Archivi tag: di

Folgore da San Gimignano – Fior di virtú sí è gentil coraggio

Fior di virtú sí è gentil coraggio,
e frutto di virtú sí è onore,
e vaso di virtú sí è valore
e nome di virtú è uomo saggio;

e specchio di virtú non vede oltraggio
e viso di virtú, chiaro colore,
ed amor di virtú, buon servitore,
e dono di virtú, dolce lignaggio.

E letto di virtú è conoscenza,
e seggio di virtú, amor leale,
e poder di virtú è sofferenza;

e opera di virtú, esser leale,
e braccio di virtú, bella accoglienza:
tutta (altro…)

Ugo Foscolo – Ultime lettere di Jacopo Ortis

PARTE PRIMA

Al lettore

Pubblicando queste lettere, io tento di erigere un monumento alla virtù sconosciuta; e di consecrare alla memoria del solo amico mio quelle lagrime, che ora mi si vieta di spargere su la sua sepoltura. E tu, o Lettore, se uno non sei di coloro che esigono dagli altri quell’eroismo di cui non sono eglino stessi capaci, darai, spero, la tua compassione al giovine infelice dal quale (altro…)

Vittoria Colonna – Quanta invidia al mio cor, felici e rare – ARGOMENTO. Invidia la sorte dei genitori di Francesco Molza, che morirono nel giorno istesso.

Quanta invidia al mio cor, felici e rare
Anime, porge il vostro ardente e forte
Nodo, che l’ultime ore a voi di morte
Fe dolci che son sempre agli altri amare!
Non furo ai bei desir le parche avare
In filar nè più lunghe nè più corte
Le vostre vite; ond’or con egual sorte
Sete vive nel ciel, nel mondo chiare.
Se ‘l fuoco sol d’amor legar può tanto
Due voglie, or quanto a voi natura e amore,
I corpi quella (altro…)

Giacomo Leopardi – Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco

PREAMBOLO

Questo Frammento, che io per passatempo ho recato dal greco in volgare, è tratto da un codice a penna che trovavasi alcuni anni sono, e forse ancora si trova, nella libreria dei monaci del monte Athos. Lo intitolo Frammento apocrifo perché, come ognuno può vedere, le cose che si leggono nel capitolo della fine del mondo, non possono essere state scritte se non poco tempo addietro; laddove Stratone da Lampsaco, filosofo (altro…)

Giacomo Leopardi – Detti memorabili di Filippo Ottonieri

CAPITOLO PRIMO

Filippo Ottonieri, del quale prendo a scrivere alcuni ragionamenti notabili, che parte ho uditi dalla sua propria bocca, parte narrati da altri; nacque, e visse il più del tempo, a Nubiana, nella provincia di Valdivento; dove anche morì poco addietro; e dove non si ha memoria d’alcuno che fosse ingiuriato da lui, né con fatti né con parole. Fu odiato comunemente da’ suoi cittadini; perché parve prendere poco piacere di (altro…)

Ugo da Massa Conte di Santafiora, Eo maladico l’ora che ‘n promero

Eo maladico l’ora che ‘n promero
amai, che fue per mia disaventura,
ca sì coralemente ch’io ne pero
innamorai, tanto ci misi cura.
E nullo amante trovo, assai lo chero,
che s’asimigli de la mia natura,
c’Amore è ‘n meve tutto, e ò pensero
che s’altri n’à neente, che mi ‘l fura.
Amore ed eo sen tutt’una parte
ed avemo un volero e[d] un[o] core
e, s’eo non fosse, Amore non seria.
E non pensate ch’eo ‘l dica per arte,
ma certamente è (altro…)

Ugo da Massa Conte di Santafiora, Amore fue invisibole criato

Amore fue invisibole criato,
però invisibol ven la ‘namoranza,
chè null’omo lo sente prim’è nato,
quando s’aprende tutt’à sot[t]iglianza
chè ‘n meve sede e ven dissimulato.
Mas ciò ch’è detto, c’ave in sè pos[s]anza,
natura li consente, ed ègli dato
come lociore, così esicuranza.
O Deo, che invisibol lo facesti,
di tanto meno li piacesse in grato
che quando of[f]ende of[f]ender si potisse,
di sì grande segnoria che li desti,
ca di ‘[n]visibol tornasse incarnato,
che s’omo lo colpisse, che sentisse.

Ugo da Massa Conte di Santafiora, In ogne membro un spirito m’è nato

In ogne membro un spirito m’è nato
ed intelletto i[n] ‘namorato core,
e sentome d’amor tutto inflam[m]ato,
un punto sol di carne non è fore;
e d’ogne parte amor più divisato
intrao me, ca non fo lo colore:
chè lo spirito meo, quando lo fiato,
eo sento ben che va piangendo amore.
Amore è in meve tanto combenuto,
ched à fatto uno spero ond’ello vae,
ch’è sì stretto non pò partire stando:
a parte a parte for va per aiuto
e gittande l’angoscia (altro…)

Folco di Calavra, D’Amor distretto vivo doloroso

D’Amor distretto vivo doloroso;
com’om che sta lontano
e vedesi alungare
da cosa c’ama, vedesi noioso,
languisce stando sano,
perchè non pote usare
la cosa che li piace,
per zo vado morendo;
dunqua non mi dispiace
tal morte soferendo,
ma vivere mi pare.
Cui ben sente, bel gli è, contro al morire,
languir disiderando,
at[t]endendo [‘n] speranza
sua voglia, dolze gioia, [di] compire,
e non sa merzè quando
li compia disianza;
ma vive confortato,
ch’à senno e volontate
di quella cui s’è dato
per fedele amistate,
e blasmando tardanza.
Son ben morto, chè (altro…)