Folgore da San Gimignano – Umiltà dolcemente li riceve

Umilità dolcemente il riceve,
e dice: “Punto non vo’ che ti gravi,
ch’e’ pur convien ch’io ti rimondi e lavi,
e farotti piú bianco che la neve;

e intendi quel ched io ti dico breve,
ch’i’ vo’ portar dello tuo cor le chiavi,
ed a mio modo converrà che navi,
ed io ti guiderò sí come meve.

Ma d’una cosa far tosto ti spaccia,
ché tu sai che soperbia m’è nimica:
che piú con teco dimoro non faccia.

I’ ti sarabbo cosí fatta amica
ch’e’ converrà ch’a tutta gente piaccia;
e cosí fa chi di me si notrica”.

Folgore da San Gimignano – Ecco prodezza che tosto lo spoglia

Ecco Prodezza, che tosto lo spoglia
e dice: “Amico, e’ convien che tu mudi,
per ciò ch’i’ vo’ veder li uomini nudi
e vo’ che sappi non abbo altra voglia;

e lascia ogni costume che far soglia,
e nuovamente t’affatichi e sudi;
se questo fai, tu sarai de’ miei drudi
pur che ben far non t’incresca né doglia”.

E quando vede le membra scoperte,
immantinente sí le reca in braccio
dicendo: “Queste carni m’hai offerte;

i’ le ricevo e questo don ti faccio,
acciò che le tue opere sien certe:
che ogni tuo ben far già mai non taccio”.

Folgore da San Gimignano – Ora si fa un donzello cavalieri

Ora si fa un donzello cavalieri;
e’ vuolsi far novellamente degno,
e pon sue terre e sue castell’a pegno
per ben fornirsi di ciò ch’è mistieri:

annona, pane e vin dà a’ forestieri,
manze, pernici e cappon per ingegno;
donzelli e servidori a dritto segno,
camere e letta, cerotti e doppieri;

e pens’a molti affrenati cavagli,
armeggiatori e bella compagnia,
aste, bandiere, coverte e sonagli;

ed istormenti con gran baronia,
e giucolar per la terra guidàgli,
donne e donzelle per ciascuna via.