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Gaspara Stampa – A che vergar, signor, carte ed inchiostro

A che vergar, signor, carte ed inchiostro
in lodar me, se non ho cosa degna,
onde tant’alto onor mi si convegna;
e, se ho pur niente, è tutto vostro?
Entro i begli occhi, entro l’avorio e l’ostro,
ove Amor tien sua gloriosa insegna,
ove per me trionfa e per voi regna,
quanto scrivo e ragiono mi fu mostro.
Perché ciò che s’onora e ‘n me si prezza,
anzi s’io vivo e spiro, è vostro il vanto,
a voi convien, non a (altro…)

Franco Sacchetti – Piero Brandani da Firenze piatisce, e dà certe carte al figliuolo; ed elli, perdendole, si fugge, e capita dove nuovamente piglia un lupo, e di quello aúto lire cinquanta a Pistoia, torna e ricompera le carte

Nella città di Firenze fu già un Piero Brandani cittadino che sempre il tempo suo consumò in piatire. Avea un suo figliuolo d’etade di diciotto anni, e dovendo fra l’altre una mattina andare al Palagio del Podestà per opporre a un piato, e avendo dato a questo suo figliuolo certe carte, e che andasse innanzi con esse, e aspettasselo da lato della Badía di Firenze; (altro…)

Guelfo Taviani – Pensando come tuoi sermoni adatte

Pensando come tuoi sermoni adatte,
la repugnanza è tanta, ch’è uno scorno:
lo cavalier t’ha scoperto falorno,
ove gli occhi fermaste, onde t’imbratte.
Or vedi come lo tuo core appiatte,
che per madonna Teccia hai preso il torno:
or par che torni falso d’altro corno,
che poscia di dimor[a] no è detratto.
In altro t’infrasca poi ch’ami ad arte;
ché ben conosce Amor i pensier tui,
ed in tal guisa, ché già mai non pui
frutte aver, ché Amor guarda fra cui
sue (altro…)

Il figliuol di Latona avea già nove – Francesco Petrarca

Il figliuol di Latona avea già nove
volte guardato dal balcon sovrano,
per quella ch’alcun tempo mosse invano
i suoi sospiri, et or gli altrui commove.

Poi che cercando stanco non seppe ove
s’albergasse, da presso o di lontano,
mostrossi a noi qual huom per doglia insano,
che molto amata cosa non ritrove.

Et cosí tristo standosi in disparte,
tornar non vide il viso, che laudato
sarà s’io vivo in piú di mille carte;

et pietà lui medesmo avea cangiato,
sí che’ begli (altro…)