Archivi tag: Leopardi

Giacomo Leopardi – Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco

PREAMBOLO

Questo Frammento, che io per passatempo ho recato dal greco in volgare, è tratto da un codice a penna che trovavasi alcuni anni sono, e forse ancora si trova, nella libreria dei monaci del monte Athos. Lo intitolo Frammento apocrifo perché, come ognuno può vedere, le cose che si leggono nel capitolo della fine del mondo, non possono essere state scritte se non poco tempo addietro; laddove Stratone da Lampsaco, filosofo (altro…)

Giacomo Leopardi – Cantico del gallo silvestre

Affermano alcuni maestri e scrittori ebrei, che tra il cielo e la terra, o vogliamo dire mezzo nell’uno e mezzo nell’altra, vive un certo gallo salvatico; il quale sta in sulla terra coi piedi, e tocca colla cresta e col becco il cielo. Questo gallo gigante, oltre a varie particolarità che di lui si possono leggere negli autori predetti, ha uso di ragione; o certo, come un pappagallo, è stato ammaestrato, (altro…)

Giacomo Leopardi – Elogio degli uccelli

Amelio filosofo solitario, stando una mattina di primavera, co’ suoi libri, seduto all’ombra di una sua casa in villa, e leggendo; scosso dal cantare degli uccelli per la campagna, a poco a poco datosi ad ascoltare e pensare, e lasciato il leggere; all’ultimo pose mano alla penna, e in quel medesimo luogo scrisse le cose che seguono.
Sono gli uccelli naturalmente le più liete creature del (altro…)

Giacomo Leopardi – Detti memorabili di Filippo Ottonieri

CAPITOLO PRIMO

Filippo Ottonieri, del quale prendo a scrivere alcuni ragionamenti notabili, che parte ho uditi dalla sua propria bocca, parte narrati da altri; nacque, e visse il più del tempo, a Nubiana, nella provincia di Valdivento; dove anche morì poco addietro; e dove non si ha memoria d’alcuno che fosse ingiuriato da lui, né con fatti né con parole. Fu odiato comunemente da’ suoi cittadini; perché parve prendere poco piacere di (altro…)

Giacomo Leopardi – Il Parini, ovvero della gloria

CAPITOLO PRIMO

Giuseppe Parini fu alla nostra memoria uno dei pochissimi Italiani che all’eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri, e molta notizia ed uso della filosofia presente: cose oramai sì necessarie alle lettere amene, che non si comprenderebbe come queste se ne potessero scompagnare, se di ciò non si vedessero in Italia infiniti esempi. Fu eziandio, come è noto, di singolare innocenza, pietà verso gl’infelici e verso la patria, fede (altro…)

Giacomo Leopardi – Storia del genere umano

Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono dell’educazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è, quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e apparisse nel (altro…)

Giacomo Leopardi – Ultimo canto di Saffo – Audiobook – Lettura di Sergio Baldelli

Placida notte, e verecondo raggio
della cadente luna; e tu, che spunti
fra la tacita selva in su la rupe,
nunzio del giorno; oh dilettose e care,
mentre ignote mi fûr l’Erinni e il Fato (…)

      italian_ultimocantodisaffo_leopardi_sb

da: www.librivox.org
Pubblico Dominio

Giacomo Leopardi – The Infinite – Translated by F. Townsend

This lonely hill to me was ever dear, This hedge, which shuts from view so large a part Of the remote horizon. As I sit And gaze, absorbed, I in my thought conceive The boundless spaces that beyond it range, The silence supernatural, and rest Profound; and for a moment I am calm. And as I listen to the wind, that through These trees is murmuring, its plaintive voice I with (altro…)

Giacomo Leopardi – La vita solitaria

La mattutina pioggia, allor che l’ale
Battendo esulta nella chiusa stanza
La gallinella, ed al balcon s’affaccia
L’abitator de’ campi, e il Sol che nasce
I suoi tremuli rai fra le cadenti
Stille saetta, alla capanna mia
Dolcemente picchiando, mi risveglia;
E sorgo, e i lievi nugoletti, e il primo
Degli augelli susurro, e l’aura fresca,
E le ridenti piagge benedico:
Poiché voi, cittadine infauste mura,
Vidi e conobbi assai, là dove segue
Odio al dolor compagno; e doloroso
Io vivo, e tal morrò, (altro…)