [...]

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sab, ottobre 15 2011 » Letteratura Italiana » No Comments