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Alfonsina Storni – Date a volar

Anda, date a volar, hazte una abeja;
En el jardín florecen amapolas,
Y el néctar fino colma las corolas;
Mañana el alma tuya estará vieja.

Anda, suelta a volar, hazte paloma,
Recorre el bosque y picotea granos,
Come migajas en distintas manos,
La pulpa muerde de fragante poma.

Anda, date a volar, sé golondrina,
Busca la playa de los soles de oro,
Gusta la primavera y su tesoro,
La primavera es única y divina.

Mueres de sed: no he de oprimirte tanto…
Anda, camina por el mundo, sabe;
Dispuesta sobre el mar está tu nave:
Date a bogar hacia el mejor encanto.

Corre, camina más, es poco aquello…
Aún quedan cosas que tu mano anhela,
Corre, camina, gira, sube y vuela:
Gústalo todo porque todo es bello.

Echa a volar… mi amor no te detiene,
¡Cómo te entiendo, Bien, cómo te entiendo!
Llore mi vida… el corazón se apene…
Date a volar, Amor, yo te comprendo.

Callada el alma… el corazón partido,
Suelto tus alas… ve… pero te espero.
¿Cómo traerás el corazón, viajero?
Tendré piedad de un corazón vencido.

Para que tanta sed bebiendo cures
Hay numerosas sendas para ti…
Pero se hace la noche; no te apures…
Todas traen a mí…

Franco Sacchetti – Basso della Penna a certi forestieri, che domandorono lenzuola bianche, le dà loro sucide, ed eglino dolendosi, prova loro che l’ha date bianche

Questa pera mézza, con la quale il Basso fece cosí bene i fatti suoi, mi reduce a memoria un’altra novella di pere mézze, fatta già per lo detto Basso, nella quale si dimostra apertamente che insino nell’ultimo della sua morte fu piacevolissimo. Ma innanzi che venisse a questo, io dirò due novellette, che fece in meno di due mesi anzi che morisse, avendo continuo o terzana o quartana, che poi lo indusse a morte.
A Ferrara arrivorono alcuni Fiorentini all’albergo suo una sera, e cenato che ebbono, dissono:
– Basso, noi ti preghiamo che tu ci dia istasera lenzuola bianche.
Basso risponde tosto, e dice:
– Non dite piú, egli è fatto.
Venendo la sera, andandosi al letto, sentivano le lenzuola non essere odorose, ed essere sucide. La mattina si levavono, e diceano:
– Di che ci servisti, Basso, che tanto ti pregammo iersera che ci dessi lenzuola bianche, e tu ci hai dato tutto il contrario?
Disse il Basso:
– O questa è ben bella novella; andiamole a vedere.
E giunto in camera caccia in giú il copertoio, e volgesi a costoro e dice:
– Che son queste? son elle rosse? son elle azzurre? son elle nere? non son elle bianche? Qual dipintore direbbe ch’elle fossono altro che bianche?
L’uno de’ mercatanti guatava l’altro, e cominciava a ridere dicendo che ‘l Basso avea ragione, e che non era notaio che avesse scritto quelle lenzuola essere d’altro colore che bianche. E con queste piacevolezze tirò gran tempo tanto a sé la gente che non si curavono di letto né di vivande.
E questa è una loica piacevole, che sta bene a tutti gli artieri, e massimamente agli albergatori, a’ quali molti e di diversi luoghi vengono alle mani. Questa novelletta ha fatti molti, che l’hanno udita, savii; e io scrittore sono uno di quelli che giugnendo a uno albergo, volendo lenzuola nette, addomando che mi dea lenzuola di bucato.