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Pietro Aretino – Questo è pur un bel cazzo lungo e grosso

Questo è pur un bel cazzo lungo e grosso.
Deh! se l’hai caro lasciamelo vedere
– Vogliam provare se potete tenere
questo cazzo in la potta, e me addosso.

– Come, s’io vo’ provar? come, s’io posso?
Piuttosto questo che mangiare o bere!
– Ma s’io v’infrango poi, stando a giacere,
farovi mal. – Tu hai ‘l pensier del Rosso,

Gettati pure in letto e nello spazzo
sopra di me, che se Marforio fosse,
o un gigante, io n’averò sollazzo,

purché mi (altro…)

Pietro Aretino – E saria pur una coglioneria

E saria pur una coglioneria
sendo in voglia mia fottervi adesso,
avervi col cazzo nella potta messo,
del cul non mi facendo carestia.

Finisca in me la mia genealogia!
Ch’io vo’ fottervi dietro, spesso, spesso,
poiché gli è più differente il tondo dal fesso
che l’acquata dalla malvasia.

– Fottimi e fa di me ciò che tu vuoi,
in potta, in cul, ch’io me ne curo poco
dove che tu ci facci i fatti tuoi.

Ch’io per me nella potta, in culo (altro…)

Pietro Aretino – Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia

Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia,
dietro o dinanzi? io vo’ ‘l sapere,
perché farovi forse dispiacere
se nel cul me lo caccio per disgrazia.

– Madonna, no, perché la potta sazia
il cazzo sì che v’ha poco piacere,
ma quel che faccio, il fo per non parere
un Frate Mariano, verbi gratia.

Ma poi ch’il cazzo in cul tutto volete
come vogliono savi, io sono contento
che voi fate del mio ciò che volete.

E pigliatelo con man, mettetel’ dentro:
che (altro…)

Pietro Aretino – Avea la Panta, da bisogno astretta

Dubbio III

Avea la Panta, da bisogno astretta,
concessa la sua potta a un giovin saggio,
il qual trovò la via non molto stretta.
Né potè asciutto andar per il vïaggio.
Ei mutò strada e andò per la più netta
e dell’altrui domin prese l’omaggio.
Ha l’altrui possession egli turbata
e questa via dev’essergli vietata?

Risoluzione III

La costumanza della terra mia,
scritta de servitude et in latino,
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Pietro Aretino – Aveva la Martuzza un giorno tolta

Dubbio II

Aveva la Martuzza un giorno tolta
la medicina e non potea cacare;
ond’ella avea dolor e pena molta
e quasi tutta si sentia crepare.
Talché temendo di restar sepolta,
un grosso cazzo in cul si fe’ cacciare:
guarì, ma nel guarir gustò sapore.
È tenuta di dirlo al confessore?

Risoluzione II

Tutti i canoni voglion ch’il peccato
se non è volontario non si stima,
e (altro…)

Pietro Aretino – Porzia fedel s’avea fatto chiavare

Porzia fedel s’avea fatto chiavare
molt’anni col consenso del marito,
ma perché non potè mai figli fare,
ell’era da ciascun mostrata a dito:
un astuto villan fece chiamare
e fe’ di figli un numero infinito;
or il marito l’ha per vituperio,
utrum possa accusarla d’adulterio?

Risoluzione I

La legge adulter singulare, testo,
dice ad legem Juliam de adulterio:
quando il marito non accusi presto
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Pietro Aretino – Madonna, dal polmone è il vostro male

Madonna, dal polmone è vostro male:
il rimedio c’è pronto, se volete
alzar le coscie più che potete
per ricever in cul un serviziale.

Questo val meglio che acqua pettorale,
madonna; v’assicuro el trovarete.
– Orsù, Messer, poi ché questo credete,
di guarirme più tardar non mi cale.

Ecco il cul, alerta! Ohimè! Che fate?
Gli è differente il tondo dal fesso;
non è il patto che mi facesti adesso.

Pian, che gli è grosso, mi storpiate!
– Madonna, volete che vi dica (altro…)

Pietro Aretino – Veduto avete le reliquie tutte

Veduto avete le reliquie tutte
dei cazzi orrendi in le potte stupende;
et avete visto far quelle faccende
allegramente a queste belle putte;

e di dietro e d’inanzi darle frutte,
e ne le bocche le lingue a vicende:
che son cose da farne le leggende,
come che di Morgante e di Margutte.

Io so ch’un gran piacer avete avuto,
a veder dare in potta e’ n cul la stretta,
in modo che più non s’è fottuto.

E come spesso nel naso si (altro…)

Pietro Aretino – Sta cheto, bambin mio, ninna, ninna!

Sta cheto bambin mio; ninna, ninna!
Spinge, maestro Andrea, spinge ch’ei c’è.
Dammi tutta la lingua, ai! ohimè!
Che il tuo gran cazzo all’anima mi va.

– Signora, adesso, adesso v’intrerà;
cullate bene il fanciullin col piè,
e farete servizi a tutti e tre:
perché noi compiremo, ei dormirà.

– Io son contenta; io cullo, io meno, io fo;
culla, mena e travagliati ancor tu.
– Mammina, a vostra posta compirò.

– Non far! fermati, aspetta un poco più,
che tal dolcezza in (altro…)

Pietro Aretino – Il putto poppa e poppa anche la potta

Il putto poppa, e poppa anche la potta;
a un tempo, date il latte e ricevete,
e tre contenti in un letto vedete:
ognuno il suo piacer piglia a un otta.

Aveste fottitura mai sì ghiotta,
fra le migliaie che avute ne avete?
In questo fotter più festa prendete,
ch’un villan quano ei mangia la ricotta.

– Veramente egli è dolce a cotal modo,
il fotter reverendo, il fotter divo;
e come io fossi una Badessa godo;

e si mi tocca a (altro…)

Pietro Aretino – Non tirar, fottutello di Cupido

Non tirar, fottutello di Cupido,
la cariola; fermati bismulo;
ch’io vo’ fotter in potta e non in culo
costei, che mi togl’il cazzo e me ne rido.

E nelle braccia le gambe mi fido,
e si disconcio sto (e non t’adulo)
che si morrebbe a starci un’ora un mulo
che fottendo a disaggio, mi disfaccio.

E se voi, Beatrice, stentar faccio,
perdonar mi dovete, perch’io mostro
che fottendo a disaggio, mi disfaccio.

E se non ch’io mi specchio nel cul vostro,
stando sospeso (altro…)

Pietro Aretino – Dammi la lingua, appunta i piedi al muro

Dammi la lingua, appunta i piedi al muro;
stringi le coscie, e tienim stretto, stretto;
lasciat’ire a riverso in sul letto
che d’altro che di fotter non mi curo.

Ai! Traditore! Quant’hai il cazzon duro!
O! come? su la potta ci confetto!
Un dì, tormelo in culo ti prometto,
e di farlo uscir netto t’assicuro.

– Io vi ringrazio cara Lorenzina,
mi sforzerò servirvi; ma spingete,
spingete come fa la Ciabattina.

o farò adesso, e voi quando farete?
– Adesso! dammi tutta la (altro…)