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Compagnetto da Prato, L’amor fa una donna amare

L’amor fa una donna amare.
Dice: «Lassa, com faragio?
Quelli a cui mi voglio dare
non so se m’à ‘n suo coragio.
Sire Dio, che lo savesse
ch’io per lui sono al morire,
o c’a donna s’avenesse:
manderia a lui a dire
che lo suo amor mi desse.
Dio d’amor, quel per cui m’ài
conquisa, di lui m’aiuta;
non t’è onor s’a lui non vai,
combatti per la renduta.
Dio! l’avessero in usanza
l’altre di ‘nchieder d’amare!
ch’io inchiedesse lui d’amanza,
chè m’à tolto lo posare;
per lui (altro…)

Re Enzo, Amor mi fa sovente

Amor mi fa sovente
lo meo core pensare,
dàmi pene e sospiri;
e son forte temente,
per lungo adimorare,
ciò che por[r]ia aveniri.
Non c’agia dubitanza
de la dolze speranza
che ‘nver di me fallanza ne facesse,
ma tenemi ‘n dottanza
la lunga adimoranza
di ciò c’adivenire ne potesse.
Però nd’agio paura
e penso tuttavia
a lo suo gran valore;
se troppo è mia dimura,
eo viver non por[r]ia;
così mi stringe Amore
ed àmi così priso,
n tal guisa conquiso,
che ‘n altra parte non ò pensamento;
e tuttora m’è aviso
di (altro…)

Jacopo Mostacci, Amor ben veio che mi fa tenire

Amor ben veio che mi fa tenire
manera [e] costumanza
d’aucello c’arditanza – lascia stare:
quando lo verno vede sol venire
ben mette ‘n ubrianza
la gioiosa baldanza – di svernare,
e par che la stagione no li piacc[i]a,
chè la fredura inghiacc[i]a;
e poi, per primavera,
ricovera manera
e suo cantare in[n]ova e sua ragione.
Ed ogni cosa vuole sua stagione.
Amor, lo tempo che non m’era a grato
mi tolse lo cantare;
credendo megliorare – io mi ritenni.
Or canto, chè mi sento megliorato,
ca, (altro…)

Guittone d’Arezzo, Comune perta fa comun dolore

Comune perta fa comun dolore,
e comuno dolore comun pianto;
per che chere onni bon pianger ragione:
perduto ha vero suo padre Valore,
e Pregio amico bono e grande manto,
e valente ciascun suo compagnone,
Giacomo da Leona, in te, bel frate.
Oh che crudele ed amaroso amaro
ne la perdita tua gustar dea core
che gustò lo dolzore
dei dolci e veri tuoi magni condutti,
che, pascendo bon’ ghiotti,
lo valente valor tuo cucmava!
e pascea e sanava
catun mondan ver gusto e viso (altro…)

Franco Sacchetti – Basso della Penna nell’estremo della morte lascia con nuova forma ogni anno alle mosche un paniere di pere mézze, e la ragione, che ne rende, perché lo fa

Ora verrò a quella novella delle pere mézze, ed è l’ultima piacevolezza del Basso, però che fu mentre che moría. Costui venendo a morte, ed essendo di state, e la mortalità sí grande che la moglie non s’accostava al marito, e ‘l figliuolo fuggía dal padre, e ‘l fratello dal fratello, però che quella pestilenza, come sa chi l’ha veduto, s’appiccava forte, volle fare testamento; (altro…)

Franco Sacchetti – Basso della Penna fa un convito, là dove, non mescendosi vino, quelli convitati si maravigliono, ed egli gli chiarisce con ragione, e non con vino

Questo Basso (ed è la seconda novella di quelle che io proposi in queste di sopra) in questi due mesi di sopra contati, ne’ quali era già febbricoso del male che poi morío, parve che volesse fare la cena come fece Cristo co’ discepoli suoi; e fece invitare molti suoi amici, che la tal sera venissono a mangiare con lui. La brigata tutta accettoe; e (altro…)

Francesco Petrarca – Di tempo in tempo mi si fa men dura

Di tempo in tempo mi si fa men dura
l’angelica figura e ‘l dolce riso,
et l’aria del bel viso
e degli occhi leggiadri meno oscura.

Che fanno meco omai questi sospiri
che nascean di dolore
et mostravan di fore
la mia angosciosa et desperata vita?
S’aven che ‘l volto in quella parte giri
per acquetare il core,
parmi vedere Amore
mantener mia ragion, et darmi aita:
né però trovo anchor guerra finita,
né tranquillo ogni stato del cor mio,
ché piú m’arde ‘l desio,
quanto (altro…)

Franco Sacchetti – La sorella del marchese Azzo, essendo andata a marito al giudice di Gallura, in capo di cinque anni torna vedova a casa. Il frate non la vuol vedere, perché non ha fatto figliuoli, ed essa con un motto il fa contento.

Il marchese Azzo da Esti andò cercando il contrario d’una sua sorocchia. Questo marchese credo fosse figliuolo del marchese Obizzo, e avendo una sua sorocchia da marito che, salvo il vero, ebbe nome madonna Alda, la quale maritò al giudice di Gallura; e la cagione di questo matrimonio fu che ‘l detto judice era vecchio e non avea alcun erede, né a chi legittimamente succedesse il suo; onde il marchese, credendo (altro…)

Fryderyck Chopin – Concerto n° 2 in Fa minore per pianoforte e orchestra, Op. 21 – 193

Fryderyck Chopin – Concerto n° 2 in Fa minore per pianoforte e orchestra, Op. 21 – 1935

# Chopin, Fryderyk (ruolo: Compositore)
# Cortot, Alfred (ruolo: Pianista)
# Barbirolli, John (ruolo: Direttore)

# 01 – Allegro (formato MP3)
# 02 – Larghetto (formato MP3)
# 03 – Allegro vivace (formato MP3)

      chopin_con_op21_bj_01_alleg
      chopin_con_op21_bj_02_largh
      chopin_con_op21_bj_03_alleg
      chopin_con_op21_bj_03_alleg

da: www.liberliber.it
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/

Petr Ilic Caikovskij – Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 – 1929

      01. I. Andante sostenuto - Moderato con anima
      02. II. Andantino in modo di canzona
      03. III. Scherzo- Pizzicato ostinato
      04. IV. Finale- Allegro con fuoco

TCHAIKOVSKY: Symphony No. 4 in F Minor, Op. 36

Concertgebouw Orchestra of Amsterdam
Willem Mengelberg, conductor

I. Andante sostenuto – Moderato con anima
II. Andantino in modo di canzona
III. Scherzo: Pizzicato ostinato
IV. Finale: Allegro con fuoco

Columbia 78rpm Set M-133 (AX5034 – AX5043)
Recorded in June 11-15, 1929, at Concertgebouw, Amsterdam
Digital transfer by F. Reeder
(High (altro…)