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Fray Luis de León – Amor casi de un vuelo me ha encumbrado

Amor casi de un vuelo me ha encumbrado
adonde no llegó ni el pensamiento;
mas toda esta grandeza de contento
me turba, y entristece este cuidado,

que temo que no venga derrocado
al suelo por faltarle fundamento;
que lo que en breve sube en alto asiento,
suele desfallecer apresurado.

mas luego me consuela y asegura
el ver que soy, señora ilustre, obra
de vuestra sola gracia, y que en vos fío:

porque conservaréis vuestra (altro…)

Lorenzo de’ Medici – Giá sette volte ha Titan circuíto

Giá sette volte ha Titan circuíto
nostro emispero e nostra grave mole:
per me in terra non è stato sole,
per me la luce o splendor fuor non uscito.
Ond’è ch’ogni mio gaudio è convertito
in pianto oscuro, e, quel che piú mi duole,
veder Amor che ne’ princípi suole
parer placato, ognor piú incrudelito.
Tristo principio è questo al nostro amore,
e già mi pento della prima impresa,
ma or quando aiutar non me ne posso;
ch’io sento arder la face (altro…)

Franco Sacchetti – Uno giovene Sanese ha tre comandamenti alla morte del padre: in poco tempo disubbedisce, e quello che ne seguita.

Ora verrò a dire di una che s’era maritata per pulzella, e ‘l marito vidde la prova del contrario anzi che con lei giacesse, e rimandolla a casa sua, senza avere mai a fare di lei.
Fu a Siena già un ricco cittadino, il quale, venendo a morte, e avendo un figliuolo e non piú, che avea circa a venti (altro…)

Luis de Camoes – Grão tempo ha ja que soube da Ventura

Grão tempo ha ja que soube da Ventura
A vida que me tinha destinada;
Que a longa experiencia da passada
Me dava claro indicio da futura.
Amor fero e cruel, Fortuna escura,
Bem tendes vossa fôrça exprimentada:
Assolai, destrui, não fique nada;
Vingai-vos desta vida, que inda dura.
Soube Amor da Ventura, que a não tinha,
E porque mais sentisse a falta della,
De imagens impossiveis me mantinha.
Mas vós, Senhora, pois que minha estrella
Não foi (altro…)

Michelangelo Buonarroti – Tu ha’ ‘l viso più dolce che la sapa

Tu ha’ ‘l viso più dolce che la sapa,
e passato vi par sù la lumaca,
tanto ben lustra, e più bel c’una rapa;
e’ denti bianchi come pastinaca,
in modo tal che invaghiresti ‘l papa;
e gli occhi del color dell’utriaca;
e’ cape’ bianchi e biondi più che porri:
ond’io morrò, se tu non mi soccorri.
La tua bellezza par molto più bella
che uomo che dipinto in chiesa sia:
la bocca tua mi par una (altro…)

Franco Sacchetti – La sorella del marchese Azzo, essendo andata a marito al giudice di Gallura, in capo di cinque anni torna vedova a casa. Il frate non la vuol vedere, perché non ha fatto figliuoli, ed essa con un motto il fa contento.

Il marchese Azzo da Esti andò cercando il contrario d’una sua sorocchia. Questo marchese credo fosse figliuolo del marchese Obizzo, e avendo una sua sorocchia da marito che, salvo il vero, ebbe nome madonna Alda, la quale maritò al giudice di Gallura; e la cagione di questo matrimonio fu che ‘l detto judice era vecchio e non avea alcun erede, né a chi legittimamente succedesse il suo; onde il marchese, credendo (altro…)