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Antonio Gramsci – Il destino di Matteotti

Esiste una crisi della società italiana, una crisi che trae la sua origine dai fattori stessi di cui questa società è costituita e dai loro irriducibili contrasti; esiste una crisi che la guerra ha accelerata, approfondita, resa insuperabile. Da una parte vi è uno Stato che non si regge perché gli manca l’adesione delle grandi masse e gli manca una classe dirigente che sia capace di (altro…)

Antonio Gramsci – Il programma de “L’Ordine Nuovo”

Incominciamo con una constatazione materiale: – i primi due numeri già usciti dell’Ordine Nuovo hanno avuto un diffusione (una diffusione effettiva) che è stata superiore alla piú alta diffusione raggiunta negli anni 1919-1920. Parecchie conseguenze potrebbero tirarsi da questa constatazione. Ne accenniamo due sole: 1) che una rassegna del tipo dell’Ordine Nuovo rappresenta una necessità fortemente sentita dalla massa rivoluzionaria italiana nella situazione attuale; 2) che (altro…)

Antonio Gramsci – Il Mezzogiorno e il fascismo

Fatto saliente della lotta politica attuale italiana è il tentativo di soluzione che il Partito nazional fascista ha voluto dare dei rapporti tra Stato-governo e il Mezzogiorno.
Il Mezzogiorno è diventato la riserva dell’opposizione costituzionale. Il Mezzogiorno ha manifestato ancora una volta la sua distinzione «territoriale» dal resto dello Stato, la sua volontà di non lasciarsi assorbire impunemente in un sistema unitario (altro…)

Antonio Gramsci – Contro il pessimismo

Nessun modo migliore può esistere di commemorare il quinto anniversario della Internazionale comunista, della grande associazione mondiale di cui ci sentiamo, noi rivoluzionari italiani, piú che mai parte attiva e integrante, che quello di fare un esame di coscienza, un esame del pochissimo che abbiamo fatto e dell’immenso lavoro che ancora dobbiamo svolgere, contribuendo cosí a chiarire la nostra situazione, contribuendo specialmente a dissipare questa oscura (altro…)

Antonio Gramsci – Il problema di Milano

Bisogna porre con grande precisione e con grande franchezza agli operai di Milano il problema… di Milano. Perché a Milano, grande città industriale, con un proletariato che è il piú numeroso tra i centri industriali, che da solo rappresenta piú di un decimo degli operai di fabbrica di tutta Italia, perché a Milano non è sorta una grande organizzazione rivoluzionaria, mentre il movimento è sempre stato (altro…)

Antonio Gramsci – Il nostro indirizzo sindacale

Nel Sindacato Rosso del 15 settembre il compagno Nicola Vecchi ripropone una sua vecchia tesi: – Bisogna costituire un organismo nazionale sindacale di classe, autonomo e indipendente da tutti i partiti e transitoriamente indipendente da tutte le Internazionali.
Quale deve essere il nostro atteggiamento verso una tale proposta? Quale deve essere la direttiva di propaganda dei comunisti per arginare in mezzo alla (altro…)

Antonio Gramsci – Il Papa e la Chiesa scismatica

L’unione della Chiesa romana con la Chiesa greco-scismatica, od ortodossa, come volgarmente si dice anche in Occidente, è un’antica aspirazione del papato. La Chiesa scismatica comprende l’oriente mediterraneo, la Grecia, i Balcani, la Russia. Tutta la politica di Benedetto XV di fronte alla Russia dei Soviet si riconnette all’antico sogno dell’unità religiosa cattolico-scismatica. È bene dunque dirne due parole in questa vacanza del trono pontificio.
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Antonio Gramsci – Il Partito Comunista e le agitazioni operaie in corso

Un fremito di lotta percorre le file del proletariato italiano. La massima depressione dell’attività del proletariato è decisamente sorpassata e la lotta di classe va riprendendo il ritmo imponente che aveva prima degli avvenimenti della fine del 1920. L’offensiva capitalistica, il cui inizio si può ravvisare negli episodi del 21 novembre 1920 – un anno addietro – a Bologna, si è andata, nelle sue molteplici forme, (altro…)

Antonio Gramsci – Il sostegno dello Stato

Nel bel tempo antico, quando i ricordi del Risorgimento erano ancora vivaci e la conquista della Costituzione rappresentava ancora un valore per la grande massa della popolazione italiana, si svolse una interessante polemica tra i liberali e i repubblicani sulla natura e sulla importanza del giuramento di fedeltà al re che i deputati devono prestare in Parlamento. I liberali cosí ragionavano: se i deputati rifiutano di (altro…)

Francesco belo – Il pedante

EText-No. 34640
Title: Il pedante – Commedie del Cinquecento
Author: Belo, Francesco
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Title: Il pedante – Commedie del Cinquecento
Author: Belo, Francesco
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Title: Il pedante – Commedie del Cinquecento
Author: Belo, Francesco
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Title: Il pedante – Commedie del Cinquecento
Author: Belo, Francesco
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Giacomo Leopardi – Il Parini, ovvero della gloria

CAPITOLO PRIMO

Giuseppe Parini fu alla nostra memoria uno dei pochissimi Italiani che all’eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri, e molta notizia ed uso della filosofia presente: cose oramai sì necessarie alle lettere amene, che non si comprenderebbe come queste se ne potessero scompagnare, se di ciò non si vedessero in Italia infiniti esempi. Fu eziandio, come è noto, di singolare innocenza, pietà verso gl’infelici e verso la patria, fede (altro…)

Franco Sacchetti – Due frati minori passano dove nella Marca è morto uno; l’uno predica sopra il corpo per forma che tale avea voglia di piagnere che fece ridere

Non fu sí canonizzata la fama del Basso di piacevolezza dopo la sua morte, quanto fu canonizzata la fama d’uno ricco contadino falsamente in santità in questa novella. E’ non è gran tempo che nella Marca d’Ancona morí nella villa un ricco contadino, che avea nome Giovanni; ed essendo, innanzi che si sotterrasse, tutti gli suo’ parenti e uomeni e donne nel pianto e ne’ (altro…)

Vittoria Colonna – Quando morte disciolse il caro nodo

Quando morte disciolse il caro nodo
Che il cielo avvinse la natura e amore,
Tolse agli occhi l’obietto e il cibo al core,
Ma strinse l’alme in più congiunto modo.
Questo è quel laccio ond’io mi pregio e lodo,
Che mi trae fuor d’ogni mondano errore;
E mi tien nella via ferma d’onore,
Ove de’ miei desir cangiati godo.
Sterili i corpi fur, l’alme feconde,
Chè il suo valor lasciò raggio sì chiaro,
Che sarà lume ancor del nome mio.
Se d’altre (altro…)

Vittoria Colonna – Amor, tu sai che mai non torsi il piede

Amor, tu sai che mai non torsi il piede
Dal carcer tuo soave, nè disciolsi
Dal dolce giogo il collo, nè ti tolsi
Quanto dal primo dì l’alma ti diede.
Tempo non cangiò mai l’antica fede;
Il nodo è stretto ancor com’io l’avvolsi;
Nè per l’amaro frutto ch’ognor colsi,
L’alta cagion men cara al cor mi riede.
Visto hai quanto in un petto fido ardente
Può far quel caro tuo più acuto dardo,
Contro del cui poter morte non valse,
Fa omai (altro…)

Giovanni Pascoli – Il cuore del cipresso

I

O cipresso, che solo e nero stacchi
dal vitreo cielo, sopra lo sterpeto
irto ,di cardi e stridulo di biacchi:

in te sovente, al tempo delle more,
odono i bimbi un pispillìo secreto,
come d’un nido che ti sogni in cuore.

L’ultima cova. Tu canti sommesso
mentre s’allunga l’ombra taciturna
nel tristo campo: quasi, ermo cipresso,
ella ricerchi tra que’ bronchi un’urna.

II

Più brevi i giorni, e l’ombra ogni dì meno
s’indugia e cerca, irrequieta, al sole;
e il sole è freddo e (altro…)

Giovanni Pascoli – Il bacio del morto

I

È tacito, è grigio il mattino;
la terra ha un odore di funghi;
di gocciole è pieno il giardino.

Immobili tra la leggiera
caligine gli alberi: lunghi
lamenti di vaporïera.

I solchi ho nel cuore, i sussulti,
d’un pianto sognato: parole,
sospiri avanzati ai singulti:

un solco sul labbro, che duole.

II

Chi sei, che venisti, coi lieti
tuoi passi, da me nella notte?
Non so; non ricordo: piangevi.

Piangevi: io sentii per il viso
mio piangere fredde, dirotte,
le stille dall’occhio tuo fiso

su me: io sentii (altro…)