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Gaspara Stampa – Lodate i chiari lumi, ove mirando

Lodate i chiari lumi, ove mirando
perdei me stessa, e quel bel viso umano,
da cui vibrò lo stral, mosse la mano
Amor, quando da me mi pose in bando.
Lodate il valor vostro alto e mirando,
ch’al valor d’Alessandro è prossimano:
sallo il gran re, sallo il paese strano,
che di voi e di lui vanno parlando.
Lodate il senno, a cui non è simile
nel bel verde degli anni; e, quel che ‘n carte
vedrò famoso, il vostro ingegno (altro…)

Vittoria Colonna – Fiammeggiavano vivi i lumi chiari

Fiammeggiavano vivi i lumi chiari,
Ch’accendon di valor gli alti intelletti;
L’anime gloriose e i spirti eletti
Davan ciascuno a prova i don più cari.
Non fur le grazie parche e i cieli avari:
Gli almi pianeti in propria sede eretti
Mostravan lieti quei benigni aspetti,
Che instillan le virtù nei cor più rari.
Più chiaro giorno non aperse il sole:
S’udian per l’aere angelici concenti:
Quanto volse natura all’opra ottenne.
Col sen carco di gigli e di viole
Stava la terra, e (altro…)

Raffaello Sanzio – Amor, tu m’envesscasti con doi lumi

Amor, tu m’envesscasti con doi lumi
de doi beli occhi dov’io me strugo e [s]face,
da bianca neve e da rosa vivace,
da un bel parlar in donnessi costumi.

Tal che tanto ardo, ch[e] né mar né fiumi
spegnar potrian quel foco; ma non mi spiace,
poiché ‘l mio ardor tanto di ben mi face,
ch’ardendo onior più d’arder me consu[mi].

Quanto fu dolce el giogo e la catena
de’ toi candidi braci al col mio (altro…)

Francesco Petrarca – Vive faville uscian de’ duo bei lumi

Vive faville uscian de’ duo bei lumi
ver’ me sí dolcemente folgorando,
et parte d’un cor saggio sospirando
d’alta eloquentia sí soavi fiumi,
che pur il rimembrar par mi consumi
qualor a quel dí torno, ripensando
come venieno i miei spirti mancando
al varïar de’ suoi duri costumi.
L’alma, nudrita sempre in doglia e ‘n pene
( quanto è ‘l poder d’una prescritta usanza!),
contra ‘l doppio piacer sí ‘nferma fue,
ch’al gusto sol del disusato bene,
tremando or di paura or di (altro…)

Gaspara Stampa – O sacro, amato e grazioso aspetto,

    O sacro, amato e grazioso aspetto,
o più che ‘l chiaro sol lucenti lumi,
o sangue illustre, angelici costumi,
o alto ingegno, altissimo intelletto,
o colmi di prudenzia e di diletto,
d’eloquenzia profondi e larghi fiumi,
o finalmente, ond’io più mi consumi,
d’ogni grazia e virtù, conte, ricetto,
qual contra a’ miei disir stella empia e cruda
già mi vi tolse, ed or vi tien discosto
contra la fé che voi mi deste pria?
O morte dunque queste luci chiuda,
od apritele voi (altro…)